BPCO, survey Usa: non solo politiche anti-fumo, per proteggere anche i non-fumatori affetti da malattia

La prevalenza di Bpco in alcuni non fumatori si impenna quando questi lavorano in alcuni settori industriali o svolgono occupazioni "a rischio esposizione" a sostanze irritanti. Lo dimostrano i risultati di una survey Usa pubblicata su the U.S. Centers for Disease Control and Prevention Morbidity and Mortality Weekly Report, che sottolineano, oltre alla necessitÓ di abbattere il rischio numero uno, rappresentato dal fumo di sigaretta, di ridurre l'esposizione dei non fumatori, che rappresentano il 24% della popolazione di pazienti con Bpco, alle sostanze nocive irritanti presenti sul posto di lavoro e negli ambienti indoor e outdoor.

La prevalenza di Bpco in alcuni non fumatori si impenna quando questi lavorano in alcuni settori industriali o svolgono occupazioni “a rischio esposizione” a sostanze irritanti.

Lo dimostrano i risultati di una survey Usa pubblicata su the U.S. Centers for Disease Control and Prevention Morbidity and Mortality Weekly Report, che sottolineano, oltre alla necessità di abbattere il rischio numero uno, rappresentato dal fumo di sigaretta, di ridurre l’esposizione dei non fumatori, che rappresentano il 24% della popolazione di pazienti con Bpco, alle sostanze nocive irritanti presenti sul posto di lavoro e negli ambienti indoor e outdoor.

Gli autori di questa survey hanno esaminato i dati di prevalenza di Bpco relativi a soggetti adulti che non avevano mai fumato e che svolgevano un’occupazione lavorativa.

In questo modo hanno osservato che il 2,2% dei 106 milioni stimati di lavoratori “non-fumatori” era affetto da Bpco. In particolare, la prevalenza è risultata più elevata nei lavoratori ultra65enni, nelle donne e negli individui in cattive condizioni di salute (4,6%, 3% e 6,7%, rispettivamente).

I tassi di prevalenza di Bpco più elevati sono stati registrati tra i lavoratori nel settore dell’informazione e tra quelli del settore impiegatizio e amministrativo (3,3% in entrambi i casi).

La prevalenza più elevata di Bpco nel sesso femminile, invece, è stata documentata tra le lavoratrici del settore dell’informazione e in quello di trasporto/movimentazione materiali (5,1% e 4,5%, rispettivamente).

Tra gli uomini, infine, il tasso di prevalenza più elevato è stato documentato tra i lavoratori del settore agricolo, forestale, dell’industria ittica e nel settore impiegatizio e amministrativo, come pure nei lavoratori impegnati nella gestione dei rifiuti (2,3% in tutti i casi).

Pertanto, alla luce di questi dati, “sono necessari sforzi ulteriori per ridurre l’esposizione a condizioni di lavoro avverse (come l’esposizione alle polveri, ai vapori, ai fumi e alle sostanze chimiche irritanti, come pure agli inquinanti ambientali indoor e outdoor) e promuovere nuovi studi per caratterizzare meglio i molteplici fattori di rischio della Bpco, onde, contenerne meglio l’insorgenza – scrivono gli autori dello studio nelle conclusioni del lavoro”.

NC

Bibliografia
Syamlal G et al. Chronic Obstructive Pulmonary Disease Prevalence Among Adults Who Have Never Smoked, by Industry and Occupation — United States, 2013–2017. Weekly / April 5, 2019 / 68(13);303–307
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