Bpco, in presenza di riacutizzazione, sì alla ventilazione non meccanica

I pazienti con Bpco che sperimentano episodi di riacutizzazione grave di malattia dovrebbero essere indirizzati sempre a trattamento con ventilazione non meccanica (NIV), indipendentemente da alcuni fattori quali l'età avanzata, il BMI, la presenza di disfunzione cardiaca sinistra e di livelli anomali di gas nel sangue. Questo il suggerimento proveniente da uno studio pubblicato su BMC Pulmonary Medicine, motivato dall'osservazione che i fattori summenzionati non influenzano né la mortalità intra-ospedaliera che l'insuccesso dell'intervento di NIV.

I pazienti con Bpco che sperimentano episodi di riacutizzazione grave di malattia dovrebbero essere indirizzati sempre a trattamento con ventilazione non meccanica (NIV), indipendentemente da alcuni fattori quali l’età avanzata, il BMI, la presenza di disfunzione cardiaca sinistra e di livelli anomali di gas nel sangue. Questo il suggerimento proveniente da uno studio pubblicato su BMC Pulmonary Medicine, motivato dall’osservazione che i fattori summenzionati non influenzano né la mortalità intra-ospedaliera che l’insuccesso dell’intervento di NIV.

Gli obiettivi e il disegno dello studio
Gli episodi acuti di riacutizzazione di Bpco sono comunemente trattati con broncodilatatori ad insorgenza d’azione rapida, steroidi sistemici, antibiotici e ossigenoterapia controllata.

L’aggiunta di NIV a questi trattamenti nei pazienti con insufficienza respiratoria acuta e accumulo di CO2 per alterazione degli scambi gassosi comporta l’osservazione di tassi ridotti di intubazione endotracheale – un intervento di ventilazione invasiva – e di mortalità per tutte le cause.

Ciò premesso, “una cattiva selezione dei pazienti o la sottovalutazione dell’insuccesso della NIV possono portare, semplicemente, a ritardare il ricorso all’intubazione endotracheale che, a sua volta, si associa ad un aumento della mortalità, con tassi di insuccesso terapeutico che variano dal 9% al 50% - scrivono i ricercatori nell’introduzione al lavoro”.

Di qui il nuovo studio, che si è proposto di identificare i fattori predittivi che potrebbero influenzare gli outcome di NIV in pazienti con Bpco ospedalizzati a causa di episodi acuti di riacutizzazione di malattia.

Lo studio, osservazionale e monocentrico, ha reclutato 89 pazienti con Bpco, - 45 di sesso maschile e 44 di sesso femminile, aventi un’età media di 67,6 anni – che avevano sperimentato episodi di riacutizzazione acuta di malattia necessitanti del ricorso a NIV. Questi sono stati seguiti in follow-up della durata di 2 anni (2016-2017)

Risultati principali
Su 89 pazienti con Bpco, 11 (pari al 12,4%) non hanno risposto positivamente a NIV e sono andati incontro ad insufficienza respiratoria necessitante di ventilazione invasiva. Solo uno di questi 11 pazienti è sopravvisuto ed è stato dimesso dalla struttura ospedaliera dove era stato ricoverato in buone condizioni di salute.

Analisi aggiuntive hanno mostrato che l’insuccesso del ricorso a NIV risultava associato al numero di giorni di trattamento dei pazienti con questa procedura, alla lunghezza della degenza ospedaliera, alla mortalità intra-ospedaliera e alla presenza di disfunzione renale.

E’ emerso, in particolare, che la mortalità intra-ospedaliera era legata al numero di giorni di trattamento dei pazienti con NIV e all’efficienza della funzione respiratoria dei pazienti considerati, misurata mediante FEV1.

Tutt gli altri fattori analizzati dai ricercatori – età del paziente, BMI, disfunzione cardiaca sinistra, livello gas respiratori nel sangue – non sono stati in grado di influenzare in modo significativo gli outcome di NIV o la mortalità intra-ospedaliera.

Riassumendo
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato come “…lo studio suffraghi l’impiego estensivo di NIV nei pazienti affetti da Bpco con riacutizzazioni acute, indipendentemente dalle caratteristiche sopra elencate, in accordo con le raccomandazioni correnti”.

Inoltre, lo studio ha dimostrato che, sia il numero di giorni di permanenza in terapia con NIV, sia il numero di ore in permanenza con questo intervento non invasivo nel corso delle prime 72 ore dal ricovero ospedaliero, erano predittori indipendenti della durata totale del ricovero ospedaliero.

“In concomitanza con ciascun incremento di 7 ore della durata di NIV nel corso delle prime 72 ore dal ricovero ospedaliero, si è osservato un allungamento concomitante della degenza ospedaliera pari ad un giorno – hanno aggiunto i ricercatori”.

Da ultimo, anche la disfunzione cardiaca sinistra e l’acidità del sangue sono risultate associate al numero di giorni di permanenza in terapia con NIV, mentre i valori di BMI e il livello di gas respiratori prima dell’intervento di NIV sono risultati associati con la pressione media inspiratoria richiesta nel corso delle prime 72 ore di intervento di ventilazione non invasiva.

NC


Bibliografia
Steriade AT et al. Predictors of outcome of noninvasive ventilation in severe COPD exacerbation. BMC Pulmonary Medicine volume 19, Article number: 131 (2019)
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