BPCO severa, rischio polmonite legato a conta elevata eosinofili

Il riscontro di BPCO eosinofilica, associata ad alterazione severa della funzione polmonare, si associa ad un rischio elevato di ospedalizzazioni per polmonite. Questi i risultati di uno studio di recente pubblicazione su the European Respiratory Journal, organo ufficiale ERS, che, se confermati, potrebbero migliorare a guidare meglio la terapia di questi pazienti.

Il riscontro di BPCO eosinofilica, associata ad alterazione severa della funzione polmonare, si associa ad un rischio elevato di ospedalizzazioni per polmonite.

Questi i risultati di uno studio di recente pubblicazione su the European Respiratory Journal, organo ufficiale ERS, che potrebbe migliorare a guidare meglio la terapia di questi pazienti.

Razionale e e disegno dello studio
Come è noto, una conta eosinofili elevata in pazienti con BPCO si associa ad un tasso più elevato di esacerbazione di malattia e ad una risposta più favorevole ai corticosteroidi (CS), ricordano i ricercatori nell'introduzione al lavoro.

Ciò premesso, il riscontro di esacerbazioni frequenti, come pure l'impiego di steroidi inalatori (ICS)  potrebbero essere anche in grado di aumentare il rischio di insorgenza di polmoniti.

Alla luce di queste osservazioni, i ricercatori hanno testato l'ipotesi dell'esistenza di un'associazione tra una conta elevata di eosinofili e il rischio elevato di polmonite in pazienti con BPCO severa provenienti dalla popolazione generale.

A tal scopo, sono stati analizzati i dati relativi a 7.180 pazienti con BPCO, 643 dei quali con FEV1<50% del valore predetto, provenienti dal Copenhagen General Population Study, uno studio danese condotto tra il 2003 e il 2011.

Lo studio ha preso in considerazione tutte le diagnosi primarie di polmonite, alla dimissione ospedaliera, occorse durante il periodo temporale considerato.

Risultati principali
Il tasso di incidenza di polmonite, corretto per vari fattori confondenti, è stato pari a 2,17 (IC95%= 1,31-3,58) negli individui affetti da BPCO e con FEV1<50% del valore predetto, mettendo a confronto i pazienti con conta eosinofilica maggiore (≥0,34×109/L) vs quelli con conta eosinofilica minore (<0,34×109/L).

Non solo: una proporzione più elevata di pazienti con BPCO e conta eosinofilica ≥0,34×109/L ha mostrato livelli elevati di concentrazione dei marker di infiammazione sistemica di grado ridotto, indipendentemente dal valore di FEV1.

Nei pazienti con BPCO clinica, inoltre – condizione definita da almeno un'esacerbazione recente, ≥10 pacchetti-anno di sigarette fumate, e FEV1 <70% del valore predetto - il rischio corrispondente è risultato pari a 4,52 (IC95%= 2,11-9,72).

Tuttavia, il rischio non è cambiato in relazione alla conta eosinofilica nei pazienti con BPCO e FEV1 ≥50% del valore predetto.

Implicazioni e limiti dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato come, fino ad ora, esistesse un numero limitato di studi che aveva esaminato la relazione tra la conta eosinofilica e il rischio di polmonite in pazienti con BPCO.

Inoltre, hanno tenuto a rimarcare l'importanza di questa relazione in quanto i pazienti con BPCO con conta eosinofilica elevata sono candidati al trattamento con ICS che, come è noto, aumentano il rischio di polmoniti nella BPCO.

Tra i limiti metodologici intrinseci del loro lavoro, i ricercatori non hanno sottaciuto di aver considerato solo pazienti con polmoniti trattate in ambiente ospedaliero (bias di selezione): ciò non ha permesso loro di analizzare la relazione esistente tra la presenza di polmoniti meno severe e la conta eosinofilica.

Da ultimo, non possono escludere la possibilità che alcune esacerbazioni severe di BPCO siano state erroneamente diagnosticate come polmoniti, introducendo un altro bias che potrebbe avere alterato i risultati finali.

In conclusione, i pazienti con BPCO, conta eosinofilica elevata  (≥0,34×109/L) e una FEV1<50% sono a maggior rischio di successive ospedalizzazioni per polmonite rispetto a quelli con lo stesso grado di ostruzione delle vie aeree respiratorie ma una conta eosinofilica più ridotta.

Inoltre, è stato anche osservato che nei pazienti con conta eosinofilica elevata e una FEV1 <50%, il ricorso agli ICS non innalza ulteriormente il rischio di insorgenza di polmoniti.

NC

Bibliografia
Vedel-Krogh S, Nordestgaard BG, Lange P, Vestbo J, Nielsen SF. Blood eosinophil count and risk of pneumonia hospitalizations in individuals with COPD [published online April 12, 2018]. Eur Resp J. doi:10.1183/13993003.00120-2018
Leggi