Desametasone di pari efficacia ma pił maneggevole di prednisolone nelle riacutizzazioni di asma nei bambini

Pneumologia
Il desametasone orale o intramuscolare è efficace al pari del prednisolone nei bambini per le riacutizzazioni gravi di asma. Elisabeth Redman e Colin Powell Department of Child Health, Noah's Ark Children's Hospital for Wales, Cardiff University,  Cardiff, Regno Unito, lo affermano sulle pagine di Archives of Disease in Childhood dopo avere condotto una revisione della letteratura internazionale nelle principali banche dati mediche, quali Medline ed Embase.

«La nostra ricerca è nata da un quesito preciso che ci siamo posti nel nostro centro ospedaliero e cioè se nei bambini con un attacco di asma per il quale è necessario ricorrere a steroidi sistemici desametasone abbia una efficacia paragonabile a prednisolone nel ridurre l’infiammazione delle vie aeree e diminuire  i tassi di ricovero e la permanenza in ospedale», spiegano gli autori. Il prednisolone è il corticosteroide più comunemente prescritto per le esacerbazioni di asma ed è considerato il farmaco di scelta nelle linee guida della British Thoracic Society. E’ tuttavia necessario completare un ciclo di 5 giorni di terapia ed è stato mostrato come la compliance rappresenti un aspetto cruciale in questa tipologia di pazienti.

Desametasone è invece un corticosteroide a lunga durata d’azione con una emivita circa doppia del prednisolone (fino a 56 ore) e un effetto antinfiammatorio più potente. Pertanto, è stato suggerito che una o due somministrazioni intramuscolari o orali di desametasone possano essere una possibile alternativa al prednisolone e il farmaco è stato considerato sicuro nei bambini.

«Abbiamo voluto verificare se in età pediatrica desametasone possa essere utilizzato al posto di prednisolone», chiariscono gli autori. L’analisi della letteratura ha permesso di identificare 82 abstract di lavori sul tema, ma gli studi più calzanti erano sei. Tre studi hanno comparato desametasone intramuscolare con prednisolone orale e tre hanno paragonato le formulazioni orali dei due corticosteroidi. «Tutti e sei gli studi non hanno riportato differenze di rilievo nell’efficacia dei due steroidi sistemici per il trattamento delle riacutizzazioni di asma», riferiscono Redman e Powell. «Non sono state evidenziate differenze tra i due gruppi negli score clinici dell’asma e negli indici di funzionalità polmonare.

E non sono state riscontrate differenze neanche nella frequenza di recidive tra i due trattamenti». Anche per quanto riguarda la frequenza di ospedalizzazione e la lunghezza del ricovero non è stato possibile mostrare una diversità tra un farmaco e l’altro. «Tra i principali fattori nella scelta di uno steroide nei bambini piccoli rivestono un ruolo cruciale la semplicità di assunzione e la possibilità di ritenzione del farmaco», ricordano gli autori. In questa review uno studio ha mostrato elevati tassi di mancata compliance con prednisolone (4% vs 0,4% del desametasone) e un altro ha evidenziato numeriche ancora più preoccupanti: il 41% dei bambini del gruppo prednisolone ha rifiutato più del 30% delle dosi.

«Per quanto riguarda la ritenzione del farmaco, è stato notato come il vomito sia un effetto collaterale  comune con prednisolone», continuano i pediatri britannici. «Siccome desametasone può essere utilizzato come antiemetico, è verosimile che questo steoride venga meglio trattenuto». Gli autori non nascondono che da un punto di vista metodfologico i trial avevano delle debolezze. Solo due studi, infatti, erano in doppio cieco e quindi questo può avere comportato dei bias nell’analisi rispetto agli altri; inoltre le dimensioni delle popolazioni erano molto variabili passando da 32 a 628 pazienti. «Un altro aspetto critico riguarda la definizione di asma che è stata utilizzata nei trial e cioè “oltre due episodi pregressi di respiro sibilante responsivi a broncodialtatori”  con definizione di riacutizzazione soggettiva», sottolineano Redman e Powell. «Alla luce di queste limitazioni è possibile che alcuni bambini con altre condizioni cliniche, come la bronchiolite, siano stati inclusi nei trial e ciò può avere influenzato in qualche modo i risultati dato che la risposta ai corticosteroidi è improbabile nel caso della bronchiolite».

Comunque, nonostante alcune debolezze metodologiche, i trial concordano nel mostrare una efficacia sovrapponibile tra prednisolone e desametasone. Il fattore chiave che può fare pendere l’ago della bilancia verso desametasone è la necessità di cicli terapeutici di minore durata. Ma  ciò pone una domanda ai clinici: quale via di somministrazione preferire nel caso si scelga desametasone? «Dei tre studi in cui è stata utilizzata la via intramuscolare, uno, su 181 bambini,  ha riportato delle complicazioni legate all’iniezione, principalmente rappresentate dal dolore nella sede di inoculo», approfondiscono gli autori della review. «Gli altri due studi non hanno evidenziato questa problematica, ma le popolazioni in esame erano molto meno numerose, 32 e 42 bambini, il che può avere influenzato il tasso di complicazioni riportate. Considerando, quindi, che le iniezioni sono dolorose e che il desametasone per os ha una biodisponibilità dell’80%, la via orale può essere ritenuta una valida scelta». 

Danilo Ruggeri
Elisabeth Redman, Colin Powell. Prednisolone or Dexamethasone for Acute Exacerbations of Asthma: Do They Have Similar Efficacy in the Management of Exacerbations of Childhood Asthma? Arch Dis Child. 2013;98(11):916-919.

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