Pneumologia

Distribuzione dei pazienti con BPCO nelle categorie GOLD 2013 differente in base alle scale di valutazione dei sintomi

Il tipo di strumento per valutare la gravità dei sintomi può alterare l’allocazione dei pazienti con BPCO nelle quattro catgorie individuate dall’ultima versione delle linee guida GOLD. Inoltre i cambiamenti longitudinali in un anno nelle categorie GOLD da A a D si associano a modificazioni concordanti degli score CAT e BODE.

Lo sostiene il gruppo di ricerca spagnolo capitanato da Ciro Casanova, Pulmonary Department, Hospital Universitario Ntra. Sra. de La Candelaria, Santa Cruz de Tenerife, Tenerife, dopo analisi dei dati dello studio CHAIN (COPD History Assessment In SpaiN).

«Le nuove raccomamdazioni GOLD si basano sull’evidenza che il FEV1 può solo parzialmente descrivere lo stato della BPCO», premette Casanova. L’aggiunta della valutazione della dispnea (mediante la scala del modified Medical Research Council, mMRC), dello status di salute (mediante il COPD Assessment Test, CAT e il Clinical COPD Questionnaire, CCQ), e delle riacutizzazioni consente un accertamento più ampio del paziente con BPCO.

«Tuttavia sono ancora pochissimi o assenti i dati sulla valutazione con strumenti come il CAT o il CCQ. – prosegue lo pneumologo spagnolo – Abbiamo quindi valutato in questo studio la distribuzione dei pazienti della Coorte CHAIN (studio prospettico, multicentrico con valutazione multidimensionale dei pazienti con BPCO) secondo l’update 2013 delle linee guida GOLD. Ci siamo focalizzati sulle differenti distribuzioni in base ai tool utilizzati per valutare dominio dei sintomi e gravità della malattia (mMRC, CAT, CCQ, BODE) e, inoltre, per determinare le potenziali implicazioni nella pratica clinica, abbiamo anche analizzato i cambiamenti logitudinali in un anno delle catgorie GOLD».

Sono stati valutati 828 pazienti con BPCO. In funzione del tool impiegato si notavano differenze di allocazione nei quattro gruppi proposti dalle linee guiga GOLD. «Mentre l’allocazione nelle categorie da A a D era sostanzialmente simile usando il CAT e il CCQ, si sono osservate differenze importanti quando si utilizzava la scala mMRC», spiegano gli autori. «La discordanza maggiore nell’allocazione dei pazienti riguardava quelli dei gruppi A e B: secondo l’mMRC la percentuale di pazienti nel gruppo B era inferiore e più soggetti erano allocati in A». Nel dettaglio sulla base del mMRC verso CAT i pazienti venivano distribuiti come segue: 38,2% vs. 27,2% nel gruppo A, 17,6% vs. 28,3% nel gruppo  B, 15,8% vs. 12,9% nel gruppo C, e 28,4% vs. 31,6% nel gruppo D. «Quando si ricorreva a una combinazione di questi strumenti per valutare i sintomi, si osservavano cambiamenti nella distribuzione dei pazienti, con un maggior numero di soggetti che rientravano nelle categorie B e D», dice Casanova.

Inoltre, anche la comparazione con i criteri di allocazione delle vecchie linee guida GOLD 2007 ha mostrato differenze non trascurabili: secondo i nuovi criteri GOLD una maggiore percentuale di pazienti ricadeva nel gruppo di più elevata gravità (327 nel gruppo D) rispetto alla vecchia classificazione (97 in stadio IV).

A un anno di distanza, i dati disponibili per 526 pazienti hanno mostrato che il 64,4% è rimasto nello stesso gruppo, ma i gruppi C e D sono stati quelli che hanno evidenziato il maggior grado di variabilità (50% e 28% rispettivamente). «L’analisi ROC ha mostrato che il peggioramento (cioè il passaggio da un grado minore a uno maggiore da A a D) a un anno era associato, indipendentemente, a modificazioni longitudinali sotanzialmente di due indicatori, il CAT (RR, 1,138; IC 95%: 1,074-1,206) e il BODE (RR, 2,012; IC 95%: 1,487-2,722)», specifica il ricercatore spagnolo. Che conclude. «La nuova strategia GOLD raccomanda di non ricorrere necessariamente a più di una scala per la valutazione dei sintomi. Ma questa raccomandazione non è supportata da una adeguata evidenza, come dimostra anche il nostro studio. Secondo noi la strategia GOLD dovrebbe definire meglio le soglie di allocazione nei quattro gruppi in base all’approccio sintomatico e includere tutte e tre le scale per la valutazione dei sintomi, mMRC, CAT e CCQ».

Danilo Ruggeri
Ciro Casanova et al. New GOLD classification: longitudinal data on group assignment. Respiratory Research 2014, 15:3.
leggi

SEZIONE DOWNLOAD