Pneumologia

BPCO, olodaterolo migliora la funzionalitą polmonare e la capacitą di esercizio

Il nuovo broncodilatatore olodaterolo in monosomministrazione giornaliera per via inalatoria ha dimostrato di migliorare la funzionalità polmonare e la capacità di esercizio nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) in due studi appena presentati a Chicago in occasione di CHEST, il congresso annuale dell’American College of Chest Physicians.

Il farmaco, un beta2-agonista a lunga durata d’azione (LABA) fresco di approvazione nei primi Paesi della Ue come terapia di mantenimento della BPCO, è risultato significativamente superiore al placebo per quanto riguarda il volume espiratorio forzato in 1 secondo (FEV1) in tutte le misurazioni effettuate nel corso delle 24 ore in due studi identici randomizzati, controllati e in doppio cieco, della durata di 6 settimane.

I risultati sono stati simili a quelli ottenuti con formoterolo, un altro LABA che va però somministrato due volte giorno, nelle prime 12 ore e per tutte le 24 ore, ma significativamente inferiori nell’intervallo tra le 12 e le 24 ore.

In una seconda relazione stati poi presentati i risultati positivi ottenuti con il farmaco anche sulla capacità di esercizio.

Questi dati vanno ad aggiungersi ad analoghi risultati positivi ottenuti in due di studi di fase III della durata di 48 settimane, che fanno parte del dossier registrativo del farmaco nella BPCO, e potrebbero convincere l’Fda a dare il suo via libera definitivo per quest’indicazione.

Nel gennaio scorso, infatti, il gruppo di esperti del Pulmonary-Allergy Drugs Advisory Committee dell’Fda, si era espresso quasi all’unanimità (15 a 1) a favore dell’approvazione di olodaterolo come terapia di mantenimento once a day  per la BPCO, ma due mesi dopo l’agenzia, che di solito segue le raccomandazioni dei suoi comitati consultivi, aveva negato l'ok, motivandolo con problemi produttivi.

Essendoci già molti broncodilatatori già disponibili in clinica, l’asticella da superare per qualunque nuovo agente singolo è piuttosto alta e la tendenza delle aziende è più quella di proporre combinazioni in dose fissa per migliorare l'aderenza.

Tuttavia, un LABA in monosomministrazione giornaliera potrebbe avere una sua nicchia per semplificare il regime terapeutico in quei pazienti che non hanno bisogno corticosteroidi per via inalatoria due volte al giorno e sono in terapia con tiotropio una volta al giorno.

Al momento, è in fase sviluppo anche una combinazione once-daily per via inalatoria del LABA indacaterolo e dell’antagonista muscarinico a lunga azione ( LAMA) glicopirronio.

I due studi su olodaterolo hanno confrontato due diversi dosaggi del farmaco (5 e 10 mcg una volta al giorno), somministrato con l'inalatore Respimat®, con un placebo e con formoterolo 12 mcg due volte al giorno, somministrato tramite l'inalatore Aerolizer®.

I due studi hanno coinvolto rispettivamente 99 e 100 pazienti con BPCO moderata-grave, che non avevano mai fumato o che avevano smesso più di un anno prima, con un FEV1 post-broncodilatazione < 80% del valore teorico normale e un rapporto tra FEV1 e FVC < 70%.

Il FEV1 nelle prime 12 ore (uno dei tre endpoint primari dei due studi) è risultato in media superiore di 0,148 l con olodaterolo rispetto al placebo in uno studio e superiore di 0,172 l nell’altro con 5 mcg e superiore rispetto al placebo rispettivamente di 0,148 l e 0,174 l con 10 mcg (P < 0,0001 in tutti i confronti), mentre con formoterolo è risultato di 0,141 l e 0,158 l superiore rispetto al placebo (P < 0,0001 in entrambi i confronti). La differenza tra i due dosaggi di olodaterolo non è risultata significativa.

I risultati sono stati simili anche per quanto riguarda l’AUC del FEV1 nelle prime 3 ore e quella nelle 24 ore, che rientravano tra gli endpoint secondari.

La dose più bassa di olodaterolo non ha mostrato una differenza significativa con formoterolo per quanto riguarda il FEV1 nelle prime 12 ore e nelle 24 ore, ma è risultata inferiore di 0,050 l nell’intervallo tra le 12 e le 24 ore, quando i pazienti del gruppo formoterolo hanno assunto la seconda dose di farmaco (P = 0,0001).

Nella seconda presentazione, François Maltais, dell’Université Laval, nel Quebec, ha riferito che nel gruppo trattato con olodaterolo 5 mcg la capacità di esercizio è aumentata del 14% rispetto al gruppo placebo in uno studio (P ≤ 0,0003) e dell'11% nell'altro (P ≤ 0,002) .

Nel complesso, il profilo degli eventi avversi di olodaterolo è risultato abbastanza simile a quello del placebo, anche se la tosse ha avuto un’incidenza del 3,2% con 5 mcg e del 2,2% con formoterolo contro lo 0,5 % con placebo, mentre quella della bronchite è stata rispettivamente del 3,7% e 2,2% contro 1,6%.

G. Feldman, et al. The 24-hour FEV time profile of olodaterol once daily (QD) via Respimat and formoterol twice daily (BID) via aerolizer in patients with COPD: Results from two 6-week studies. Chest 2013; 144(4_MeetingAbstracts): 749A.
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F. Maltais, et al. Evaluation of the effects of olodaterol on exercise endurance in patients with COPD: Results from two 6-week studies. Chest 2013; 144(4_MeetingAbstracts): 748A.
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