Bpco, infezioni batteriche e ridotta conta eosinofili aumentano rischio polmoniti

Pneumologia

I pazienti con Bpco e infezione batterica cronica che presentano livelli circolanti di eosinofili <100/µL sono a maggior rischio di sviluppare polmoniti. Lo dicono i risultati di un'analisi post-hoc pubblicata sulla rivista the American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, che suffragano il ricorso alle colture di espettorato per guidare la terapia con steroidi inalatori nei pazienti con Bpco.

I pazienti con Bpco e infezione batterica cronica che presentano livelli circolanti di eosinofili <100/µL sono a maggior rischio di sviluppare polmoniti. Lo dicono i risultati di un’analisi post-hoc pubblicata sulla rivista the American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, che suffragano il ricorso alle colture di espettorato per guidare la terapia con steroidi inalatori nei pazienti con Bpco.

Razionale e disegno dello studio
Alcuni studi già presenti in letteratura hanno già identificato alcuni possibili fattori di rischio di polmonite in pazienti affetti da Bpco trattati con steroidi inalatori (ICS) – età avanzata, compromissione più severa del flusso delle vie respiratorie, numero ridotto di eosinofili in circolo.

“Fino ad ora, però – spiegano i ricercatori nell’introduzione al lavoro – non era stata posta sufficiente attenzione al frequente riscontro di infezioni batteriche a carico delle vie aeree respiratorie nei pazienti con Bpco e, quindi, sulle possibili interazioni di questa comorbilità con le variabili sopra indicate.

Di qui il nuovo lavoro, un’analisi post-hoc di uno studio osservazionale a lungo termine che ha esaminato le informazioni sull’ematologia e la microbiologia delle vie respiratorie provenienti da pazienti con Bpco e infezioni batteriche croniche con l’intento di determinare i fattori di rischio di sviluppo di polmoniti.

Entrando nei dettagli dello studio, è stata effettuata una comparazione dei livelli di eosinofili tra pazienti che avevano sviluppato o meno polmonite nel corso di un follow-up della durata pari a 84 mesi.
Su 227 pazienti inizialmente reclutati, ne sono stati esclusi 26 in ragione della mancanza di campioni sufficienti di espettorato per le analisi microbiologiche.

I 201 pazienti rimanenti (in larghissima maggioranza di sesso maschile) avevano un’età media pari a 70,3±9 anni, con una FEV1 media predetta pari al 49%.

Risultati principali
Dai dati è emerso che l’età avanzata, una limitazione severa del flusso delle vie aeree respiratorie, la presenza di bronchiettasie e una conta di eosinofili circolanti <100 cellule/μL erano tutti significativamente associati sia ad un isolamento di un singolo microrganismo potenzialmente patogenico che alla presenza di infezione batterica cronica.

Non solo: la presenza dei fattori summenzionati, di bronchiettasie e di trattamento con ICS sono risultati significativamente associati con un rischio più elevato di polmoniti.

In particolare, è emerso che, tra questi fattori, era proprio la presenza di infezioni batteriche croniche ad accompagnarsi ad un maggior rischio di malattie polmonari respiratorie (HR=2,976; IC95% =1,915-4,845).

Implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati dello studio, i ricercatori hanno sottolineato come la principale novità della stesso risieda “…nell’aver dimostrato, per la prima volta, che la presenza di infezione cronica batterica e livelli ridotti di eosinofili interagiscono tra loro per aumentare il rischio di polmoniti in pazienti con Bpco, dal momento che è stato osservato che i pazienti portatori di entrambi i fattori di rischio mostrano un rischio pressochè triplicato di soffrire di polmonite rispetto a quelli non affetti da nessuno dei due fattori di rischio summenzionati”.

“I risultati di questo studio – aggiungono – suggeriscono che la relazione tra l’impiego di ICS e il rischio di polmoniti nella Bpco è modulata dai livelli di eosinofili circolanti e dalla presenza di infezioni batteriche croniche. In quelle con conta eosinofilica <100 cellule/µl, il rischio di polmoniti  aumenta indipendentemente dalla presenza di infezioni batteriche croniche, mentre può essere ulteriormente innalzato dall’impiego di ICS.

Nel complesso, quindi, i risultati suffragano la necessità di procedere ad un attento monitoraggio della conta di eosinofili in circolo e ad esami batteriologici dell’espettorato nella gestione clinica dei pazienti con Bpco, soprattutto in quelli considerati per la terapia con ICS”.

NC

Bibliografia
Martinez-Garcia MA, Faner R, Oscullo G, et al. Inhaled steroids, circulating eosinophils, chronic airway infection and pneumonia risk in chronic obstructive pulmonary disease: a network analysis [published online January 10, 2020]. Am J Respir Crit Care Med. doi:10.1164/rccm.201908-1550OC
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