BPCO, esacerbazioni frequenti malattia solo nel 2% dei pazienti

I risultati di uno studio osservazionale di recente pubblicazione su Lancet Respiratory Medicine sembrano suggerire che, nella maggior parte dei pazienti affetti da BPCO, le esacerbazioni frequenti di malattia (>2 episodi/anno) rappresentano un evento piuttosto raro. Lo studio, inoltre, ha individuato nelle anomalie riscontrate a livello delle piccole vie respiratore (mediante TAC) e nelle concentrazioni di IL-15 e IL-8 dei nuovi marker biologici associati ad un numero frequente di esacerbazioni.

Contrariamente ad alcune percezioni esistenti al riguardo, i risultati di uno studio osservazionale di recente pubblicazione su Lancet Respiratory Medicine sembrano suggerire che, nella maggior parte dei pazienti affetti da BPCO, le esacerbazioni frequenti di malattia (>2 episodi/anno) rappresentano un evento piuttosto raro.

Lo studio, peraltro, ha individuato nelle anomalie riscontrate a livello delle piccole vie respiratore (mediante TAC) e nelle concentrazioni di IL-15 e IL-8 dei nuovi marker biologici associati ad un numero frequente di esacerbazioni,

Razionale e disegno dello studio
“Le strategie di trattamento attuali finalizzate alla stratificazione del rischio di esacerbazione nei pazienti con BPCO si fondano su un'anamnesi positiva di episodi di esacerbazione (>2) documentati nel corso dell'anno precedente la visita medica di controllo – scrivono gli autori nell'introduzione al lavoro”.

L'obiettivo dichiarato di questo studio è stato quello di approfondire la conoscenza della prevalenza del fenotipo del pazienti con BPCO soggetti a frequenti episodi di esacerbazione (>2/anno) nel corso di più anni consecutivi di osservazione.

Utilizzando come popolazione di riferimento al coorte di pazienti dello studio SPIROMICS (the Subpopulations and Intermediate Outcome Measures in COPD Study), i ricercatori hanno analizzato in modo prospettico i dati relativi a 3 anni di osservazione di pazienti con/senza BPCO, di età compresa tra i 40 e gli 80 anni, identificati in diversi modi (centri di cura accademici e non accademici, passaparola e registri di pazienti).

Il processo di inclusione nello studio osservazionale ha portato all'identificazione di 2.981 individui con/senza BPCO, reclutati nello SPIROMICS tra il 2010 e il 2015, seguiti in un follow-up della durata minima di 3 anni.

A questo punto i ricercatori hanno provveduto a classificare questi individui, sulla base della frequenza di esacerbazioni annuali di malattia in:
- pazienti con assenza di esacerbazioni annuali
- una esacerbazione/anno durante 3 anni di follow-up
- pazienti con numero inconsistente esacerbazioni (individui con episodi di esacerbazione non occorsi in tutti i singoli anni del follow-up triennale

Inoltre, è stata effettuata una caratterizzazione dei pazienti in base alla categoria spirometrica GOLD (the Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease), mediante FEV1.

Sono state condotte analisi di regressione logistica per mettere a confronto i fattori associati con una o più esacerbazioni di BPCO nel corso dei 3 anni di follow-up con l'assenza di esacerbazioni nello stesso periodo temporale di osservazione.

Da ultimo, sono stati individuati i predittori del numero di esacerbazioni nel corso del follow-up in tutti i pazienti, sulla base dei dati disponibili.

Risultati principali dello studio
Analizzando i dati disponibili, è emerso che:
- 538 pazienti su 1.105 (pari al 49%) avevano sperimentato almeno un'esacerbazione acuta di malattia nel corso dei 3 anni di follow-up, a fronte di 567 pazienti (51%) non andati incontro ad esacerbazione di malattia

- 82 pazienti (pari al 7%) avevano sperimentato almeno un esacerbazione acuta annuale, mentre solo 23 (pari al 2%) sono andati incontro a due o più episodi di esacerbazione annuale

- 456 pazienti con stadio spirometrico GOLD 3), pari al 41% del totale, e 256 pazienti allo stadio GOLD 4 (56%) non hanno necessariamente sperimentato episodi di esacerbazione in tutti gli anni del follow-up – in pratica la maggioranza dei casi.

L'analisi di regressione logistica ha mostrato che un numero frequente di esacerbazioni acute di malattia (≥1 evento per anno per  3 anni)  era associato ad un carico iniziale di malattia più elevato, ad eventi di esacerbazione pregressi, nonché all'osservazione di anomalie a carico delle piccole vie respiratorie alla TAC, a livelli più ridotti di IL-15 e a concentrazioni più elevate di IL-8

Nel commentare i risultati gli autori dello studio hanno sottolineato come “...i fenotipi di più frequente riscontro nei pazienti con BPCO della coorte esaminata fossero quello associato all'assenza di esacerbazioni di malattia (51% dei pazienti) e quelli con esacerbazioni non presenti in tutti gli anni del trienno di osservazione (41%)".

Implicazioni dello studio
Nell'editoriale di accompagnamento al lavoro (2), i due recensori dell'articolo hanno sottolineato come le scoperte provenienti dallo studio appena pubblicato abbiamo implicazioni per la valutazione dei risultati dei trial clinici sulla BPCO e per il disegno di nuovi studi.

Con riferimento ai trial, i ricercatori hanno ricordato come “...quando gli agenti farmacologici vengono studiati per verificare se il loro impiego possa ridurre la frequenza di episodi di esacerbazione di malattia, i criteri di ingresso richiedano il riscontro di due o più episodi di esacerbazione nel corso dell'anno precedente il reclutamento nel trial. Tale riscontro appare ragionevole in quanto aumento il potere statistico dello studio nel rilevare la presenza di differenze negli outcome osservati, ma ciò significa anche che i risultati potrebbero non essere necessariamente applicabili alla maggioranza dei pazienti osservati nella pratica clinica”.

Non solo: “Mentre la terapia farmacologica della BPCO dovrebbe rimanere focalizzata sul miglioramento della sintomatologia e la riduzione degli episodi di esacerbazione, sarebbe anche opportuno tenere presente l'impatto dell'alterazione del trattamento sugli outcome nei pazienti che sembrano essere stabilizzati – aggiungono gli estensori dell'editoriale”.

“In ragione della natura temporale bidirezionale dei tassi di esacerbazione da BPCO – concludono – sarebbe forse opportuno concentrare l'attenzione sulle conseguenze derivanti da una riduzione della terapia quando i pazienti sono liberi da episodi di esacerbazione e la sintomatologia clinica è stabile”.

NC

Bibliografia
1) Han M, et al. "Frequency of exacerbations in patients with chronic obstructive pulmonary disease: an analysis of the SPIROMICS cohort" Lancet Respir Med 2017; DOI: 10.1016/S2213-2600(17)30207-2.
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2) Nachef Z, Mador MJ "COPD exacerbator phenotype: time for reassessment?" Lancet Respir Med 2017; DOI:10.1016/S2213-2600(17)30236-9.
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