BPCO e fumo, disfunzione proteina legata a fibrosi cistica peggiora esiti clinici

Una disfunzione a carico della proteina CFTR, implicata nella patogenesi della fibrosi cistica (FC), sembra essere responsabile del deterioramento della patologia respiratoria che affligge pazienti con BPCO e malattia polmonare associata al fumo di sigaretta. E' quanto dimostra uno studio di recente pubblicazione su Annals of the American Thoracic Society.

Una disfunzione a carico della proteina CFTR, implicata nella patogenesi della fibrosi cistica (FC), sembra essere responsabile del deterioramento della patologia respiratoria che affligge pazienti con BPCO e malattia polmonare associata al fumo di sigaretta.

E’ quanto dimostra uno studio di recente pubblicazione su Annals of the American Thoracic Society.

Lo studio ha reclutato fumatori (49% del totale) ed ex fumatori (52%) senza storia di FC, con una mediana di pacchetti di sigarette fumati ogni anno pari a 40 (range interquartile: 30-57). Questi sono stati sottoposti a spirometria e a TAC polmonare, coinvolgendo anche un radiologo al fine di individuare con certezza la presenza/assenza di bronchiettasie –  il punto di arrivo comune di diverse patologie che causano l'infiammazione cronica delle vie aeree, anche se la FC rappresenta la causa più comune.

Alla fine di queste valutazioni iniziali, 12 pazienti presentavano bronchiettasie documentate mediante TAC, il 33% dei quali affetti da BPCO definita mediante spirometria.

I ricercatori sono partiti dall’ipotesi che la disfunzione a carico della proteina CFTR nei fumatori fosse associata con le bronchiettasie (documentate mediante TAC) in pazienti con BPCO.

Hanno voluto verificare, pertanto, alcuni parametri associati alla FC e, in questo modo, hanno osservato che, rispetto ai pazienti non affetti da bronchiettasie, quelli che ne erano affetti presentavano valori più elevati di cloro nel sudore (il test del sudore è il test diagnostico ancora “gold standard” della FC) (24 [IQR, 12-40] vs 44 [IQR, 24,5-53] mmol/L; P =0,03).

Nel complesso, a valori elevati di cloro nel sudore dei pazienti con bronchiettasia si associava un incremento di ben 4,4 volte della bronchiettasia documentata mediante TAC.

Inoltre, i pazienti che mostravano un’attenuazione specifica del segnale TAC avevano maggiori probabilità di presentare livelli elevati di cloro nel sudore  (43 [IQR, 40-49] vs 22,5 [IQR, 12-40] mmol/L; P =0,03].

E’ stato allora effettuato il sequenziamento genico del gene CFTR in 25 pazienti con elevate concentrazioni di cloro nel sudore, e da questo esame è emerso che un paziente era portatore di una variante genica comune nella FC  (p.Phe508del [c.1521_1523delCTT]), mentre un altro era portatore di varianti cis (p.Arg74Trp [c.220C>T] e p.Asp1270Asn [c.3808G>A]), probabilmente associate con disordini legati al funzionamento della proteina CFTR.

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ammesso che il loro studio era gravato da alcuni limiti metodologici intrinseci, quali il disegno osservazionale e il numero limitato di pazienti.

Ciò detto, lo studio dimostra chiaramente che “la presenza di disfunzioni a carico della proteina CFTR contribuisce a peggiorare il quadro di malattia respiratoria in pazienti con malattia polmonare legata al fumo e consente di identificare uno specifico sotto-fenotipo di pazienti da caratterizzare ulteriormente in nuovi studi”.

NC

Bibliografia
Teerapuncharoen K et al. Acquired CFTR dysfunction and radiographic bronchiectasis in current and former smokers: a cross-sectional study [published online September 19, 2018]. Ann Am Thorac Soc. doi:10.1513/AnnalsATS.201805-325RL
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