Pneumologia

Bpco, embolia polmonare presente nel 6% dei pazienti ospedalizzati per malattia polmonare

Un recente studio pubblicato su Jama ha dimostrato, tramite utilizzo di un algoritmo diagnostico, la presenza di embolia polmonare in quasi il 6% dei pazienti ospedalizzati per Bpco, con peggioramento acuto della sintomatologia respiratoria. Ciò suggerisce la messa a punto di nuove ricerche finalizzate alla comprensione del possibile ruolo dello screening sistematico per l'embolia polmonare in questa popolazione di pazienti.

Un recente studio pubblicato su Jama ha dimostrato, tramite utilizzo di un algoritmo diagnostico,  la presenza di embolia polmonare in quasi il 6% dei pazienti ospedalizzati per Bpco, con peggioramento acuto della sintomatologia respiratoria. Ciò suggerisce la messa a punto di nuove ricerche finalizzate alla comprensione del possibile ruolo dello screening sistematico per l’embolia polmonare in questa popolazione di pazienti.

Razionale e disegno dello studio
E’ noto dalla letteratura come le infezioni bronchiali o l’inquinamento atmosferico rappresentino le cause principali di riacutizzazione di Bpco – ricordano i ricercatori nell’introduzione allo studio. Tuttavia, alcuni studi riferiscono una frequenza elevata di embolia polmonare in questi pazienti. Ad esempio, i risultati di una metanalisi hanno mostrato che i pazienti ospedalizzati per un episodio di riacutizzazione acuta di Bpco si caratterizzavano per una prevalenza del 16% di embolia polmonare. (…) Inoltre, è stato osservato come i pazienti con Bpco manifestino più frequentemente embolia polmonare anziché trombosi venosa profonda”.

Tuttavia, ancora oggi non vi sono dati certi su come e quando i pazienti ospedalizzati per un episodio di riacutizzazione acuta di Bpco debbano essere sottoposti a screening per embolia polmonare. Ciò dipende anche dal fatto che la presentazione clinica di embolia polmonare acuta e di riacutizzazione di Bpco sono simili, rendendo difficile stabilire se si sia in presenza di sospetto di embolia polmonare.

Su questi presupposti è stato implementato il nuovo studio, di disegno multicentrico e cross-sectional, che si è proposto, come obiettivo principale, di determinare la prevalenza di embolia polmonare in pazienti ospedalizzati per peggioramento acuto della sintomatologia respiratoria.

A tal scopo, i ricercatori hanno reclutato 740 pazienti (età media= 68,2 anni; 37% donne) con Bpco, ospedalizzati con peggioramento acuto della sintomatologia respiratoria, curati in 7 centri ospedalieri francesi tra il 2014 e il 2017.

Per determinare la prevalenza di embolia polmonare in questa popolazione, i ricercatori si sono serviti di un algotitmo diagnostico predefinito per l’embolia polmonare, utilizzato nelle prime 48 ore dal ricovero ospedaliero.

L’algoritmo in questione incorporava il punteggio Geneva (uno strumento di decisione clinica completamente standardizzato nel percorso diagnostico dei pazienti con sospetta embolia polmonare), i livelli di D-dimero, l’angiografia polmonare mediante Tac spirale e l’ecografia a compressione.

Tutti i pazienti hanno completato un follow-up della durata di 3 mesi.

L’outcome primario dello studio era la diagnosi di embolia polmonare a 48 ore dal ricovero ospedaliero, Un outcome secondario chiave, invece, era rappresentato dall’embolia polmonare durante follow-up di 3 mesi in pazienti senza TEV e impiego di anticoagulanti.

Risultati principali
I ricercatori hanno individuato la presenza di embolia polmonare nel 5,9% dei pazienti (IC95%= 4,5-7,9) a 48 ore dall’ospedalizzazione. L’embolia polmonare durante il follow-up è stata rilevata in 5 pazienti su 670 (0,7%; IC95%= 0,3-1,7%) senza TEV all’ospedalizzazione e impiego di anticoagulanti.

Sono stati registrati tre decessi legati ad embolia polmonare; la mortalità complessiva a 3 mesi è stata pari al 6,8% (IC95%= 5,2-8,8).

Una proporzione più ampia di pazienti con TEV all’ospedalizzazione è deceduta nel corso del follow-up rispetto ai pazienti senza TEV (25,9% vs. 5,2%; differenza rischio= 20,7%; IC95%= 10,7-33,8; p<0,001).

Considerando i pazienti con sospetto di embolia polmonare (n=299), la prevalenza di TEV era pari all’11,7% (IC95%= 8,6-15,9), mentre in quelli nei quali non vi era sospetto di questa condizione la prevalenza è stata pari al 4,3% (IC95%= 8,6-15,9).

Limiti dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ammesso alcuni limiti metodologici intrinseci dello studio, quali la sottorappresentazione di pazienti con peggioramento meno acuto della sintomatologia respiratoria, valutazione incompleta di embolia polmonare in pazienti selezionati ritenuti non affetti da TEV e la presenza di bias come risultato di sospetto clinico di embolia polmonare da parte dei medici in Medicina d’Urgenza.

NC

Bibliografia
Couturaud F et al. Prevalence of Pulmonary Embolism Among Patients With COPD Hospitalized With Acutely Worsening Respiratory Symptoms. JAMA. 2021;325(1):59-68. doi:10.1001/jama.2020.23567
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