Coronavirus, dalle forme lievi alle polmoniti. Gli pneumologi italiani pronti a intervenire

Pneumologia

Per contenere il contagio e trattare i soggetti che hanno contratto l'infezione da COVID 19, tutte le risorse del SSN, delle Istituzioni e della Società Civile devono essere valorizzate e coinvolte. La Pneumologia italiana è allertata e pronta a dare il suo contributo nella lotta contro la Sindrome Respiratoria Acuta grave Coronavirus 2 (SARS-CoV-2 o COVID 2).

Per contenere il contagio e trattare i soggetti che hanno contratto l’infezione da COVID 19, tutte le risorse del SSN, delle Istituzioni e della Società Civile devono essere valorizzate e coinvolte. La Pneumologia italiana è allertata e pronta a dare il suo contributo nella lotta contro la Sindrome Respiratoria Acuta grave Coronavirus 2 (SARS-CoV-2 o COVID 2).

“Nei casi lievi non ci sono sintomi distintivi rispetto a quelli di una comune sindrome influenzale a meno che un’attenta anamnesi possa identificare un possibile contatto o l’insorgenza dei sintomi in abitanti di una zona che è cluster di infezione, ma anche in questo caso si tratta solo di un fatto possibile perché i virus simil-influenzali che circolano sono ancora una presenza significativa. Nelle zone dove non sono segnalati contagi la presenza di sintomi aspecifici, tosse, raffreddore, non devono far pensare a un’infezione da COVID 19; diverso è per i casi gravi che necessitano di ospedalizzazione e che possono avere un quadro clinico radiologico suggestivo. Cerchiamo quindi di non alimentare allarmismi eccessivi” ha dichiarato in un’intervista telefonica per Pharmastar il dott. Adriano Vaghi, presidente dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri-Italian Thoracic Society (AIPO-ITS).

L’emergenza creata dalla diffusione dell’infezione prodotta dal COVID 19 o Sindrome Respiratoria Acuta grave Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) in diverse località di alcune Regioni italiane, costituisce un’importante sfida per il nostro SSN che si è pienamente dimostrato all’altezza nel rispondere a questa complessa e difficile situazione.

Per poter utilizzare al meglio e in tempi rapidi le risorse sanitarie offerte dalla specialità, l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri - Italian Thoracic Society – AIPO-ITS, sta effettuando un’azione di sensibilizzazione e di informazione presso tutte le pneumologie italiane e i propri Soci, attraverso l’invio di un questionario finalizzato a valutare in questo contesto i punti forza e le criticità in termini delle risorse a disposizione, i cui risultati saranno disponibili a breve e potranno offrire un quadro utile a rispondere alla sfida di questa nuova malattia infettiva.

“La pneumologia italiana ha una consolidata esperienza nella sensibilizzazione e nell’informazione. È importante ad esempio far passare il messaggio, come dimostrato da numerosi studi epidemiologici, che la causa di gran lunga più importante per ricovero ospedaliero è la polmonite virale (mono e bilaterale), che si può associare a insufficienza respiratoria e che può evolvere in circa il 15-20% dei casi in danno polmonare diffuso (ARD5), in questo caso i sintomi che compaiono sono gravi e, oltre alla febbre, è presente un’importante difficoltà respiratoria. I pazienti necessitano di supporto con ossigenoterapia e ventilo-terapia ma si tratta di una complicanza rara. I casi particolarmente gravi che possono portare alla morte del paziente sono nel complesso sporadici (circa dall’1 al 2% degli infettati) che si verificano in pazienti anziani fragili con poli-patologie” ha aggiunto Vaghi.

“La diffusione del COVID-19 in Italia impatta in maniera significativa su tutto il Sistema Sanitario Nazionale e noi come pneumologi siamo pronti a intervenire prontamente, nell’ambito del comparto sanitario come dimostrato anche recentemente dal fatto che le prime diagnosi di polmonite da COv19 sono state effettuate, presso un ospedale del nord Italia, in ambiente pneumologico e con l’ausilio di esami di endoscopia polmonare” ha sottolineato Vaghi.

Pertanto, in questo contesto, la Pneumologia può svolgere un importante ruolo in quanto:
1) lo pneumologo è chiamato a trattare i pazienti con polmoniti gravi che sono elettivamente ricoverati in pneumologia ed il personale sanitario delle pneumologie è particolarmente esperto nel trattamento dei pazienti con patologie infettive respiratorie (TBC, polmoniti causate da batteri multi resistenti, ecc.)
2) lo pneumologo ha competenze specifiche per quanto riguarda la monitorizzazione ed il trattamento dei pazienti con insufficienza respiratoria ricoverati nei reparti o nelle unità di terapia sub intensiva respiratoria
3) lo pneumologo può svolgere un compito diagnostico importante nell’esecuzione, quando necessario, della broncoscopia con BAL a scopo diagnostico
4) la figura specialistica pneumologica può svolgere, nella realizzazione dei piani di emergenza ospedalieri e aziendali, un ruolo consulenziale sicuramente di grande utilità nell’ambito dei protocolli e delle circolari ministeriali

“Non abbiamo delle vere e proprie armi preventive ma raccomandiamo di adottare dei corretti stili di vita. Un’attenzione particolare deve essere rivolta all’alimentazione ma anche all’attività fisica, al peso corporeo, e al complesso di quelle azioni che devono essere messe in atto per migliorare la salute respiratoria” ha precisato Vaghi.

“Anche per chi ha già delle problematiche a livello polmonare i consigli restano quelli rivolti alla popolazione generale, ma devono essere seguiti con maggiore scrupolosità e attenzione. È importante mantenere un comportamento di tipo prudenziale nei confronti di possibili fonti di contagio, luoghi particolarmente affollati etc; sono gli stessi consigli che diamo nei casi di picchi di epidemia influenzale.”

“Si stanno sperimentando vari farmaci e vaccini e siamo fiduciosi del contenimento dell’infezione già grazie alle molteplici attività che sono state messe in campo” ha concluso Vaghi.


Chaolin Huang et al. Clinical features of patients infected with 2019 novel coronavisus in Wuhan, China. Lancet on line January 24, 2020.
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Nanshan Chen et al. Epidemiological and clinical characteristics of 99 cases of 2019 novel coronavisus pneumonia in Whan, China: a descriptive study. Lancet on line January 24, 2020
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