BPCO, nuovo modello predittivo del rischio di esacerbazione

Età, sesso, storia di episodi pregressi di esacerbazione, esecuzione di vaccinazione influenzale o pneumococcica 23-valente, numero di visite presso i Reparti di Medicina Generale, severità della broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO): sarebbero questi, stando ad uno studio pubblicato online sulla rivista BMC Family Practice, i fattori predittivi di esacerbazione alla base di un nuovo modello predittivo di questi eventi proposto da ricercatori spagnoli che potrebbe migliorare la sopravvivenza in questi pazienti a rischio elevato.

Età, sesso, storia di episodi pregressi di esacerbazione, esecuzione di vaccinazione  influenzale o pneumococcica 23-valente, numero di visite presso i Reparti di Medicina Generale, severità della broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO): sarebbero questi, stando ad uno studio pubblicato online sulla rivista BMC Family Practice i fattori predittivi di esacerbazione alla base di un nuovo modello predittivo di questi eventi proposto da ricercatori spagnoli che potrebbe migliorare la sopravvivenza in questi pazienti a rischio elevato.

Come è noto, le esacerbazioni acute di BPCO accelerano il processo di ingravescenza di malattia, contribuiscono al declino irreversibile della funzione polmonare, mostrano un impatto negativo sulla qualità della vita e riducono la sopravvivenza.

“La proporzione di fallimento terapeutico nei pazienti con esacerbazioni acute di BPCO è elevata (20-40%) - ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro – ed è associata a costi sanitari elevati”.

La riduzione della FEV1 è stata tradizionalmente considerata come uno dei principali fattori di rischio di esacerbazione. Tuttavia, la FEV1 non è in grado di discriminare tra fasi di stabilizzazione di malattia e fasi di esacerbazioni acute, e risulta essere meno efficace negli stadi finali della malattia (2). Va anche detto che alcuni pazienti con FEV1 ridotta non vanno mai incontro ad episodi di esacerbazione acuta e che valori di FEV1 più elevati non escludono del tutto il rischio di esacerbazioni di malattia (3).

“Diventa essenziale, pertanto, considerare la BPCO come una malattia sistemica piuttosto che esclusivamente polmonare, dal momento che è associata a sintomi localizzati in altri organi e alla presenza di comorbidità che possono determinare il rischio di episodi di esacerbazione acuta – continuano gli autori”.

Di qui la messa a punto di nuovi modelli multifattoriali predittivi del rischio di esacerbazione, alcuni dei quali, come il BODE index, hanno mostrato efficienza predittiva superiore alla FEV1 (4).

Obiettivo di questo studio è stato quello di determinare la validità di un nuovo modello predittivo del rischio di esacerbazione di BPCO  a 3 anni in una coorte di pazienti spagnoli affetti da BPCO prevalentemente di entità moderata-severa.

A tal scopo, sono state recensite retrospettivamente le cartelle cliniche elettroniche relative a 2.501 pazienti con diagnosi di BPCO. La variabile dipendente fissata nello studio era ovviamente costituita dagli episodi di esacerbazione acuta.

Le variabili indipendenti considerate, invece, erano rappresentate dai parametri clinici, dai risultati della spirometria, dalla severità di malattia, dall'esecuzione di vaccinazione anti-influenzale o pnuemococcica 23-valente, dalla presenza di comorbidità, dallo status di fumatore e dalla presenza di comorbidità.

L'associazione di queste variabili con il numero di esacerbazioni di malattia è stata misurata mediante odd ratio, corretto per fattori confondenti, utilizzando un modello matematico di regressione logistica.

All'inizio dello studio, i pazienti avevano un'età media di 68,38 anni (SD= 11,60), con una prevalenza di soggetti di sesso maschile (74,97%). Quanto alla severità di malattia, questa era lieve nel 50,82%, moderata nel 35,31%, severa nel 9,44% e molto severa nel 4,44% dei pazienti.

Dopo un follow-up di 3 anni, l'83,17% dei pazienti è andato incontro ad un episodio di esacerbazione di malattia.

L'analisi multivariata ha individuato l'esistenza di una forte associazione (statisticamente significativa) tra gli episodi di esacerbazione e i fattori seguenti: età (media 68 anni; aOR=1,01); sesso femminile (aOR=  1,46); episodi pregressi di esacerbazione (aOR= 7,44); malattia severa o molto severa in base ai criteri GOLD (aOR= 1,57); numero di visite in centri di cure primarie (aOR= 1,64 da 25 a 50 visite; aOR= 2,95 oltre le 50 visite in relazione allo standard di Nel commentare i risultati, gli autori dello studio invitano a considerare i dati con cautela, ricordando come alcuni fattori di rischio potrebbero variare a seconda del setting considerato.
“E' auspicabile – aggiungono – che, in futuro, vengano presi in considerazione altre variabili nell'implementazione di nuovi modelli predittivi in altre aree geografiche, come il numero di farmaci utilizzati, la stagione in cui si manifestano gli episodi di esacerbazione, la presenza di disturbi del sonno e l'esposizione ad agenti inquinanti.”

“I risultati del nostro studio – puntualizzano gli autori – si riferiscono ai fattori di rischio di esacerbazione di BPCO relativi ad una regione specifica della Spagna, per cui si raccomanda la validazione esterna di questo modello predittivo prima della sua implementazione in altre coorti di pazienti con BPCO”.

Nel complesso, lo studio va visto come un contributo all'implementazione di un nuovo modello predittivo degli episodi di esacerbazione che si avvale di variabili facilmente e rapidamente ottenibili e, come tale, facilmente utilizzabile nella pratica clinica primaria. I pazienti ad alto rischio individuati grazie a questo modello possono essere rapidamente avviati a misure preventive, quali l'immunizzazione e l'intensificazione del trattamento, con conseguente possibile miglioramento della qualità della vita e della sopravvivenza.


Nicola Casella

1) Montserrat-Capdevila J et al. Risk of exacerbation in chronic obstructive pulmonary disease: a primary care retrospective cohort study. BMC Fam Pract. 2015 Dec 8;16(1):173. doi: 10.1186/s12875-015-0387-6.
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2) Franciosi LG et al. Markers of exacerbation severity in chronic obstructive pulmonary disease. Respir Res. 2006;7:7
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3) Mador MJ et al. Systemic inflammation in predicting COPD exacerbations. JAMA. 2013;309(22):2390–1.
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4) Marin JM et al. Prediction of risk of COPD exacerbations by the BODE index. Respir Med. 2009;103(3):373–8
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