BPCO: antibiotici e corticosteroidi aiutano anche nelle esacerbazioni lievi 

Pneumologia

Anche i pazienti con lievi esacerbazioni croniche della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) possono beneficiare di antibiotici e corticosteroidi sistemici, secondo una revisione sistematica e meta-analisi pubblicate su Annals of Internal Medicine.

Anche i pazienti con lievi esacerbazioni croniche della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) possono beneficiare di antibiotici e corticosteroidi sistemici, secondo una revisione sistematica e meta-analisi pubblicate su Annals of Internal Medicine.

"Lo studio fornisce un supporto ai medici che prescrivono antibiotici e corticosteroidi ai propri pazienti, indipendentemente dalla gravità dell'esacerbazione", ha detto Claudia C. Dobler, del Robert D. e Patricia E. Kern Center for the Science of Health Care Delivery, Mayo Clinic, Rochester, Minnesota.

Gli antibiotici sistemici aumentano le probabilità di risoluzione
Per valutare meglio i rischi e i benefici associati agli antibiotici e ai corticosteroidi sistemici, Dobler e colleghi hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi degli interventi farmacologici per gli adulti che soffrono di esacerbazione della BPCO. Gli studi hanno confrontato varie terapie farmacologiche con placebo, "cure abituali", un altro trattamento farmacologico, "o un diverso tipo di agente, dosaggio, via di applicazione o durata del trattamento (solo per antibiotici e corticosteroidi sistemici); e hanno riportato risultati di interesse", scrivono gli autori.

I ricercatori hanno incluso 68 studi controllati randomizzati che hanno coinvolto 10.758 partecipanti, pubblicati fino al 2 gennaio 2019. I ricercatori hanno escluso gli studi con pazienti che hanno ricevuto una ventilazione meccanica invasiva o non invasiva all'inizio dell'intervento.

I pazienti sono stati trattati in ambulatorio, nei reparti di emergenza, negli ospedali e in ambienti misti ambulatoriali e ospedalieri. Gli interventi in studio hanno avuto una durata variabile da 4 a 56 giorni e la durata del follow-up andava da 1 a 12 giorni.

I ricercatori hanno esaminato sette studi che hanno confrontato l'efficacia degli antibiotici sistemici (durata da 3 a 14 giorni) con il placebo o la gestione senza antibiotici sistemici (durata da 7 a 10 giorni) tra pazienti ambulatoriali (cinque studi) o pazienti ricoverati (due studi). Due studi hanno arruolato pazienti con lievi esacerbazioni, tre con esacerbazioni da lievi a moderate e due con esacerbazioni da moderate a gravi.

Il trattamento antibiotico era legato a una migliore probabilità di risoluzione dell'esacerbazione alla fine dell'intervento (odds ratio [OR], 2,03), con una forza di prova moderata [SOE] e indipendente dalla gravità dell'esacerbazione e dall'impostazione dello studio.

Gli studi che hanno esaminato il fallimento del trattamento sono stati condotti in pazienti ambulatoriali con lievi esacerbazioni di BPCO. Il fallimento del trattamento è stato inferiore alla fine degli interventi di durata di 7-10 giorni (OR, 0,54; SOE moderata), ma non al follow-up più lungo condotto a 1 mese (OR, 0,82; SOE bassa).

Gli antibiotici somministrati per 7-10 giorni sono stati collegati a riduzioni della dispnea, della tosse e di altri sintomi in pazienti con esacerbazioni da lievi a moderate e da moderate a gravi.

Tuttavia, non ci sono state differenze significative nella mortalità, nella qualità della vita, nei ricoveri ospedalieri, nelle ripetute esacerbazioni, nelle intubazioni o nel volume espiratorio forzato in 1 secondo (FEV1). Allo stesso modo, non c'è stata alcuna differenza nel numero totale di eventi avversi, eventi avversi gravi o ritiri dallo studio derivanti da eventi avversi.

Corticosteroidi sistemici
Nove studi hanno confrontato l'efficacia dei corticosteroidi sistemici somministrati per 1-56 giorni, rispetto a placebo o alla gestione senza corticosteroidi sistemici. Due studi hanno arruolato pazienti con lievi esacerbazioni, cinque hanno arruolato pazienti con esacerbazioni moderate o gravi, uno con esacerbazioni gravi e uno con esacerbazioni da lievi a gravi.

I corticosteroidi sistemici sono stati collegati a un minore insuccesso del trattamento alla fine dell'intervento a 9-56 giorni (OR, 0,01; SOE basso), indipendentemente dalla gravità dell'esacerbazione e dall'impostazione dello studio; tuttavia, il numero di eventi avversi totali e correlati al sistema endocrino è stato maggiore.

"I corticosteroidi sistemici sono stati anche associati a una ridotta dispnea (misurata con una scala numerica, SOE bassa) alla fine dell'intervento a 7-9 giorni in pazienti ambulatoriali con esacerbazione lieve (26) e in pazienti con esacerbazione da moderata a grave (23)", spiegano gli autori.

In tutti gli studi e negli studi che avevano arruolato pazienti con lievi esacerbazioni, la FEV1 assoluta è migliorata alla fine dell'intervento nei pazienti trattati con corticosteroidi sistemici.

La morte, il ricovero in ospedale, l'esacerbazione ripetuta e l'intubazione non differivano in modo significativo.
La FEV1 non è un risultata importante per i pazienti, ha detto Dobler. "È una misura della funzione polmonare e non è del tutto chiaro come questa sia in relazione con elementi importanti per i pazienti, come ad esempio il respirare bene o quanto si sentono bene complessivamente e la loro qualità di vita", ha detto.

Tsuang ha detto che i pazienti che vede in clinica sono più preoccupati per la qualità della vita e per le sensazioni di mancanza di respiro. "Abbiamo bisogno di una ricerca più incentrata sul paziente e incentrata sui risultati a cui i pazienti tengono".

Molti degli studi hanno esaminato l’efficienza del sistema sanitario, ad esempio la durata della degenza ospedaliera e il ricovero in unità di terapia intensiva, ma i pazienti si preoccupano della mancanza di respiro e della qualità della vita, ha osservato Tsuang. Questo suggerisce la necessità di approcci non farmacologici come il trattamento delle comorbilità e la riabilitazione fisica e polmonare ambulatoriale come terapie complementari al trattamento farmacologico della BPCO", ha aggiunto.

I risultati si applicano sia ai pazienti in comunità che a quelli in ospedale, ha sottolineato Dobler.

Gli antibiotici combattono l'infezione e i corticosteroidi trattano l'infiammazione che si verifica nei polmoni al momento di un'esacerbazione, ha spiegato. "Questo vale anche per i pazienti in comunità, che non hanno bisogno di andare in ospedale e che magari hanno solo una lieve esacerbazione".