La nebulizzazione di soluzione salina ipertonica non ha effetto sulla durata dell’ospedalizzazione di neonati con bronchiolite acuta. È questo il risultato di uno studio multicentrico randomizzato condotto nel Regno Unito e pubblicato su Thorax.

La bronchiolite acuta è la causa più frequente di ospedalizzazione di bambini in età infantile. Si stima che i neonati ricoverati con bronchiolite acuta durante il primo anno di vita siano pari a 1-3%. La somministrazione di ossigeno per correggere l’ipossia, associata a opportuna idratazione del paziente, rappresenta la terapia tradizionale per la gestione efficace della bronchiolite acuta nei neonati.

Alcuni studi suggeriscono che la nebulizzazione di soluzione salina ipertonica possa influenzare il decorso della malattia e ridurre il tempo di ricovero. Per fare chiarezza su questa ipotesi, un team di ricercatori australiani e britannici ha eseguito uno studio randomizzato multicentrico che prende il nome di SABRE da Hypertonic Saline in Acute Bronchiolitis Rct and Economic evaluation.

Nello studio SABRE, condotto in sei centri ospedalieri del Regno Unito, sono stati arruolati 317 bambini di età inferiore all’anno con una diagnosi di bronchiolite acuta da trattare con la somministrazione di ossigeno. A quattro ore dal ricovero i neonati sono stati suddivisi in modo casuale in due gruppi: nel primo i neonati ricevevano la sola cura tradizionale prevista per la gestione della bronchiolite acuta (159 pazienti), mentre nel secondo ai bambini era nebulizzata una soluzione salina ipertonica al 3% in aggiunta alla cura standard (158 pazienti).

Nell’analisi sono stati valutati il tempo richiesto per dichiarare il neonato “idoneo a essere dimesso” (con più del 75% della normale assunzione di cibo e una saturazione di almeno 92% per 6 ore), il tempo effettivo di ricovero, l’incidenza di eventi avversi e il follow-up del paziente nei successivi 28 giorni.

I ricercatori del team di ricerca SABRE non hanno osservato differenze tra i due gruppi nel tempo richiesto per dichiarare il paziente “idoneo a essere dimesso” (HR= 0,95; 95% CI: 0,75−1,20) né tantomeno nella durata del ricovero (HR=0,97; 95% CI: 0,76−1,23). Nessuna differenza tra i due gruppi è stata registrata nel numero di nuove ospedalizzazioni nei 28 giorni seguenti al trattamento. Si è verificato un solo caso avverso di natura severa: un neonato, cui è stata somministrata la soluzione salina, ha manifestato bradicardia con desaturazione durante la nebulizzazione.

I dati ottenuti da questo studio randomizzato indicano che l'aggiunta di soluzione salina ipertonica nebulizzata al 3% alle cure tradizionali nel trattamento di neonati ricoverati in ospedale con bronchiolite acuta non ha conseguenze benefiche o dannose se confrontate con la sola cura tradizionale.

“Questo è il più ampio studio condotto per investigare il potenziale terapeutico dell’utilizzo della soluzione salina ipertonica nel controllo della durata del ricovero di neonati ospedalizzati con diagnosi di bronchiolite acuta” concludono gli autori dell’articolo. I ricercatori aggiungono “I nostri risultati potrebbero contribuire in modo rilevante alla personalizzazione della cura attraverso l’utilizzo di pratiche consolidate nel sistema sanitario e ostacolando l’introduzione di terapie inefficaci e che richiedono spreso di risorse e tempo”.

Maddalena Donzelli


SABRE: a multicentre randomised control trial of nebulised hypertonic saline in infants hospitalised with acute bronchiolitis Thorax 2014;69:1105-1112 doi:10.1136/thoraxjnl-2014-205953
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