Bronchiolite obliterante post-infezione, nuove evidenze nella diagnosi e nel trattamento

Pneumologia
I pazienti con bronchiolite provocata da adenovirus o da infezioni da Mycoplasma pneumoniae presentano un rischio più elevato di sviluppare la bronchiolite obliterante post-infezione.

La tomografia computerizzata ad alta definizione e i test di funzionalità polmonare sono utili nella diagnosi di questa patologia e la combinazione di steroidi e azitromicina offre qualche beneficio nel trattamento dei bambini affetti da bronchiolite obliterante post-infezione. Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su BMC Pediatrics.

La bronchiolite è un'infezione respiratoria di origine virale, che si accompagna a ostruzione delle piccole vie aeree, con comparsa di fischio.

Il virus respiratorio-sinciziale è l'agente responsabile della maggior parte delle bronchioliti, ma a volte entrano in gioco altri agenti, come i virus parainfluenzali, gli adenovirus, i virus influenzali, i rinovirus e perfino il Mycoplasma pneumoniae.

Una volta penetrato nelle vie aeree, il virus si localizza a livello delle diramazioni più piccole (bronchioli). Alla necrosi dell'epitelio fa seguito un processo di rigenerazione di cellule che si accumulano all'interno del piccolo lume, insieme alle cellule della flogosi. Contemporaneamente si assiste alla comparsa di edema della sottomucosa e dell'avventizia. Ne consegue una ostruzione delle piccole vie, con la comparsa di zone di atelectasia, d'iperinsufflazione e spesso di piccole aree di addensamento.

La bronchiolite obliterante post-infettive (Pibo) è particolarmente comune nei bambini.

Tuttavia, la patogenesi della Pibo non è ancora completamente nota, non esiste alcun trattamento efficace e ha una prognosi infausta.

Le manifestazioni cliniche, tra cui ripetuti colpi di tosse, respiro sibilante e mancanza di respiro sono aspecifici, inoltre, la progressione della Pibo varia.

La radiografia del torace e i test laboratoristici non sono sufficienti per diagnosticare la patologia e molto spesso viene confusa con l’asma, con la polmonite o con altre malattie.

Nonostante il grande impatto sui bambini, i dati clinici sono scarsi e la maggior parte dei medici hanno una consapevolezza limitata della malattia.

“La diagnosi precoce della Pibo è difficile, e la terapia non determina effetti benefici, pertanto abbiamo prospetticamente analizzato le caratteristiche cliniche e radiologiche e l’esito di 42 bambini con Pibo al fine di descrivere gli aspetti chiave della diagnosi e del trattamento di questa patologia” hanno scritto gli autori del dipartimento di Pediatria del The First Hospital del Jilin University,  di Changchun in Cina.

Dal 2008 al 2013 sono stati reclutati 42 bambini, di età inferiore ai 14 anni, con una diagnosi di Pibo e un’infezione acuta delle vie aeree inferiori causata da un patogeno infettivo identificato. Tutti i bambini erano sottoposti a una tomografia computerizzata ad alta definizione (Hrct) al momento della diagnosi e ai test di funzionalità polmonare sia al momento della diagnosi sia durante le visite di follow up che avvenivano dopo 1, 3 e 6 mesi dalla diagnosi di Pibo.

I risultati radiologici sono stati interpretati da tre radiologi esperti ed è stato raggiunto un consenso ogni volta che c'era una discrepanza. La composizione a mosaico, la bronchiectasia e l’ispessimento peribronchiale sono stati considerati i segni più comuni della Pibo visibili dalla  tomografia computerizzata, e le ultime due caratteristiche sono utilizzati come criteri diagnostici per questa patologia.

Nei bambini con Pibo, l’adenovirus era l'agente eziologico più comune (21 bambini su 42), seguita dal Mycoplasma pneumoniae. Tutti i pazienti presentavano sibili ripetuti e tachipnea. Inoltre, 22 pazienti richiedevano un management intensivo, mentre 6 pazienti richiedevano la terapia con l’ossigeno anche a casa. I risultati dell’Hrct sono stati coerenti con la diagnosi della patologia in tutti i bambini e i test di funzionalità polmonare sono risultati utili nella valutazione delle risposte terapeutiche. L’utilizzo degli steroidi sistemici combinati con l’azitromicina sono stati efficaci per il trattamento della Pibo.

“Nel nostro studio, la maggior parte dei pazienti soffriva di infezioni delle basse vie respiratorie durante i primi 2 anni di vita; questi bambini sono stati ricoverati in ospedale, hanno richiesto l'ossigeno e altre cure di supporto nel momento delle dimissioni” hanno scritto gli autori nella discussione continuando “In studi precedenti, la prevalenza della malattia è stata osservata essere più elevata nei bambini rispetto alle bambine; i nostri risultati sono stati coerenti con questi studi, confermando un rapporto maschi-femmine di 2,2 : 1.  Inoltre, i test di funzionalità polmonare hanno suggerito un’aumentate resistenza delle vie aeree in tutti i pazienti con Pibo”.

Il trattamento definitivo ed efficace per la Pibo è ancora sconosciuto ma questo studio ha mostrato un’efficacia nell’85,7% dei casi con il trattamento combinato di corticosteroidi e azitromicina; “Tuttavia, non abbiamo avuto un gruppo controllo, e, quindi, il nostro studio è limitato” hanno ammesso gli autori.

È stato inoltre dimostrato in questo studio che le immagini acquisite dall’Hrct erano essenziali per la diagnosi della Pibo e che i test di funzionalità polmonare svolgevano un ruolo importante nella valutazione diagnostica e terapeutica di questa patologia.

Monica Guarini


Li Y.N. et al. Post-infectious bronchiolitis obliterans in children: a review of 42 cases. BMC Pediatr. 2014 Sep 25;14:238. doi: 10.1186/1471-2431-14-238.

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