Pneumologia

BPCO, documentati tassi elevati di esacerbazione in pazienti sintomatici fumatori con funzione polmonare preservata

La defininizione clinica di BPCO potrebbe essere sottoposta, in un prossimo futuro, a revisione: stando ai risultati di uno studio condotto su 2.736 pazienti con BPCO, pubblicato su NEJM. è stata documentata la presenza di sintomi respiratori da BPCO in 425 pazienti su 849 pazienti fumatori (attuali o con storia pregressa di abitudine al fumo), nonostante questi non soddisfacessero i criteri spirometrici standard per la diagnosi di BPCO. Tale condizione (paziente sintomatico ma con funzione polmonare preservata) è risultata associata ad un tasso significativamente più elevato di esacerbazione di malattia, rispetto a pazienti fumatori (attuali o con storia pregressa di abitudine al fumo) asintomatici per la BPCO e non classificati affetti dalla sindrome.

La defininizione clinica di BPCO potrebbe essere sottoposta, in un prossimo futuro, a revisione: stando ai risultati di uno studio osservazionale condotto su 2.736 pazienti con BPCO, recentemente pubblicato sulla rivista NEJM, è stata documentata la presenza di sintomi respiratori da BPCO in 425 pazienti su 849 pazienti fumatori (attuali o con storia pregressa di abitudine al fumo), nonostante questi non soddisfacessero i criteri spirometrici standard per la diagnosi di BPCO.
Tale condizione (paziente sintomatico ma con funzione polmonare preservata) è risultata associata ad un tasso significativamente più elevato di esacerbazione di malattia, rispetto a pazienti fumatori (attuali o con storia pregressa di abitudine al fumo) asintomatici per la BPCO e non classificati affetti dalla sindrome.

Razionale dello studio
Come è noto, la diagnosi attuale di BPCO viene posta allorquando il rapporto FEV1/FVC risulta essere inferiore a 0,70 sulla base di un esame spirometrico eseguito dopo impiego di un broncodilatatore.
Un volta posta la diagnosi di BPCO, si ricorre ai criteri di classificazione GOLD di severità di malattia che si basano sull'entità della riduzione della FEV1 misurata rispetto al valore predetto del paziente.
Così, la severità della BPCO è classificata, secondo i criteri GOLD in 4 stadi: stadio 1 (malattia lieve)= FEV1 è maggiore o uguale all'80% del valore predetto; stadio 2 (malattia moderata)= la FEV1 è maggiore o uguale al 50% del valore predetto; stadio 3 (malattia severa)= la FEV1 è maggiore o uguale al 30% e inferiore al 50% del valore predetto;  stadio 4 (malattia molto severa)= la FEV1 è inferiore al 30% del valore predetto.
Ciò nonostante, è possibile il riscontro, in alcuni fumatori che non presentano ostruzione della vie respiratorie – il cui rapporto FEV1/FVC, determinato mediante spirometria è uguale o superiore al cutoff convenzionalmente accettata di 0,70 – di sintomatologia respiratoria (tosse, produzione di escreato, dispnea) indicativa della presenza di BPCO.

Di qui il nuovo studio, che si è proposto di valutare il significato clinico della sintomatologia in questi pazienti fumatori con funzione polmonare preservata.

Sintesi dei risultati dello studio
I ricercatori hanno reclutato, in un quinquennio (2010-2015) 2.736 pazienti, di età compresa tra i 40 e gli 80 anni. I partecipanti allo studio sono stati classificati in: non fumatori (se avevano fumato meno di un pacchetto di sigarette/anno); fumatori correnti; ex-fumatori.

Questi sono stati sottoposti a spirometria per determinare la presenza di BPCO. Il test spirometrico è stato eseguito prima e dopo ciascuna inalazione di albuterolo, al dosaggio di 90 mcg per inalazione, e ipratropio, al dosaggio di 18 mcg per inalazione.

Durante una fase stabile della malattia, definita come un lasso di tempo superiore a 6 settimane da un episodio di esacerbazione respiratoria, i pazienti hanno preso parte al test CAT (the COPD Assessment Test), un questionario atto a valutare lo stato di salute.
I pazienti con un punteggio al CAT>10 erano considerati sintomatici per la BPCO mentre quelli con un punteggio CAT
I risultati hanno mostrato che, mentre 963 dei 1.812 partecipanti allo studio, fumatori o ex-fumatori, avavano una severità di malattia lieve moderata (BPCO di grado 1 e 2), la metà dei fumatori ed ex fumatori non classicati come affetti da BPCO era invece sintomatica per la malattia in questione.

Non solo: tra i 199 pazienti dello studio che non avevano mai fumato, il 16% presentava sintomatologia riconducibile alla BPCO.

Entrando nello specifico, i fumatori e gli ex fumatori non considerati affetti da BPCO (in base alla spirometria), ma sintomatici per la malattia, presentavano punteggi elevati al CAT, erano più giovani, più frequentemente di etnia nera o ispanica, e con un BMI superiore a quei pazienti che avevano un punteggio CAT<10.
In pratica, questi pazienti con funzione polmonare preservata, nonostante il riscontro di sintomatologia da BPCO, erano più frequentemente fumatori, con sintomatologia riferita di bronchite cronica, un'anamnesi di asma e respiro sibilante e una diagnosi pregressa di BPCO, rispetto ai pazienti asintomatici con funzione polmonare preservata.
 
Implicazioni dello studio
In conclusione, il ricorso alla spirometria per definire chi dovrebbe ricevere una diagnosi di BPCO non riesce ad identificare tutti i pazienti sintomatici con malattia polmonare legata al fumo.

Lo studio ha dimostrato come il punteggio CAT possa consentire l'identificazione di fumatori a rischio di esacerbazione e fornisce evidenze di come i soggetti con sintomatologia legata alla BPCO possano essere affetti da malattia delle vie respiratorie, indipendentemente dal solo valore spirometrico.

Occorre approfondire, a questo punto, le conoscenze su questa sottopopolazione di pazienti (sintomatici per BPCO ma con funzione polmonare preservata) per definire strategie di trattamento appropriate: “Di qui  la necessità, pertanto – concludono gli autori – di condurre trial clinici per determinare se una terapia di mantenimento con broncodilatatori o ICS possa essere in grado di alleviare la sintomatologia e ridurre il tasso di esacerbazioni respiratorie in questo gruppo di pazienti”.

Nicola Casella

Bibliografia
Woodroof PG et al. Clinical Significance of Symptoms in Smokers with Preserved Pulmonary Function. NEJM 2016.
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