BPCO, esacerbazioni severe e ospedalizzazioni ridotte con azitromicina

L'utilizzo di azitromicina in cicli continui a lungo termine (LT-CC-A) si associa, in pazienti con BPCO severa, a riduzione sostenuta sia delle riacutizzazioni di malattia che dei tassi di ospedalizzazione (insieme ad un numero pił contenuto di eventi avversi). Queste le conclusioni di uno studio retrospettivo di coorte spagnolo, pubblicato su Chest.

L'utilizzo di azitromicina in cicli continui a lungo termine (LT-CC-A) si associa, in pazienti con BPCO severa, a riduzione sostenuta sia delle riacutizzazioni di malattia che dei tassi di ospedalizzazione (insieme ad un numero più contenuto di eventi avversi). Queste le conclusioni di uno studio retrospettivo di coorte spagnolo, pubblicato su Chest.

Nello specifico, l'outcome primario dello studio prevedeva la valutazione del mantenimento di efficacia di questo intervento dopo il primo anno di terapia, mettendo a confronto il primo, il secondo e il terzo anno di CC-A con i 12 mesi precedenti al trattamento. Erano anche outcome principali dello studio le esacerbazioni da BPCO, le ospedalizzazioni per malattia respiratoria, e la lunghezza della degenza ospedaliera.

Inoltre, è stata condotta anche una valutazione dell'effetto del trattamento sulla batteriologia delle secrezioni bronchiali.

Un outcome secondario dello studio, invece, consisteva nella valutazione dei pazienti trattati con CC-A per un periodo inferiore a 24 mesi (terapia a breve termine: ST-CC-A).

Il trattamento consisteva nella somministrazione di una compressa di azitromicina 500 mg 3 volte la settimana.

E' stata presa in considerazione per l'esecuzione dello studio una coorte di 505 soggetti con BPCO severa (GOLD D), suddivisi in un braccio di controllo e in un braccio di trattamento attivo tra il 2007 e il 2013.

Alla fine, sul totale di questi pazienti, è stata selezionata una popolazione di 109 pazienti con BPCO severa e almeno 4 riacutizzazioni da BPCO nel corso dell'anno precedente l'inizio del trattamento come popolazione target. Il 64,2% di questi (70 su 109) è stato sottoposto a ST-CC-A, mentre il 35,8% (39 su 109) a LT-CC-A.

Considerando i pazienti sottoposti a LT-CC-A, sono state documentate 236 esacerbazioni da BPCO nei 12 mesi precedenti l'inizio della terapia, il 52,1% delle quali erano severe e necessitanti di ospedalizzazione (857 giorni di degenza ospedaliera).

La riduzione media delle esacerbazioni di BPCO in questo gruppo al basale è stata pari al 56,2% (12 mesi), al 70% a 24 mesi e al 41% a 36 mesi. La riduzione delle ospedalizzazioni è stata pari, invece, rispettivamente al 62,6%, al 75,8% e al 39,8%.

Le esacerbazioni da BPCO legate a microorganismi comuni si sono ridotte del 12,5% e del 17,3% a 12 e a 24 mesi, rispettivamente, dopo terapia con LT-CC-A, con un innalzamento pari al 50% della resistenza ai macrolidi.

Inoltre, a 12 e a 24 mesi, i tassi di esacerbazione da BPCO causati da P. aeruginosa sono aumentati del 7,2% e del 13,1%, rispettivamente.

La terapia CC-A è risultata ben tollerata, con un numero ridotto di eventi avversi registrati. Quelli di più comune riscontro sono stati i disturbi digestivi (7,1% nel gruppo ST-CC-A) e la perdita di udito (5,1% nel gruppo LT-CC-A).

In conclusione, i risultati di questo studio suffragano l'impiego di LT-CC-A in pazinti con BPCO severa (GOLD D) che, pur sottoposti alla miglior terapia medica, attento monitoraggio clinico e batteriologico per 1 anno, continuano a sperimentare un numero di esacerbazioni >4  ogni anno.

Tuttavia, i ricercatori hanno tenuto a sottolineare come l'impiego di questa opzione di trattamento necessiti di un attento follow-up clinico e microbiologico, non potendo escludere il possibile riscontro di episodi di esacerbazione derivanti da P. aeruginosa e da resistenza ai macrolidi.

NC

Bibliografia
Pomares X, Montón C, Bullich M, et al. Clinical and safety outcomes of long-term azithromycin therapy in severe COPD beyond the first year of treatment [published online February 7, 2018]. Chest. doi:10.1016/j.chest.2018.01.044
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