Pneumologia

Bpco, terapia tripla budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato riduce rischio di outcome cardiopolmonari #ATS24

I pazienti con BPCO sottoposti a trattamento con terapia tripla inalatoria ICS/LAMA/LABA a base di budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (BGF) presentano un rischio minore di outcome cardiopolmonari. Lo dimostrano i risultati di un'analisi post-hoc del trial registrativo ETHOS sull'impiego di questa terapia inalatoria in pazienti affetti da BPCO, presentata nel corso del congresso annuale dell'American Thoracic Society (ATS) a S. Diego (Usa).

I pazienti con BPCO sottoposti a trattamento con terapia tripla inalatoria ICS/LAMA/LABA a base di budesonide/glicopirronio/formoterolo fumarato (BGF) presentano un rischio minore di outcome cardiopolmonari. Lo dimostrano i risultati di un’analisi post-hoc del trial registrativo ETHOS sull’impiego di questa terapia inalatoria in pazienti affetti da BPCO, presentata nel corso del congresso annuale dell’American Thoracic Society (ATS) a S. Diego (Usa).

Razionale e disegno dello studio
Come è noto, nel trial clinico ETHOS, il tasso di esacerbazioni moderate/gravi di BPCO è diminuito tra i pazienti sottoposti due volte al giorno a trattamento con la terapia tripla inalatoria BGF rispetto ai pazienti sottoposti a terapia di doppia broncodilatazione a base di glicopirronio più formoterolo fumarato (GFF) o a terapia ICS/LABA con budesonide più formoterolo fumarato (BFF).

In questa analisi post-hoc dello studio ETHOS presentata al congresso, i ricercatori hanno valutato diversi outcome cardiopolmonari CV ed endpoint tradizionali (tempo al primo evento avverso CV di interesse speciale, tempo al primo evento avverso cardiaco, tempo alla prima esacerbazione moderata/severa di BPCO, tempo all’evento letale per tutte le cause, tempo all’endpoint composito di MACE e di evento grave cardiopolmonare)  tra i pazienti con BPCO di grado moderato-molto grave, sottoposti a trattamento due volte al giorno con BGF composto da 320 µg o 160 µg di budesonide, 18 µg di glicopirronio e 9,6 µg di formoterolo oppure a trattamento con BFF (320 µg di budesonide più 9,6 µg di formoterolo) vs. GFF (18 µg di glicopirronio più 9,6 µg di formoterolo).

Risultati principali
Dall’analisi dei dati è emerso che i pazienti del gruppo BGF 320 µg hanno registrato una riduzione significativa del rischio relativo a cinque dei sette endpoint analizzati rispetto al gruppo GFF.
Nello specifico, la terapia tripla inalatoria BGF ha ridotto, rispetto a quella di doppia broncodilatazione:
• il tempo all’evento letale per tutte le cause (HR = 0,513; IC95%: 0,327-0,803);
• il tempo al primo evento avverso cardiovascolare di particolare interesse (HR = 0,629; IC95%: 0,483-0,819);
• il tempo al primo evento avverso cardiaco (HR = 0,603; IC95%: 0,481-0,756);
• il tempo alla prima esacerbazione moderata/severa di BPCO (HR = 0,88; IC95%: 0,807-0,959);
• il tempo al primo evento cardiopolmonare grave (HR = 0,802; IC95%: 0,674-0,953)

Dunque, la terapia tripla inalatoria BGF ha portato ad una riduzione del 20% del rischio di eventi cardiopolmonari gravi rispetto alla terapia di doppia broncodilatazione LAMA/LABA nei pazienti con BPCO da moderata a molto grave e una storia di esacerbazioni di malattia.

Non solo: analogamente ai pazienti trattati con 320 µg di BGF, i pazienti trattati con 160 µg di BGF, rispetto a GFF, hanno mostrato un rischio significativamente inferiore per quanto riguarda il tempo al primo evento avverso cardiovascolare di particolare interesse (HR = 0,737; IC95%: 0,573-0,948), il tempo al primo evento avverso cardiaco (HR = 0,659; IC95%: 0,529-0,822) e il tempo alla prima esacerbazione di BPCO moderata/severa (HR = 0,866; IC95%: 0,794-0,944).

L'unico endpoint che è risultato non statisticamente significativo dal confronto tra BGF 320 µg e GFF (significativo invece dal confronto tra BGF 160 µg e GFF), è stato il tempo al primo evento cardiovascolare avverso maggiore (HR = 0,625; IC95%:0,393-0,994).

Infine, tra il gruppo BFF e il gruppo GFF, il gruppo BFF ha mostrato un rischio significativamente ridotto per quanto riguarda il tempo al primo evento avverso cardiovascolare di particolare interesse (HR = 0,647; IC95%: 0,497-0,842), il tempo al primo evento avverso cardiaco (HR = 0,64; IC95%: 0,511-0,801) e il tempo al primo evento avverso cardiovascolare maggiore (HR = 0,499; IC95%_ 0,301-0,826).

Da ultimo, rispetto al gruppo GFF, i ricercatori hanno documentato riduzioni significative del rischio di esacerbazioni moderate/severe di BPCO con i due dosaggi della terapia tripla inalatoria BGF ma non con la terapia di combinazione ICS/LABA (BFF).

Implicazioni dell’analisi
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ricordato come i pazienti con BPCO siano a rischio di eventi CV e polmonari e come sia sufficiente un solo episodio di esacerbazione di BPCO perché il rischio di infarto raddoppi e aumenti il rischio di ictus, ospedalizzazione e morte cardiopolmonare.

Se le analisi già precedentemente condotte dello studio ETHOS e di altri studi registrativi del programma di studi clinici di fase 3 sull’impiego della terapia tripla inalatoria BGF avevano dimostrato l’efficacia di questa opzione terapeutica nel ridurre alcuni endpoint tradizionali, come le esacerbazioni moderate-gravi di malattia, la nuova analisi post-hoc dello studio ETHOS presentata al congresso evidenzia come la terapia BGF si associ anche alla riduzione di una gamma più ampia di outcome cardiopolmonari.

In linea con quanto appena dimostrato, Astrazeneca, l’azienda responsabile dell’implementazione della terapia tripla inalatoria BGF nella BPCO, ha annunciato a marzo con un comunicato stampa l’avvio dello studio di fase 3 THARROS, che valuterà, finalmente come obiettivo primario, l’efficacia della terapia BGF nel migliorare gli outcome cardiopolmonari nelle persone affette da BPCO, dato che questi eventi rappresentano un fattore chiave della mortalità associata a questa malattia ostruttiva polmonare.

E’ invece già in corso un altro studio di fase 3, lo studio ATHLOS, che valuterà l'impatto di BGF su parametri cardiopolmonari integrati associati allo stato di salute e alla sopravvivenza nei pazienti con BPCO.

Nicola Casella 

Bibliografia
1) Singh D, et al. Am J Respir Crit Care Med. 2024;doi:10.1154/ajrccm-conference.2024.209.1_MeetingAbstracts.A1209