BPCO, studio suffraga utilitÓ conta eosinofili

Utilizzare la stratificazione della conta di eosinofili nel sangue come biomarcatore nei pazienti ospedalizzati per esacerbazione acuta di BPCO cronica (AECOPD) potrebbe rivelarsi utile nella gestione di malattia, stando ai risultati di uno studio recentemente pubblicato su Chest.

Utilizzare la stratificazione della conta di eosinofili nel sangue come biomarcatore nei pazienti ospedalizzati per esacerbazione acuta di BPCO cronica (AECOPD) potrebbe rivelarsi utile nella gestione di malattia, stando ai risultati di uno studio recentemente pubblicato su Chest.

Lo studio ha preso le mosse da osservazioni precedenti che hanno documentato il ruolo di un pathway guidato dagli eosinofili nel mediare l’incidenza di episodi di esacerbazione acuta di BPCO fino al 30% dei casi, con tassi di infezione dipendenti dalla conta eosinofilica.

Su questi presupposti è nato il nuovo studio, che ha estrapolato una casistica di 242 ospedalizzazioni eleggibili per AECOPD (coorte di derivazione) su 518 ospedalizzazioni confermate per AECOPD in 374 individui, escludendo 132 pazienti che avevano fatto impiego di steroidi orali prima dell’ospedalizzazione.

E’ stata considerata, inoltre, una coorte di validazione basata su una casistica di 115 ospedalizzazioni eleggibili di AECOPD su 193 ospedalizzazioni per AECOPD in 155 individui, successivamente ridotta a 99 casi dopo l’esclusione di 16 casi per inclusione pregressa nella coorte di derivazione.

Su queste coorti sono stati analizzati i trend legati agli outcome clinici in base a conta eosinofilica ridotta, normale o elevata. Al basale, inoltre, sia le comorbilità che i dati demografici erano sovrapponibili in tutte i gruppi stratificati per conta eosinofilica, sia nella coorte di validazione che in quella di derivazione.

Entrambe le coorti hanno mostrato proporzioni simili di eventi di esacerbazione: nella coorte di derivazione, si sono avute percentuali, rispettivamente, del 39,3% vs. 24% vs. 36,7% in base ad una conta eosinofilica bassa, normale o elevata; nella coorte di validazione, invece, si sono avute percentuali, rispettivamente, del 35,3% vs. 25,3% vs. 39,4%.

Le prescrizioni di steroidi inalatori sono risultate elevate in entrambe le coorti di pazienti prima della loro ospedalizzazione (77,8%), con nessuna differenza osservata relativa alla dose mediana o alla loro frequenza di somministrazione.

Sono state documentate infezioni nel 71,4% dei pazienti afferenti alla coorte di validazione e nell’84,2% dei pazienti afferenti alla coorte retrospettiva. In base alla conta eosinofilica, sono state documentate infezioni nel 90,6% dei pazienti con conta eosinofilica <50/ µL, nel 66,7% di quelli con conta nella norma e nel 51,9% di quelli con conta eosinofilica > 150 µL.

In entrambe le coorti, sono state registrate conte di eosinofili significativamente più elevate nel gruppo AECOPD non associato ad infezione (coorte di validazione: valore mediano= 185 µL vs 40 µL, rispettivamente; p<0,001).

Conte di eosinofili < 50 µL sono risultate associate con la conta totale leucocitaria più elevata, come pure a livelli più elevati di CRP e di conta di neutrofili. Al contrario, conte di eosinofili > 150 µL sono risultate associate con la conta totale leucocitaria più bassa, come pure a livelli di CRP e a conte di neutrofili più bassi.

Le conte di eosinofili ematici sono risultate correlate negativamente con i livelli di CRP. Non solo: è stata documentata una differenza statisticamente significativa della durata della degenza ospedaliera tra i gruppi di eosinofili in entrambe le coorti. Tale differenza si è mantenuta anche dopo esclusione dei casi con infiltrati documentati radiograficamente.
L’incremento del valore di cutoff utilizzato per definire l’eosinofilia, da 150 µL a 300 µL a >500 µL ha ridotto la proporzione di pazienti classificati con conta eosinofilica elevava dal 30,2% (>150/µL) al 22,3% (>300/µL) al 10,9% (>500/µL).

Le associazioni tra gruppi con le misure di CRP, la conta di neutrofili e gli outcome clinici sono rimaste immutate.

In conclusione, “…i dati dello studio dimostrano, per la prima volta, i benefici derivanti dalla stratificazione delle conte di eosinofili nel sangue come un biomarcatore nelle AECOPD ospedalizzate.  Sono necessari, ora, nuovi studi che siano in grado di determinare se conte di eosinofili ridotte, normali o elevate possano essere integrate negli algoritmi di gestione dell’AECOPD per consentire la discriminazione della terapia con antibiotici e/o corticosteroidi in popolazioni selezionate”.

NC

Bibliografia
MacDonald MI, Osadnik CR, Bulfin L, et al. Low and high blood eosinophil counts as biomarkers in hospitalised acute exacerbations of chronic obstructive pulmonary disease [published online April 9, 2019]. CHEST. doi:10.1016/j.chest.2019.02.406
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