Bpco, revisione sistematica e meta-analisi su efficacia di anti-leucotrieni

Pneumologia
I farmaci anti-leucotrieni non migliorano la funzionalità polmonare né mitigano i processi infiammatori nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva. Lo dimostra una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata su Lung.

I leucotrieni (LT) sono di due tipi e alcuni appartengono alla classe dei chemiotattici per i neutrofili, le cellule coinvolte nello sviluppo e nella progressione dell’asma e della BPCO.

Esistono due tipi di agenti anti-leucotrieni: gli antagonisti dei recettori per i leucotrieni (LT Receptors Antagonists, LTRAs) e gli inibitori della sintesi di leucotrieni (LT Synthesis Inhibitors, LTSIs).

Diversi studi dimostrano che questi farmaci sono efficienti nel trattamento dell’asma. Sulla base di questi studi, le attuali linee guida per il trattamento della patologia asmatica prevedono l’utilizzo di agenti anti-LT in mono-terapia in sostituzione al trattamento con beta2-agonisti o in combinazione al trattamento associato di corticosteroidi e beta2-agonisti.

Al contrario, sono contradditori gli studi sull’utilizzo dei farmaci anti-leucotrieni nel trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva. In mancanza di evidenze scientifiche rilevanti sull’efficacia dei farmaci anti-LT sui pazienti con BPCO, il loro utilizzo non è raccomandato per il trattamento di questa patologia polmonare.

Per fare chiarezza sulla possibilità di utilizzare i farmaci anti-leucotrieni per il trattamento della BPCO, gli autori dello studio hanno analizzato in modo sistematico la letteratura scientifica identificata attraverso la ricerca di parole chiave effettuata nei database Medline, Embase, Cochrane e Korea Med.

Nell’analisi sono state incluse le sperimentazioni cliniche randomizzate e non-randomizzate condotte su individui adulti con età superiore ai 40 anni sottoposti a trattamento con anti-LT per più di due settimane, con un volume espiratorio massimo in 1 secondo (FEV1) inferiore a 80% e consumatori di più di 10 pacchetti di sigarette all’anno.

Come risultati primari in risposta al trattamento con anti-LT sono stati valutati diversi parametri: il volume espiratorio massimo in 1 secondo (FEV1), la capacità vitale forzata (FVC), alcuni marcatori biologici di infiammazione, la frequenza di espettorato e dispnea, la richiesta di ossigeno.

Di 896 articoli pubblicati e identificati attraverso la ricerca nei database di letteratura scientifica, sono 7 le sperimentazioni cliniche, per un totale di 342 pazienti, su cui è stata condotta la meta-analisi.

L’analisi condotta su tre studi non randomizzati dimostra che il trattamento con anti-leucotrieni non ha effetti in termini di broncodilatazione valutata come volume espiratorio massimo in 1 secondo (FEV1=0,09 L; 95% CI: -0,04−0,21; p=0,17; I2= 41,0%) e capacità vitale forzata (0,04 L, 95% CI: -0,04−0,11; p=0,64; I2=0,0%). Analoghi risultati sono stati ottenuti sugli studi non randomizzati.

Gli agenti anti-leucotrieni non sono efficaci come anti-infiammatori. L’analisi di due marcatori di infiammazione, mieloperossidasi (MPO) e leucotriene B4 (LTB4), rivela che la somministrazione di anti-leucotrieni non ha effetto sui livelli di MPO (differenza media standarizzata=-0,15; 95% CI: -0,65−0,36; p=0,57; I2=0%) e LTBA (differenza media standarizzata=-0,41; 95 % CI: -0,96−0,13; P=0,14; I2=0%).

La somministrazione di anti-leucotreni ha effetto su alcuni sintomi associati a BPCO che si manifesta con la diminuzione del rischio di dispnea (RR=0,43; 95% CI: 0,29−0,64; p<0,0001; I2=0,0%] e di espettorato (RR=0,37; 95% CI: 0,22−0,63; p=0,0003; I2=0,0%). Al contrario, La richiesta di ossigeno non è ridotta in modo significativo in pazienti trattati con anti-leucotrieni (RR=0,69; 95% CI: 0,34−1,43; p=0,32; I2=0,0%).

In conclusione, questa meta-analisi condotta su sette sperimentazioni cliniche dimostra che la terapia con anti-leucotreni non è efficace nel trattamento di pazienti che soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva. I farmaci, benché efficaci nel trattamento dell’asma, non hanno analoghi effetti nel trattamento della BPCO in termini di attività broncodilatatoria e anti-infiammatoria.

“Poiché esistono sovrapposizioni sintomatiche tra asma e BPCO e sono ancora pochi gli studi presi in considerazione”, affermano gli autori “non si possono trarre delle conclusioni definitive sull’inclusione degli anti-leucotrieni nella terapia della BPCO”.

I ricercatori concludono: “Ulteriori analisi sistematiche devono essere intraprese per dimostrare il potenziale d’impiego dei farmaci anti-leucotrieni nel trattamento di alcune forme di broncopneumopatica cronica ostruttiva in pazienti con sintomi sovrapponibili a quelli della patologia asmatica”.

Maddalena Donzelli

The Effectiveness of Anti-leukotriene Agents in Patients with COPD: A Systemic Review and Meta-analysis Jong Hoo Lee, Hyun Jung Kim, Yee Hyung Kim
Lung
DOI 10.1007/s00408-015-9743-5
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