BPCO: colpiti sei italiani su 100, ma solo uno sa di essere malato

Pneumologia
La BPCO provoca ogni anno nel mondo 3 milioni e 280 mila morti, pari al 5,8% dei decessi. In Italia colpisce tra l'8 e il 12% della popolazione adulta. I fumatori sono i più a rischio: nel 20-40% questi raggiungono la malattia conclamata.

Si è aperto stamattina a Verona il 17° Congresso Nazionale sulle Malattie Respiratorie “Asma Bronchiale e BPCO: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie”. Sono trecento gli specialisti che interverranno durante il congresso, provenienti da tutta Italia.

“Il congresso, giunto alla sua diciassettesima edizione, può vantare un importantissimo e lusinghiero primato – spiega il Prof. Roberto Dal Negro, Responsabile del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia respiratoria - è il più longevo appuntamento monotematico in Italia tra quelli non organizzati da società scientifiche. E, per la precisione, si festeggia un compleanno importante: sono venti anni di ricerca, dibattiti e sensibilizzazione, in quanto le prime due edizioni furono a cadenza biennale”.

Secondo le ultime stime, l’asma colpisce il 7% della popolazione italiana, mentre il 5,5% soffre di BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva): in sintesi, più di una persona su dieci soffre di malattie respiratorie (12,5%). Eppure le stesse non prese abbastanza in considerazione, né dai singoli né dalle Istituzioni. E sempre più spesso ci si ammala senza sapere di esserlo: una persona su due non sa di essere malata, il 30% degli asmatici e fino al 75% dei pazienti con bronchite cronica non ha mai ricevuto una diagnosi. E quando questa arriva potrebbe essere già troppo tardi: circa il 50% dei pazienti con BPCO grave, muore entro 10 anni dalla diagnosi.

La BPCO colpisce circa 65 milioni di persone in tutto il mondo e 2.600.000 in Italia. Secondo l’OMS ogni anno nel mondo si contano 3 milioni e 280 mila morti (pari al 5,8% dei decessi). Si stima, inoltre, che i decessi siano destinati ad aumentare di oltre il 30% nel corso dei prossimi 10 anni, e che entro il 2030 questa patologia diventerà la terza principale causa di morte a livello mondiale. Anche i dati italiani sono assai preoccupanti: in Italia colpisce tra l'8 e il 12% della popolazione adulta. I fumatori sono i più a rischio: nel 20-40% questi raggiungono la malattia conclamata. In questi soggetti, l'incidenza della BPCO e delle complicanze cardiovascolari aumentano esponenzialmente.

“Un’epidemiologia sempre in crescita, eppure non hanno ancora il giusto riconoscimento dalle Istituzioni, e si investe troppo poco per la ricerca, per la sensibilizzazione della popolazione e per il supporto dei malati. Urge un dialogo tra parti, basti pensare che nel nostro Paese, asma e BPCO costano al SSN circa 14 miliardi di Euro all’anno: di fatto 1 punto di PIL – continua il Prof. Dal Negro -  E’ paradossale che, nonostante il continuo aumento di casi e di gravità, strutture specialistiche subiscano sempre più tagli, a favore di un contenitore aspecifico di una medicina tuttologica”.

Per quanto riguarda il rapporto tra BPCO ed età, intorno ai 50 anni i malati sono circa il 7%, intorno ai 60 la percentuale sale sino a raggiungere l’11-12%, con numeri che raggiungono il 50-55% intorno ai 70. I fattori che causano la malattia sono i seguenti: il basso peso corporeo, i disturbi respiratori dell'infanzia, l'inquinamento atmosferico, l'esposizione al fumo passivo di sigaretta, presenza di polveri sottili o prodotti chimici inalati, ma sono di minore importanza rispetto al fumo attivo di sigaretta. I sintomi sono semplici: tosse persistente e gravi difficoltà di respirazione.

Ampio spazio, durante il congresso, anche ad altre tematiche: le riacutizzazioni virali nell’asma e nella BPCO; le nuove terapie biologiche nell’asma; la disassuefazione dal fumo e la sigaretta elettronica; la tosse come malattia e non più solo come sintomo.
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