La necessità di fare meglio è lo stimolo che ha spinto l’associazione no profit National Comprehensive Cancer Network (Nccn) a sviluppare delle nuove linee guida per smettere di fumare. Queste procedure sono state presentate in occasione della 20a conferenza annuale del Nccn che si è tenuta dal 12 al 14 Marzo a Hollywood.
“C’è una mancanza di meccanismi sistematici e consistenti per l’incoraggiamento alla cessazione nei pazienti con cancro negli istituti sanitari” ha affermato il dottor Peter G. Shields, dall’Ohio State University Comprehensive Cancer Center in Columbus, che presiede il gruppo di esperti che ha scritto le nuove linee guida.

"Nella mia pratica clinica, il 50% dei miei pazienti affetti da cancro del polmone, sono attivi fumatori" ha detto in un comunicato stampa, “e questa nuova linea guida stabilisce lo standard di cura e colma una lacuna esistente in quelle attuali”.

Il dottor Shields ha aggiunto che esistono una serie di benefici nello smettere di fumare, soprattutto nei pazienti con tumore, in quanto la cessazione potrebbe migliorare la prognosi mentre continuare significherebbe aumentare il rischio di morte e di tumori secondari.

Essendoci già delle utili linee guida in vigore, alcuni membri della Nccn e l’ American Association for Cancer Research hanno ritenuto fosse necessario focalizzare l’attenzione soprattutto nei soggetti con cancro.
“Nonostante i benefici per la salute che ha lo smettere di fumare, solo il 50% degli oncologi lo consiglia ai pazienti, anche se una diagnosi di cancro è il momento adatto per insegnare questo ai pazienti” ha spiegato il dottor Shields.

Uno dei principali messaggi della linea guida è che non ci sono dei metodi stabiliti per aiutare il paziente a smettere di fumare, ma i medici dovrebbero prima identificare la tipologia di pazienti, distinguendoli in almeno 3 categorie, non fumatori, fumatori correnti ed ex fumatori; inoltre i medici dovrebbero fare attenzione soprattutto agli ex fumatori per evitare delle ricadute.

L’alto rischio di ricaduta è indicato da uno o più criteri quali il desiderio intenso, l’elevato stress, la convivenza con un fumatore, l'uso corrente di un trattamento di disassuefazione e l'uso di droghe (inclusa la marijuana).

“Ai pazienti ad alto rischio di recidiva potrebbe essere offerta una varietà di interventi, tra cui la farmacoterapia e la terapia comportamentale” ha detto il dottor Shields spiegando però che il paziente deve essere pronto a chiudere con il fumo, stabilendo, come prima cosa, la data della cessazione. “Per coloro che ancora non sono pronti”, aggiunge il dottor Shields, “si dovrebbe proporre una terapia sostitutiva con nicotina o vareniclina, così come si dovrebbero illustrare i benefici dello smettere di fumare”.

Per quanto riguarda gli strumenti da utilizzare, nella linea guida non sono raccomandati le sigarette elettroniche, l'agopuntura, l'ipnosi e gli integratori alimentari, a causa della mancanza di prove sufficienti sulla loro efficacia, tuttavia la farmacoterapia è efficace e consigliata.

È possibile utilizzare 3 linee di farmacoterapia:
•    in prima linea la nicotina (cerotti e compresse o gomme da masticare, inalatori o spray nasali) o la vareniclina;
•    in seconda linea la vareniclina più la nicotina o il bupropione più la nicotina
•    in terza linea la vareniclina più il bupropione, con o senza nicotina, la nortriptilina (un antidepressivo triciclico), o la clonidina (agonista selettivo dei recettori alfa2-adrenergici).

Ci sono alcune avvertenze dei farmaci che bisogna tenere in considerazione nella farmacoterapia; ad esempio l'uso della vareniclina e del bupropione richiede che i pazienti debbano essere monitorati per lo sviluppo o il peggioramento di sintomi psichiatrici; il bupropione è controindicato nei pazienti con rischi di epilessia, in coloro che assumono inibitori dei Mao o tamoxifene, o in quelli con glaucoma ad angolo chiuso.

La terapia comportamentale, una delle pietre miliari nello smettere di fumare, include l’aiuto dei pazienti nell’identificare le situazioni "a rischio" (ad esempio, stress, alcol, altri fumatori e altri fattori scatenanti), ma il dottor Shields ha aggiunto che dovranno essere i pazienti ad accettare di evitare tali rischi e che la farmacoterapia senza la terapia comportamentale è meno efficace.

“Un approccio multimodale è la strategia più efficace per promuovere la cessazione del fumo” ha dichiarato l’Nccn, “Questo approccio include interventi farmacologici, consulenze comportamentali e il follow up per misurare la continuità della compliance”.

Monica Guarini
NCCN 20th Annual Conference. March 13, 2015.