BPCO, un anno di piena salute in più con indacaterolo/glicopirronio rispetto a salmeterolo/fluticasone #ERS2018

I pazienti con BPCO che hanno risposto alla terapia con la combinazione indacaterolo/glicopirronio hanno ottenuto una media di un anno e due mesi di piena salute in più rispetto al trattamento con salmeterolo/fluticasone, soprattutto grazie a un numero inferiore di ospedalizzazioni dovute alla malattia e di polmoniti.
Sono i risultati nell'arco di 4 anni di uno studio presentato al congresso annuale della European Respiratory Society (ERS) che si è tenuto a Parigi.

I pazienti con BPCO che hanno risposto alla terapia con la combinazione indacaterolo/glicopirronio hanno ottenuto una media di un anno e due mesi di piena salute in più rispetto al trattamento con salmeterolo/fluticasone, soprattutto grazie a un numero inferiore di ospedalizzazioni dovute alla malattia e di polmoniti. Sono i risultati nell’arco di 4 anni di uno studio presentato al congresso annuale della European Respiratory Society (ERS) che si è tenuto a Parigi.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una patologia respiratoria progressiva e debilitante che causa morbilità e mortalità significative. Si stima che ne siano affette 64-210 milioni di persone in tutto il mondo e si prevede che i numeri aumenteranno nei prossimi anni, con un significativo impatto in termini di disabilità e compromissione della qualità della vita e un conseguente aumento dei costi sanitari. Le riacutizzazioni della malattia sono associate a un declino accelerato della funzionalità polmonare, a ricoveri ospedalieri e a un aumento della mortalità.

Le raccomandazioni e le linee guida sul trattamento della BPCO hanno proposto che per prevenirne le esacerbazioni nei pazienti ad alto rischio possono essere usati un β2-agonista a lunga durata d'azione (LABA) in combinazione con un corticosteroide inalatorio (ICS) o un antagonista muscarinico a lunga durata d'azione (LAMA), nonostante ci sia la possibilità di contrarre la polmonite e di altri eventi avversi.
Una alternativa è rappresentata dalla combinazione a dose fissa di un LABA e un LAMA, che ha dimostrato di ridurre la frequenza delle riacutizzazioni.

Lo studio
L’obiettivo dello studio era valutare la riduzione dell’onere della malattia con indacaterolo/glicopirronio (IND/GLY 110/50 μg, una volta al giorno) in confronto a salmeterolo/fluticasone (SFC 50/500 μg, due volte al giorno), in pazienti con esacerbazioni non frequenti (fino a 1) e frequenti (≥2) nell’arco di 4 anni.

I pazienti sono stati identificati in base al report PSUR (Periodic Safety Update Report) del 2017, che ha stimato l'esposizione cumulativa a livello mondiale a IND/GLY espressa in anni di trattamento, sulla base dei dati provenienti dagli studi clinici e dall'esperienza post-marketing.

I risultati dello studio FLAME e altri dati pubblicati sulla terapia IND/GLY hanno fornito le percentuali annualizzate di esacerbazione, le riacutizzazioni che hanno comportato un ricovero ospedaliero, le percentuali di polmoniti, la proporzione di pazienti che hanno manifestato almeno 1 esacerbazione e il guadagno in QALYs (quality adjusted life years) per i pazienti.

Meno esacerbazioni, meno polmoniti e più QALY con IND/GLY
Fino a settembre 2017, l'esposizione stimata a livello mondiale nel rapporto PSUR era di 1.803.805 anni-paziente, di cui 829.750 anni-paziente includevano almeno 1 esacerbazione.

I pazienti trattati con IND/GLY con esacerbazioni non frequenti ne hanno avute 40.467 in meno, mentre quelli con esacerbazioni frequenti hanno avuto 11.506 meno riacutizzazioni che hanno comportato una ospedalizzazione, corrispondenti a circa il 12% di riduzione delle esacerbazioni complessive rispetto al trattamento con SFC. Inoltre la combinazione IND/GLY ha consentito di evitare 13.276 casi di polmonite e ha fatto guadagnare ai pazienti almeno 234.404 QALYS in 4 anni.

Riduzione dell’onere complessivo della BPCO
«Il trattamento con IND/GLY è associato a una riduzione dell’onere della BPCO in tutto il mondo in termini di riduzione delle esacerbazioni che comportano ricoveri ospedalieri, casi evitati di polmonite e miglioramento dei QALYs», hanno concluso gli autori.

Hanno inoltre stimato che la combinazione IND/GLY abbia fornito a ogni responder alla terapia una media di un anno e due mesi di piena salute rispetto alla terapia con SFC, soprattutto grazie a un numero inferiore di ospedalizzazioni dovute alla BPCO e di olmoniti, pertanto «è necessario uno sforzo continuo da parte degli stakeholders per migliorare l’accesso a terapie efficaci e favorire una appropriata gestione della malattia» hanno aggiunto.

Bibliografia
GutzwillerFS et al. Population health impact of Indacaterol/Glycopyrronium over 4 years in chronic obstructive pulmonary disease. Poster presented at the European Respiratory Society (ERS) 28th International Congress, September 15–19, 2018, Paris, France.