BPCO, quasi un paziente su due non usa la terapia inalatoria in modo appropriato

La notizia non è di per sé inattesa, ma conferma un aspetto piuttosto sconfortante nella terapia della BPCO su cui occorre intervenire: nonostante gli innegabili avanzamenti della terapia farmacologica, ancora oggi, quasi un paziente su 2 affetto da BPCO e sottoposto a terapia inalatoria non ottempera correttamente alle raccomandazioni di trattamento contenute nelle linee guida GOLD. E' questo il risultato di un'analisi dello studio SPIROMICS, recentemente pubblicata su Annals of the American Thoracic Society.

La notizia non è di per sé inattesa, ma conferma un aspetto piuttosto sconfortante nella terapia della BPCO su cui occorre intervenire: nonostante gli innegabili avanzamenti della terapia farmacologica, ancora oggi, quasi un paziente su 2 affetto da BPCO e sottoposto a terapia inalatoria non ottempera correttamente alle raccomandazioni di trattamento contenute nelle linee guida GOLD.

E’ questo il risultato di un’analisi dello studio SPIROMICS, recentemente pubblicata su Annals of the American Thoracic Society. Nello specifico, sono disattese le raccomandazioni GOLD di  trattamento con due comportamenti “errati”: 1) il sovrautilizzo di regimi terapeutici a base di steroidi inalatori (ICS) in presenza di malattia più lieve; 2) la mancanza di farmaci inalatori a lunga durata d’azione in presenza di malattia severa.

Obiettivi e disegno dello studio
Nonostante la disponibilità di raccomandazioni di trattamento della BPCO, la compliance a queste indicazione è ancora poco soddisfacente. Lo studio SPIROMICS, condotto tra il 2010 e il 2016, ha fornito l’opportunità di valutare nel tempo l’integrazione delle strategie terapeutiche delle Linee Guida GOLD del 2011 nella pratica clinica in un ampio studio osservazione di coorte.

Lo studio pubblicato si è proposto di valutare il tasso di compliance alle linee guida GOLD del 2011 e di determinare i fattori associati con la mancata adesione alle indicazioni sopra indicate.

A tal scopo, i partecipanti allo studio hanno compilato dei questionari a cadenza annuale che richiedevano informazioni relative ai farmaci inalatori utilizzati per un periodo di 4 anni.

I farmaci inalatori considerati erano rappresentati dai LAMA, dagli ICS e dai prodotti di combinazione contenenti un esponente di ambo le classi di farmaci sopra indicati.

I partecipanti allo studio dovevano risultare affetti da BPCO diagnosticata mediante spirometria (es: rapporto FEV1/FVC post-broncodilatazione<0.70) al tempo della prima visita medica.

Per tutti i pazienti reclutati allo studio erano noti sia il livello di classificazione in base alle LG GOLD che i dati sull’impiego pregresso di farmaci.

Inoltre, i ricercatori hanno raccolto dati, riferiti dagli stessi pazienti, relativi ad alcuni parametri demografici, allo status di fumatore, all’impiego di farmaci inalatori, nonché sul numero di episodi di esacerbazione di malattia (es: qualunque episodio di recidiva respiratoria necessitante di cure a base di antibiotici e/o corticosteroidi sistemici) occorsi nel corso dei 12 mesi precedenti l’avvio dello studio.

I ricercatori hanno categorizzato i partecipanti allo studio secondo le 4 categorie previste dalle LG GOLD: A (n=383); B (n=665); C (n=75) o D (n=598).

Inoltre, hanno provveduto a stratificare i partecipanti allo studio in pazienti ottemperanti a terapia inalatoria GOLD di prima o seconda linea (n=888) o in pazienti non allineati con le raccomandazioni di trattamento previste (n=883).

Nello specifico, il secondo gruppo di pazienti è stato ulteriormente diviso in due sottogruppi, in base al sovrautilizzo (n=384) o al sottoutilizzo (n=449) dei farmaci impiegati.

Risultati principali
Dai risultati ottenuti è emerso che il sottoutilizzo di farmaci nei pazienti che non ottemperavano alle raccomandazioni di trattamento previste dalle LG GOLD era, dovuto, principalmente, alla mancanza di impiego di LAMA nella categoria GOLD D.

Nel gruppo con sovrautilizzo di farmaci, invece, quasi la totalità dei partecipanti (95%) era trattati con regimi terapeutici contenenti ICS, nonostante l’assenza di indicazione d’impiego.

Sul totale dei partecipanti seguiti nel corso di un follow-up della durata di 4 anni, 431 non hanno mostrato un cambiamento nell’adesione alle raccomandazioni nel tempo.

Da ultimo, in un’analisi che ha messo a confronto il tasso di adesione alle raccomandazioni GOLD del 2011 e del 2017, i ricercatori hanno scoperto che il 47% dei partecipanti allo studio non aveva ottemperato alle indicazioni delle due LG, mentre il 35% era risultato aderente ad entrambe le LG.

Riassumendo
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio non hanno sottaciuto alcuni limiti metodologici
intrinseci del loro lavoro, quali la provenienza dei dati sulle riacutizzazioni di BPCO, lo status di
fumatore e i farmaci utilizzati (informazioni auto-riferite dagli stessi pazienti).

Ciò detto, e considerando le variazioni continue a cui sono soggetti i criteri di classificazione e di trattamento della BPCO, “…il miglioramento della disseminazione e dell’adozione delle raccomandazioni pubblicate sembra essere in grado di migliorare il contesto globale di gestione della malattia – concludono i ricercatori”.

Nicola Casella

Bibliografia
Ghosh S et al; for the SPIROMICS Investigators. Alignment of inhaled COPD therapies with published strategies: analysis of the GOLD recommendations in SPIROMICS [published online September 14, 2018]. Ann Am Thorac Soc. doi:10.1513/AnnalsATS.201804-283OC
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