Bpco, l'aggiunta dell'anti IL-5 non riduce le riacutizzazioni

L'aggiunta di un anticorpo monoclonale diretto contro l'interleukina -5 non ha migliorato la situazione clinica e non ha ridotto le esacerbazioni di pazienti affetti da Bpco con elevata conta eosinofila e giÓ in trattamento con duplice o triplice terapia. Lo studio appena presentato prende il nome di TERRANOVA e i suoi dati fanno il pari con il trial GALATHEA di qualche settimana fa. Entrembi sono stati condotti con benralizumab.

L’aggiunta di un anticorpo monoclonale diretto contro l’interleukina -5 non ha migliorato la situazione clinica e non ha ridotto le esacerbazioni di pazienti affetti da Bpco con elevata conta eosinofila e già in trattamento con duplice o triplice terapia.

Lo studio appena presentato prende il nome di TERRANOVA e i suoi dati fanno il pari con il trial GALATHEA di qualche settimana fa.

Sia GALATHEA che TERRANOVA hanno valutato la sicurezza e l'efficacia di benralizumab come coadiuvante della duplice o triplice terapia inalatoria rispetto al placebo in pazienti con BPCO da moderato a molto grave con una storia di esacerbazioni in pazienti che presentavano vari livelli di eosinofili al basale.

Dopo questo risultati, AstraZeneca ha fatto sapere che non intende più cercare di ottenere l’approvazione del farmaco in questo setting di pazienti.

Benralizumab è attualmente approvato come trattamento aggiuntivo per l'asma eosinofilica grave negli Stati Uniti, nell'UE, in Giappone e in molti altri Paesi. Benralizumab si lega direttamente al recettore IL-5α dell’eosinofilo e attiva le cellule natural killer a compiere l’apoptosi (morte programmata delle cellule).

Nei pazienti con esacerbazioni frequenti di BPCO, le linee guida di trattamento raccomandano l’utilizzo come terapia di mantenimento di ICS, LABA e LAMA. Ciò nonostante, quasi il 40% dei pazienti trattati va incontro ad esacerbazioni di malattia, nonostante i trattamenti sopra indicati. E’ stato osservato che una percentuale analoga di pazienti (il 40%) con BPCO si caratterizza per il fenotipo eosinofilo, definito da una conta ematica di eosinofili ≥ 150-200 cellule/µl/≥2%, che si associa al rischio di esacerbazione.