BPCO, indagine GfK Eurisko sui problemi dei pazienti nella vita reale

L'attività fisica, le scale e il tempo libero. Sono i principali ostacoli che le persone con la BPCO sono costretti ad affrontare. A causa della malattia quasi 1 paziente su 2 ha difficoltà a salire le scale e a svolgere qualsiasi tipo di esercizio fisico; 4 su 10 non riescono a dedicarsi ai propri passatempi.

L’attività fisica, le scale e il tempo libero. Sono i principali ostacoli che le persone con la BPCO sono costretti ad affrontare. A causa della malattia quasi 1 paziente su 2 ha difficoltà a salire le scale e a svolgere qualsiasi tipo di esercizio fisico; 4 su 10 non riescono a dedicarsi ai propri passatempi.

La mancanza di fiato è però un’esperienza che hanno vissuto, anche in assenza di una malattia respiratoria, più di 3 italiani su 4: i principali responsabili di questo deficit sono lo smog (85%) e l’inquinamento atmosferico (84%).

È quanto emerge dall’indagine “Gli ostacoli del fiato”, realizzata da GfK e promossa da AstraZeneca in occasione dell’arrivo in Italia della combinazione di aclidinio (LAMA) e formoterolo (LABA).

L’indagine è stata condotta su un campione di 850 individui rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne e di 93 pazienti con BPCO.

Scale, sport e tempo libero: un limite al respiro. La BPCO è una malattia che toglie letteralmente il fiato e ostacola lo svolgimento delle attività più semplici, impattando pesantemente sulla qualità di vita. Quasi 1 paziente su 2 è in difficoltà a fare le scale (47%) e a svolgere qualsiasi tipo di attività fisica (45%). A causa della patologia, i pazienti non riescono a dedicarsi ai propri hobby (41%) e ad andare a ballare (36%). Per 3 soggetti su 10, inoltre, la BPCO è un freno nel trascorrere una serata al cinema o a teatro (31%). Anche il lavoro è investito dalle conseguenze negative della malattia: quasi 1 paziente su 5 (il 19%) ha dovuto cambiare professione a causa della BPCO, il 9% ha addirittura rinunciato a lavorare.

Italiani senza fiato. Almeno una volta nella vita è mancato il fiato, indipendentemente dalla BPCO, a oltre 3 italiani su 4 (il 77%). Inoltre, quasi 1 su 5 (17%) non riesce a camminare velocemente e a salire una rampa di scale. La percentuale sale ulteriormente tra chi vive nelle grandi città (25%) e tra gli over 64 (34%).
Le attività che determinano il deficit di fiato sono fare sport (45%), fumare (42%), salire le scale (41%), andare a ballare (29%), fare i lavori domestici (22%) e giocare con i bambini (20%).

Gli italiani puntano il dito soprattutto contro lo smog (85%) e l’inquinamento atmosferico (84%), ma anche il caldo (74%), la mancanza di spazi verdi (73%) e la sedentarietà (63%).

Più verde, meno traffico, progresso terapeutico. Potrebbe essere questa la formula per superare gli “ostacoli del fiato” e tornare a respirare. Il 72% degli italiani ritiene, infatti, che creare maggiori spazi verdi possa migliorare la qualità del respiro, così come limitare il traffico (65%) e aumentare i divieti di fumo (47%). I pazienti, d’altra parte, ripongono le proprie speranza nel progresso terapeutico: 7 su 10 si dichiarano fiduciosi di poter stare meglio grazie alle cure e ritengono che una terapia efficace dovrebbe permettere loro di tornare a svolgere qualsiasi tipo di esercizio fisico (29%), passeggiare (24%) e giocare con i propri figli o nipoti (12%).

BPCO, questa sconosciuta. Poco più di 1 italiano su 10 (11%) ha sentito parlare di BPCO, con la percentuale di conoscenza che sale tra i fumatori (17%) e le persone tra i 45 e i 64 anni (15%). Scarse sono le informazioni sulle cure. Tra i pochi italiani “dotti” di BPCO solo il 17% è informato dell’esistenza delle possibili terapie.

Si tratta di una malattia che suscita un interesse, non soddisfatto. Più della metà dei soggetti, infatti, vorrebbe ricevere maggiori informazioni sulla BPCO (54%). A suscitare interesse sono innanzitutto le cause (il 69% vorrebbe saperne di più), seguite dalle caratteristiche (63%) e dalle possibili cure (53%). Il proprio medico (67%) e la televisione sono i canali ritenuti più adatti per la diffusione di informazioni sulla malattia.

Respiro, ma non ci penso. Ogni giorno le persone vivono dando per scontato molte cose. Il respiro è una di queste. Quasi 8 italiani su 10 lo paragonano alla luce elettrica: ci si accorge della sua importanza solo quando non c’è più. Lo stesso numero confessa di non pensare mai a respirare, trattandosi di un’attività automatica e naturale. È solo con la comparsa di qualche disturbo che il respiro assume importanza: il 58% delle persone si accorge di respirare solo quando ha difficoltà a farlo.