Pneumologia

Covid-19, ipotensione e insufficienza respiratoria ipossiemica precursori di mortalitÓ in casistica Usa

Nel corso delle prime 3 settimane dallo scoppio dell'epidemia di Covid-19 a Seattle, negli Usa, le cause pi¨ comuni di ricovero in Terapia Intensiva sono state l'insufficienza respiratoria ipossiemica , motivo di ricorso alla ventilazione meccanica, e l'ipotensione, necessitante di trattamento con agenti vasopressori, o entrambe. Inoltre, la mortalitÓ in questi pazienti critici Ŕ stata elevata. Questo il responso di una casistica Usa di casi di Covid-19, pubblicata su NEJM che, sostanzialmente, afferma come il primo contatto con il virus sul suolo nordamericano abbia ripresentato le stesse caratteristiche di severitÓ riscontrare in Cina e nel nostro Paese, con i pazienti a maggior rischio di morire tra quelli ricoverati in terapia intensiva, in etÓ pi¨ avanzata e con comorbilitÓ.

Nel corso delle prime 3 settimane dallo scoppio dell'epidemia di Covid-19 a Seattle, negli Usa, le cause più comuni di ricovero in Terapia Intensiva sono state l'insufficienza respiratoria ipossiemica , motivo di ricorso alla ventilazione meccanica, e l'ipotensione, necessitante di trattamento con agenti vasopressori, o entrambe. Inoltre, la mortalità in questi pazienti critici è stata elevata.

Questo il responso di una casistica Usa di casi di Covid-19, pubblicata su NEJM che, sostanzialmente, afferma come il primo contatto con il virus sul suolo nordamericano abbia ripresentato le stesse caratteristiche di severità riscontrare in Cina e nel nostro Paese, con i pazienti a maggior rischio di morire tra quelli ricoverati in terapia intensiva, in età più avanzata e con comorbilità.

Lo studio
Per quanto i primi casi di Covid-19 negli Usa si siano avuti, secondo gli autori dello studio, a gennaio di quest'anno nello Stato di Washington, fino ad ora non esistevano molti report che avevano descritto la presentazione clinica dei pazienti con Covid-19 ospedalizzati in Terapia Intensiva paese nordamericano.

L'obiettivo di questo studio, pertanto, è stato quello di identificare e descrivere le caratteristiche demografiche, le comorbilità, i referti di imaging e gli outcome nei pazienti critici con Covid-19 residenti a Seattle e nella cintura metropolitana della città.

I ricercatori hanno identificato 24 pazienti adulti con conferma di Covid-19, ricoverati in 9 reparti di Terapia intensiva di altrettante strutture ospedaliere di Seattle a cavallo dei mesi di febbraio e marzo (24 febbraio-9 marzo 2020).

I dati demografici, quelli sui sintomi alla presentazione e i risultati di laboratorio e radiografici sono stati ottenuti durante il ricovero in terapia intensiva. Inoltre, i ricercatori hanno preso in considerazione i dati presenti per questi pazienti fino alla data del 23 marzo.

Il campione di pazienti considerato aveva un'età media di 64±18 anni, con una prevalenza di individui di sesso maschile (63%) e una durata media della sintomatologia precedente al ricovero in terapia intensiva pari a 7±4 giorni.

Dispnea e tosse sono stati i sintomi di più frequente riscontro al ricovero, manifestandosi nell'88% dei pazienti in entrambi i casi (n=21). La febbre, invece, era presente nel 50% dei pazienti (n=12), mentre la presenza di comorbilità era rilevabile in tutti i 24 pazienti dello studio (58% con diabete, 21% con nefropatia cronica, 14% con asma).

Tre pazienti su 4 (n=18/24) sono stati sottoposti a ventilazione meccanica, mentre il 71% (n=17) era affetto da ipotensione e necessitava di vasopressori.

Alla data di termine del follow-up (23 marzo) la metà dei pazienti (n=12) era deceduta, il 17% (n=4) è rimasto in ospedale, il 13% (n=3) è stato sottoposto a ventilazione meccanica in terapia intensiva, mentre il 21% (n=5) era stato dimesso dall'ospedale. La mortalità è risultata più frequente nei pazienti ultra65enni vs.i pazienti più giovani (62% vs. 37%).

Lo studio non era esente da limiti metodologici: tra questi, i ricercatori hanno ricordato l'assenza  di dati o la presenza di dati incompleti sui sintomi clinici e i test di laboratorio, come pure la non conoscenza degli outcome per i pazienti che sono rimasti in ospedale dopo il 23 marzo, oltre alla ridotta numerosità del campione di pazienti considerato e all'esclusione di pazienti critici con obiettivi di cura stabiliti non consistenti con il ricovero in terapia intensiva.

NC

Bibliografia
Bhatraju PK, Ghassemieh BJ, Nichols M, et al. Covid-19 in critically ill patients in the Seattle region — case series [published online March 30, 2020]. N Engl J Med. doi:10.1056/NEJMoa2004500
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