Dosi elevate di vitamina D in gravidanza hanno scarso effetto sul rischio di asma nel nascituro

Pneumologia

Stando a due trial clinici randomizzati di recente pubblicazione sulla rivista Jama, la supplementazione con dosi elevate di vitamina D in gravidanza non avrebbe un beneficio statisticamente significativo nel ridurre l''incidenza di asma pediatrico o di respiro sibilante nel nascituro. Ciò sollecita la messa a punto di trial di dimensioni più ampie per confermare l'utilità della supplementazione vitaminica.

Due trial clinici randomizzati di recente pubblicazione sulla rivista Jama (1-2) hanno riacceso il dibattito sull'utilità della supplementazione con dosi elevate di vitamina D in gravidanza.
In pratica, stando ai risultati di questi due trial, la supplementazione con dosi elevate di vitamina D in gravidanza non avrebbe un beneficio statisticamente significativo nel ridurre l''incidenza di asma pediatrico o di respiro sibilante nel nascituro. Ciò sollecita la messa a punto di trial di dimensioni più ampie per confermare l'utilità della supplementazione vitaminica.

Primo trial: la supplementazione di vitamina D in gestazione non riduce significativamente il rischio di respiro sibilante nel nascituro
Il primo trial, monocentrico, in doppio cieco, è stato condotto su 623 donne giunte al terzo trimestre di gravidanza,  provenienti dal Copenhagen Prospective Studies on Astma in Childhood 2010 cohort e randomizzate, secondo uno schema 1:1, al trattamento con supplementazione di 2.400 UI/die di vitamina D o a placebo.

I risultati del follow-up, condotto su 581 bambini nati da queste donne, hanno evidenziato un'incidenza di respiro sibilante pari al 20% nei bambini nati da donne non sottoposte a supplementazione vitaminica rispetto al 16% nei bambini nati da donne supplementate (differenza non significativa).

L' hazard ratio di respiro sibilante persistente è stato pari a 0,76 (IC95%=0,52-1,12; p=0,16) in bambini di 3 anni le cui madri erano state sottoposte a supplementazione vitaminica con 2.400 UI/die di vitamina D rispetto al gruppo di controllo.

L'analisi degli outcome secondari, invece, ha documentato una riduzione statisticamente significativa degli episodi di sintomatologia fastidiosa a carico dei polmoni nei bambini nati da donne supplementate rispetto al gruppo di controllo (media episodi: 5,9 vs 7,2; RR di incidenza= 0,83; IC95%=0,71-0,97; p=0,02).

I ricercatori hanno osservato che livelli più elevati di vitamina D materna in circolo erano associati a migliori outcome respiratori nei nascituri.

Inoltre, è stato documentato un caso di morte intrauterina nel gruppo di bambini nati da madri sottoposte a supplementazione con vitamina D rispetto a 3 casi nel gruppo di controllo, e i tassi di malformazioni congenite sono risultati leggermente inferiori nel gruppo di intervento (17 casi vs 23, rispettivamente.

Secondo trial: la supplementatazione a dosi elevate di vitamina D in gestazione non riduce significativamente il rischio di asma nel nascituro
Il secondo trial, anch'esso in doppio cieco e noto come Vitamin D Antenatal Asthma Reduction Trial, è stato condotto su 876 donne, di età compresa tra i 18 e i 39 anni, alla decima-diciottesima settimana di gestazione, sono state randomizzate, secondo uno schema di randomizzazione 1:1, alla supplementazione con dosi elevate di vitamina D (4.400 UI/die) o ridotte (400 UI/die).

I risultati del follow-up, condotto su 805 bambini nati da queste donne, hanno documentato una riduzione del rischio di sviluppare asma a 3 anni pari al 20% se le loro madri erano state supplementate con dosi elevate di vitamina D anziché con dosi ridotte (HR=0,8, IC95%= 0,6-1).  Anche in questo caso, però la riduzione osservata non è risultata statisticamente significativa (P=0,051).

Nello studio in questione, sono stati documentati durante la gravidanza livelli circolanti di 25(OH)D pari ad almeno 30 ng/mL in un numero maggiore di donne supplementatate con dosi elevate di vitamina D anziché in quelle supplementatate con dosi ridotte (74,9% vs 34%; p<0,01).

Implicazioni degli studi
Analizzando entrambi gli studi, alcuni commentatori hanno avanzato perplessità sulla loro capacità di osservare un beneficio della supplementatazione sugli outcome menzionati, in ragione del loro sottodimensionamento numerico.

Ciò ha portato gli estensori di un editoriale di accompagnamento ai due lavori pubblicati (3) a concludere che, nonostante i risultati, non è ancora chiaro se tali studi suffraghino l'ipotesi secondo la quale l'asma e il respiro sibilante in età pediatrica possano essere prevenuti con la supplementazione vitaminica D in gravidanza.

In attesa di nuovi studi, meglio dimensionati, che dirimano la questione, “...quello che si può dire oggi, sulla base dell'evidenza disponibile, è che le associazioni presenti negli studi osservazionali tra i livelli di vitamina D in gravidanza e il rischio di asma e di respiro sibilante nella progenie non sono necessariamente relazioni di causa-effetto – scrivono gli estensori dell'editoriale.”

Pertanto, i dati disponibili provenienti dai 2 studi non sono ancora sufficienti per  essere considerati come base per raccomandare la supplementazione vitaminica a dosi elevate di vitamina D in funzione anti-asma”.

Bibliografia
1) Chawes BL, et al "Effect of vitamin D3 supplementation during pregnancy on risk of persistent wheeze in the offspring" JAMA 2016; DOI: 10.1001/jama.2015.18318.
    Leggi

2)  Litonjua AA "Effect of prenatal supplementation with vitamin D on asthma or recurrent wheezing in offspring by age 3 years" JAMA 2016; DOI: 10.1001/jama.2015.18589.
     Leggi

3) von Mutius E, Martinez FD "Inconclusive results of randomized trials of prenatal vitamin D for asthma prevention in offspring: Curbing the enthusiasm" JAMA 2016; 315: 347-348.
    Leggi
SEZIONE DOWNLOAD