Budesonide associata a riduzione della displasia broncopolmonare nei prematuri

Pneumologia
Nei neonati estremamente prematuri, la somministrazione precoce di budesonide per via inalatoria può ridurre l’incidenza della displasia broncopolmonare, ma potrebbe anche essere correlata a un aumento della mortalità. Lo si evince dai risultati di uno studio multicentrico europeo, lo studio NEuroSIS (Neonatal European Study of Inhaled Steroids), uscito da poco sul New England Journal of Medicine.

Ci sono evidenze che i glucocorticodi sistemici possono ridurre l’incidenza della displasia broncopolmonare nei bambini nati molto pretermine, ma anche che potrebbero compromettere lo sviluppo cerebrale. Gli effetti  dei glucocorticodi sistemici sugli outcome di questi bambini, in effetti, non sono ancora chiari.

Per saperne di più, Dirk Bassler, dell'Università di Zurigo in Svizzera, e gli altri autori hanno effettuato questo  studio randomizzato e controllato di fase III su 863 neonati estremamente prematuri, arruolati in 40 centri di 9 Paesi, e li hanno assegnati al trattamento precoce (entro 24 ore dopo la nascita) con budesonide o un placebo per via inalatoria.

L'età media delle madri era di 30,7 anni nel gruppo assegnato a budesonide contro 30,8 anni in quello trattato con placebo, mentre l’età gestazionale dei bambini era di 26,1 settimane in entrambi i gruppi.

L'endpoint primario era il decesso o la displasia broncopolmonare a un’età pari a 36 settimane dall’ultima mestruazione.

I bambini che sono morti o hanno sviluppato displasia broncopolmonare sono stati il 40% (175 su 437) nel gruppo trattato con budesonide e il 46,3% (194 su 419) nel gruppo di controllo (rischio relativo stratificato in base all’età gestazionale 0,86; IC al 95 0,75-1; P = 0,05). La differenza, scrivono gli autori, ha una “significatività borderline”.

La riduzione d’incidenza dell’endpoint primario è dipesa essenzialmente da una riduzione d’incidenza della displasia broncopolmonare nel gruppo in trattamento attivo, tuttavia, questo beneficio è stato compensato da una tendenza, statisticamente non significativa, verso un aumento della mortalità in questo stesso gruppo.

Infatti, l'incidenza della displasia broncopolmonare è risultata del 27,8% nel gruppo trattato con lo steroide e 38% nel gruppo placebo (rischio relativo 0,74; IC al 95% 0,6-0,91; P = 0,004), mentre quella dei decessi rispettivamente del 16,9% contro 13,6% (rischio relativo 1,24; IC al 95% 0,91-1,69; P = 0,17).

Nel gruppo trattato con budesonide, i ricercatori hanno osservato anche una percentuale significativamente più bassa di bambini che hanno richiesto la chiusura chirurgica di un dotto arterioso pervio (rischio relativo 0,55, IC al 95% 0,36-0,83, P = 0,004) o la reintubazione dopo l’ultima somministrazione del farmaco (rischio relativo 0,58; IC al 95% 0,35-0,96; P = 0,03).

L’incidenza degli eventi avversi è risultata simile nei due gruppi di trattamento e, in particolare, non si sono registrate differenze significative in termini di alcuni eventi avversi di particolare interesse come la retinopatia del prematuro, il danno cerebrale, l’enterocolite necrotizzante e le infezioni.

“In sintesi” concludono gli autori “abbiamo trovato un effetto benefico di budesonide sul rischio di displasia broncopolmonare, ma anche un possibile aumento della mortalità associato al suo impiego".

Bassler e i colleghi aggiungono, quindi, che bisogna procedere a ulteriori analisi su questa coorte per evidenziare gli effetti a lungo termine della somministrazione precoce di budesonide.

Alessandra Terzaghi

D. Bassler, et al. Early Inhaled Budesonide for the Prevention of Bronchopulmonary Dysplasia. New Engl J Med. 2015; doi: 10.1056/NEJMoa1501917.
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