BPCO, eosinofili espettorato predicono meglio esacerbazioni malattia

Concentrazioni elevate di eosinofili nell'espettorato potrebbero essere marker più efficaci degli eosinofili nel sangue nell'identificare un sottogruppo di pazienti a maggior suscettibilità di ingravescenza di BPCO, riduzione della qualità della vita, episodi più frequenti di esacerbazione e innalzamento del rischio di enfisema. Questo è quanto sembrano dimostrare i risultati di uno studio di recente pubblicazione su Lancet Respiratory Medicine.

Concentrazioni elevate di eosinofili nell'espettorato potrebbero essere marker più efficaci degli eosinofili nel sangue nell'identificare un sottogruppo di pazienti a maggior suscettibilità di ingravescenza di BPCO, riduzione della qualità della vita, episodi più frequenti di esacerbazione e innalzamento del rischio di enfisema.

Questo è quanto sembrano dimostrare i risultati di uno studio di recente pubblicazione su Lancet Respiratory Medicine.

Lo studio, osservazionale e multicentrico, condotto negli USA, si è proposto l'obiettivo di determinare se un numero più frequente di esacerbazioni e un fenotipo più severo di BPCO fossero associati a concentrazioni di eosinofili più elevate nel sangue o nell'espettorato di questa popolazione di pazienti. Inoltre, i ricercatori hanno voluto verificare anche se gli eosinofili dell'espettorato potessero essere predetti dalla conta degli eosinofili del sangue periferico.

A tal scopo, i ricercatori hanno preso in esame i dati relativi a 2.737 pazienti dello studio SPIROMICS (Subpopulations and Intermediate Outcome Measures in COPD Study), affetti da BPCO, di età compresa tra 40 e 80 anni, con una storia di tabagismo (almeno 20 pacchetti di sigarette/anno).

Dall'analisi dei dati è emerso che erano disponibili le conte degli eosinofili del sangue relative a 2.499 pazienti (1.262 con conta ridotta [<200 cellule/μL] e 1.237 con conta elevata [≥200 cellule/μL]) fumatori e quelle degli eosinofili dell'espettorato relative a 827 pazienti (656 pazienti con conta ridotta [<1,25%] e 171 pazienti con conta elevata [≥1,25%]).

Dai risultati è emerso che i valori mediani più di FEV1 predetto (espressi in percentuale) erano osservabili nei pazienti con conta più elevata di eosinofili nell'espettorato rispetto a quelli con conta ridotta – sia prima che dopo broncodilatazione (65,7% vs 75,7% [P <0,0001] e 77,3% vs 82,9% [P =0,001], rispettivamente).

Inoltre, i pazienti con conta eosinofilica nell'espettorato più elevata hanno sperimentato un numero maggiore di esacerbazioni necessitanti di trattamento con CS rispetto ai pazienti con conta eosinofilica minore (32 [19%] di 171 vs 66 [10%] di 656; P =0,002).

I pazienti che mostravano un incremento di spessore delle pareti delle vie aeree respiratorie (differenza 0,02 mm; p=0,32) e un aumento della frequenza di sibili (p=0,18), in assenza di incremento degli episodi di esacerbazione di BPCO (p=0,35), appartenevano al gruppo con conta eosinofilica elevata.

Infine, i ricercatori hanno documentato anche la presenza di un'associazione debole ma statisticamente significativa tra la conta di eosinofili nel sangue e quella degli eosinofili nell'espettorato, anche se il tasso di errore è risultato elevato (72%).

In conclusione, lo studio ha dimostrato che la conta di eosinofili nell'espettorato è un marker migliore per identificare pazienti a maggior rischio di BPCO più severa, associata ad esacerbazioni più frequenti e rischio maggiore di enfisema rispetto a quella degli eosinofili nel sangue. La sola conta di eosinofili nel sangue più elevata, invece, non sembra essere un predittore significativo di esacerbazioni di BPCO, a meno che non sia combinata con una conta elevata di eosinofili nell'espettorato o con una storia di esacerbazione di malattia.
Allo stato attuale, pertanto, è opportuno continuare ad utilizzare la conta di eosinofili nell'espettorato come predittore più accurato del rischio di esacerbazione in pazienti con BPCO.

NC

Bibliografia
Hastie AT, Martinez FJ, Curtis JL, et al. Association of blood sputum and blood eosinophil concentrations with clinical measures of COPD severity: an analysis of the SPIROMICS cohort. Lancet Respir Med. 2017;5(12):956-967.
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