Pneumologia

Bpco, studio IMPACT: "deterioramento clinico importante" predice outcome sfavorevoli di malattia

La prevenzione nel breve termine di un "deterioramento clinico importante" (CID) si associa a migliori outcome clinici a lungo termine nei pazienti con Bpco. Lo dimostrano i risultati di un'analisi post-hoc dello studio IMPACT che ha dimostrato come il ricorso alla terapia tripla FF/UMEC/VI riduca il rischio di CID rispetto alle terapie FF/VI e UMEC/VI, migliorando la prognosi a lungo termine dei pazienti. Lo dimostrano i risultati di un'analisi post-hoc dello studio IMPACT, pubblicata sulla rivista ERJ Open Research.

La prevenzione nel breve termine di un “deterioramento clinico importante” (CID) si associa a migliori outcome clinici a lungo termine nei pazienti con Bpco. Lo dimostrano i risultati di un’analisi post-hoc dello studio IMPACT che ha dimostrato come il ricorso alla terapia tripla FF/UMEC/VI riduca il rischio di CID rispetto alle terapie FF/VI e UMEC/VI, migliorando la prognosi a lungo termine dei pazienti. Lo dimostrano i risultati di un’analisi post-hoc dello studio IMPACT, pubblicata sulla rivista ERJ Open Research.

Razionale e disegno dello studio
Il “deterioramento clinico importante” (CID) è un predittore significativo di peggioramento di malattia e di mortalità per tutte le cause nella Bpco.

Viene definito in base al soddisfacimento di una delle condizioni seguenti:
- riacutizzazione di grado moderato-severo
- deterioramento della funzione polmonare (definito come una riduzione pari o superiore di 100 ml rispetto al basale della FEV1 “ a valle”
- deterioramento dello stato di salute in base ad incrementi pari o superiori a 4 unità al punteggio totale St. George’s Respiratory Questionnaire o ad incrementi pari o superiori a 2 unità del punteggio CAT (the COPD Assessment Test)

L’analisi post-hoc pubblicata si è proposta l’obiettivo di studiare il valore prognostico di un evento CID sugli outcome clinici e l’effetto di una terapia tripla mediante inalatore unico nel ridurre il rischio di CID nei pazienti del trial IMPACT.

IMPACT era un trial di fase 3, in doppio cieco, multicentrico, della durata di 52 settimane, condotto in pazienti con Bpco sintomatici di età uguale o superiore a 40 anni.

Nella popolazione intent-to-treat, i pazienti con Bpco sintomatica ed almeno un episodio di riacutizzazione moderata o severa di malattia occorso nell’anno precedente erano stati randomizzati a trattamento in monosomministrazione giornaliera con uno dei regimi di trattamento seguenti:
- formoterolo furoato/umeclidinio/vilanterolo (FF/UMEC/VI) 100/62.5/25 mcg (4.151 pazienti);
- FF/VI 100/25 mcg (4.134 pazienti);
- UMEC/VI 62.5/25 mcg utilizzano un inalatore singolo a polvere secca (2.070 pazienti).

Risultati principali
Nel complesso, i pazienti con un CID a 28 settimane presentavano tassi di riacutizzazione significativamente aumentati, come pure miglioramenti di entità inferiore della funzione polmonare e dello stato di salute ad un anno (p<0,001).

Non solo: i pazienti con CID hanno mostrato un aumento della mortalità per tutte le cause dopo 28 settimane, rispetto ai pazienti senza CID.

Infine, la terapia tripla FF/UMEC/VI ha ridotto in modo significativo il rischio di CID rispetto alle terapie duplici considerate.

Sulla base della definizione CID SGRQ, i pazienti con CID hanno presentato un incremento del 75% di riacutizzazioni di grado moderato-severo a 28 settimane e un incremento del 96% delle riacutizzazioni severe nel lasso di tempo compreso da 29 a 52 settimane. Gli incrementi osservato sono risultati simili utilizzando anche la definzione CID CAT (72% e 91%, rispettivamente).

I pazienti con CID hanno mostrato anche miglioramenti significativamente ridotti sia della funzione polmonare che dello stato di salute dopo un anno, e un incremento significativo della mortalità per tutte le cause rispetto ai pazienti senza CID.

Nel mettere a confronto la terapia triplice vs. terapie duplici, i pazienti trattati con FF/UMEC/VI hanno mostrato riduzioni significative del rischio di CID ad un anno, rispetto ai pazienti trattati con FF/VI e con UMEC/VI.

Questa differenza è risultata reale in tutti i sottogruppi di pazienti, eccetto quelli in terapia con LABA e LAMA prima dello screening. Inoltre, l’effetto del trattamento è risultato maggiore per conte eosinofiliche più alte nei pazienti trattati con FF/UMEC/VI rispetto a quelli trattati con UMEC/VI.

Limiti e implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ammesso alcuni limiti dello studio quali la mancanza del CID come endpoint primario, il periodo di follow-up relativamente breve (5 mesi) e l’impiego di una popolazione sintomatica di pazienti con un rischio accertato di riacutizzazioni, la qual cosa potrebbe aver limitato la generalizzabilità dei risultati dell’analisi post-hoc.

Ciò detto, i risultati dell’analisi suffragano l’importanza di prevenire il CID nel breve termine e l’aggiunta di ICS o di un broncodilatatore per i pazienti in questa popolazione dello studio.

L’ottimizzazione della terapia tripla nei pazienti con malattia severa e a rischio elevato di riacutizzazioni, infatti, è risultata associata non solo con miglioramenti della sintomatologia e della funzione polmonare nel breve termine, ma anche con riduzioni di riacutizzazioni e mortalità nel lungo termine.

E’ auspicabile, a questo punto, che vengano condotti studi prospettici che impieghino CID come outcome primario o secondario, validandandone l’utilizzo come outcome composito, di modo che le agenzie regolatorie possano impiegarlo nelle valutazioni di efficacia dei trattamenti.

Nicola Casella

Bibliografia
Han MK et al. Prognostic value of clinically important deterioration in COPD: IMPACT trial analysis. RJ Open Research 2021 7: 00663-2020; DOI: 10.1183/23120541.00663-2020
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