BPCO, livelli basali eosinofili sangue possibile marker di riduzione esacerbazioni in pazienti trattati con fluticasone propionato/salmeterolo

Livelli di eosinofili nel sangue ≥2% (anziché <2%) si associano ad una riduzione maggiore del tasso di esacerbazioni di broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) in pazienti trattati con una combinazione farmacologica ICS/LABA a base di fluticasone propionato e salmeterolo. Ciò è quanto ha dimostrato una review di studi sull'impiego di questa combinazione farmacologica in pazienti con BPCO e una storia di esacerbazioni di entità moderata-severa, pubblicata sulla rivista Thorax.

Livelli di eosinofili nel sangue ≥2% (anziché <2%) si associano ad una riduzione maggiore del tasso di esacerbazioni di broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO) in pazienti trattati con una combinazione farmacologica ICS/LABA, ovvero una combinazione a base di corticosteroidi per via inalatoria (fluticasone propionato- FP) e  β2-agonista a lunga durata d'azione (salmeterolo – SAL).

Ciò è quanto ha dimostrato una review di studi sull'impiego di questa combinazione farmacologica in pazienti con BPCO e una storia di esacerbazioni di entità moderata-severa, pubblicata sulla rivista Thorax (1), che apre nuove prospettive nei processi decisionali alla base del trattamento farmacologico di questi pazienti.

Razionale dello studio

Come è noto, gli ICS rappresentano un caposaldo nel trattamento della BPCO.  Le principali Linee guida sulla gestione della BPCO raccomandano, comunque, che i pazienti con BPCO a rischio di esacerbazioni vengano trattati con una terapia di mantenimento ICS/LABA (2).

“Lo studio TORCH - The TOwards a Revolution in COPD Health – ha mostrato, però, come il trattamento con ICS fosse associato ad un incremento del rischio di polmoniti non fatali in pazienti con BPCO trattati con fluticasone propionato, ora considerato come un effetto di classe – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro”.

La riconsiderazione dei rischi potenziali associati con il trattamento con ICS, pesati in rapporto ai benefici, ha motivato la ricerca di biomarker in grado di aiutare il processo decisionale alla base del trattamento di questi pazienti: “Un possibile marker predittivo dell'efficacia di ICS (o di ICS/LABA) nella prevenzione delle esacerbazioni di BPCO potrebbe essere rappresentato dalla conta degli eosinofili nel sangue. Esistono studi, infatti, che hanno dimostrato l'esistenza di associazioni tra l'eosinofilia delle vie respiratorie e gli episodi di esacerbazione di bronchite cronica o di BPCO – argomentano gli autori”.

Un'analisi retrospettiva dei dati provenienti da 2 studi paralleli, della durata di un anno, sull'impiego di una combinazione ICS/LABA a base, rispettivamente, di fluticasone furoato e vilanterolo, in pazienti con BPCO di entità moderata-severa, ha documentato un'elevata riduzione delle esacerbazioni di entità moderata-severa in pazienti con una conta di eosinofili nel sangue  ≥2% vs <2% rispetto alla monoterapia con vilanterolo (3-4). 

Di qui il razionale del nuovo studio che, per studiare il ruolo potenziale dei livelli di eosinofili nel sangue come marker predittivo di efficacia degli ICS o della combinazione ICS/LABA sulle esacerbazioni, ha rianalizzato i dati di 3 studi che hanno messo a confronto gli ICS o la combinazione ICS/LABA a base, rispettivamente, di FP e SAL, con un antimuscarinico a lunga durata d'azione (LAMA), con il LABA o con placebo in relazione ai livelli basali di eosinofili nel sangue.


Informazioni sullo studio e sui risultati principali

L'analisi dei pazienti provenienti dai 3 studi inclusi nella review ha documentato percentuali di pazienti comprese tra il 57% e il 75% con livelli di eosinofili nel sangue ≥2%

In questi ultimi, la combinazione FP/SAL è risultata associata ad un riduzione significativa dei tassi di esacerbazione sia vs il LAMA di confronto (INSPIRE: n=719; rate ratio (RR)=0,75, IC95%= 0,60- 0,92, p=0,006) che vs il placebo  (TRISTAN: n=1049; RR=0,63, IC95%= 0,50 – 0,79, p<0,001). Al contrario, non sono state documentate differenze significative di outcome nei sottogruppi con conta di eosinofili nel sangue <2% degli studi INSPIRE (vs LAMA) e TRISTAN (vs placebo).
Nel terzo studio incluso nella review, inoltre, non sono state osservate differenze significative di outcome (FP o FP/SAL vs placebo), indipendentemente dalla conta di eosinofili nel sangue, in ragione della limitata potenza statistica dello studio.

Infine, i ricercatori non hanno documentato l'esistenza di relazione tra i livelli di eosinofili nel sangue e l'effetto del trattamento su alcuni parametri quali la FEV1 e il punteggio SGRQ (St
George’s Respiratory Questionnaire), espressione, rispettivamente, dell'efficienza della funzione respiratoria e della qualità della vita in pazienti affetti da BPCO.


Implicazioni dello studio

In conclusione, i risultati di questa analisi retrospettiva suggeriscono l'esistenza di una relazione tra i livelli di eosinofili nel sangue pre-trattamento e la riduzione della frequenza di esacerbazioni di BPCO a seguito del trattamento con una combinazione ICS/LABA.

I livelli di eosinofili nel sangue rappresentano, pertanto, un marker di potenziale importanza e di facile utilizzo, che potrebbe essere implementato in un test ematico per guidare le scelte terapeutiche in pazienti con BPCO moderata-severa e una storia di esacerbazione di malattia.


Nicola Casella

Bibliografia

1. Pavord ID et al. Blood eosinophils and inhaled corticosteroid/longacting β-2 agonist efficacy in COPD. Thorax 2016;71:118–125.
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2. Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease (GOLD). Global strategy for the diagnosis, management and prevention of COPD, 2014. http://www.goldcopd.org/guidelines-global-strategy-for-diagnosis-management.html (accessed 2 Sep 2014).

3. Dransfield MT  et al. Once-daily inhaled fluticasone furoate and vilanterol versus vilanterol only for prevention of exacerbations of COPD: two replicate double-blind, parallel-group, randomised controlled trials. Lancet Respir Med 2013;1:210–23.
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4. Pascoe S  et al. Blood eosinophil counts, exacerbations, and response to the addition of inhaled fluticasone furoate to vilanterol in patients with chronic obstructive pulmonary disease: a secondary analysis of data from two parallel randomised controlled trials. Lancet Respir Med 2015;3:435–42.
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