Bpco e rischio fratture vertebrali: esiste un legame?

Dai risultati di uno studio recentemente pubblicato su Respiratory Medicine, un rapido declino dei valori di densitÓ minerale ossea (DMO), osservato in pazienti anziani con Bpco, si associa ad un rischio maggiore di insorgenza di fratture vertebrali. Non solo: i ricercatori hanno anche documentato la capacitÓ dei bisfosfonati (BSF) di modificare la DMO anche nei pazienti con Bpco cronicizzata.

Dai risultati di uno studio recentemente pubblicato su Respiratory Medicine, un rapido declino dei valori di densità minerale ossea (DMO), osservato in pazienti anziani con Bpco, si associa ad un rischio maggiore di insorgenza di fratture vertebrali.

Non solo: i ricercatori hanno anche documentato la capacità dei bisfosfonati (BSF) di modificare la DMO anche nei pazienti con Bpco cronicizzata.

Entrando nei dettagli, lo studio ha reclutato 111 persone anziane di ambo i sessi (età media: 72,5±8,1), alle quali era stata diagnosticata la Bpco o a rischio di Bpco e con misurazione annuale della DMO in 3 aree del corpo effettuata almeno 3 volte nel corso di un triennio.

I ricercatori hanno valutato le associazioni esistenti tra il trattamento con BSF e il declino della DMO, compresi, in un’analisi separata, quei pazienti che non erano stati sottoposti a questa terapia all’inizio del periodo di osservazione ma che avevano iniziato e continuato l’assunzione di BSF nel corso del follow-up (n=41).

Al tempo del reclutamento nello studio e, successivamente, a cadenza annuale, i ricercatori hanno effettuato un’analisi anamnestica dettagliata comprendente anche lo status di fumatore e informazioni sul trattamento farmacologico, le riacutizzazioni di malattia e le comorbilità.

La riacutizzazione di Bpco era definita dalla necessità di ricorrere al trattamento con corticosteroidi sistemici o con antibiotici oppure dalla necessità di ricovero ospedaliero.

Al reclutamento nello studio, non esistevano differenze significative tra i 2 gruppi (pazienti con declino rapido/non rapido della DMO) in termini di DMO.

Ciò premesso, i pazienti con declino rapido della DMO hanno sperimentato un maggior numero di fratture vertebrali nel corso del triennio di osservazione rispetto a quelli con declino più lento della massa ossea (20,7% vs. 5,6%; p=0,02).

I pazienti con declino rapido della DMO sono risultati essere in età più avanzata (71,2±8,0 anni vs 75,4±7,6 anni, rispettivamente; P =0,01), con un BMI più basso (23,9±3.2 kg/m2 vs 22,6±2,4 kg/m2, rispettivamente; P =0,03), tendenti alla sedentarietà (20,8% vs 36,7%, rispettivamente; p =0,09), e maggiormente suscettibili al rischio di anemia  (11,5% vs 39,4%, rispettivamente; p <0,01) rispetto ai pazienti dell’altro gruppo.

Inoltre, i pazienti che avevano iniziato e continuato il trattamento con BSF hanno mostrato variazioni annue dei valori di DMO di entità maggiore rispetto ai pazienti non trattati con questi farmaci (colonna lombare: 2,30% vs 0,59%; P <0,0001; femore destro: 0,33% vs −0,34%; P <0,0001; femore sinistro: −0,17% vs −0,42%; P =0,008).

Nel commentare i risultati, i ricercatori non hanno sottaciuto alcuni limiti metodologici intrinseci dello studio, come la proporzione limitata di pazienti di sesso femminile (5,4%), le dimensioni ridotte del numero totale di pazienti, come pure la scarsa numerosità del campione di pazienti sottoposti a trattamento con BSF.

Ciò premesso, i ricercatori hanno sottolineato come lo studio dimostri che i pazienti con BPCO e declino rapido della DMO siano maggiormente suscettibili allo sviluppo di fratture vertebrali e che l’impiego di BSF abbia effetti positivi sul declino di DMO nel corso di un triennio.

NC

Bibliografia
Kameyama N, Chubachi S, Sasaki M, et al. Predictive and modifying factors of bone mineral density decline in patients with COPD. Respir Med. 2019;148:13-23.
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