Pneumologia

Emergenza Covid-19 e tumore al polmone, analogie e differenze. Editoriale italiano su The Lancet

A causa della pandemia di Covid-19, molte strutture ospedaliere al cui interno sono presenti reparti di oncologia hanno subito uno stravolgimento organizzativo per ampliare lo spazio dedicato all'emergenza. Ciò impatta notevolmente la gestione e il trattamento dei pazienti con tumore, in particolare quello al polmone. Per far fronte all'emergenza gestionale di questi pazienti e fornire indicazioni utili sulle modalità di intervento, la rivista "The Lancet Respiratory Medicine" ha pubblicato un importante editoriale a firma del professor Michele Maio.

A causa della pandemia di Covid-19, molte strutture ospedaliere al cui interno sono presenti reparti di oncologia hanno subito uno stravolgimento organizzativo per ampliare lo spazio dedicato all'emergenza. Ciò impatta notevolmente la gestione e il trattamento dei pazienti con tumore, in particolare quello al polmone.

Oltre alle difficoltà organizzative, nella pratica clinica risulta infatti sempre più evidente la sovrapposizione dei sintomi e delle manifestazioni cliniche che questo specifico tumore può dare, con quelle di Covid-19. Caratteristiche che richiedono una maggiore attenzione nella gestione delle cure.

Per far fronte all'emergenza gestionale di questi pazienti e fornire indicazioni utili sulle modalità di intervento, la rivista “The Lancet Respiratory Medicine” ha pubblicato un editoriale a firma del professor Michele Maio -presidente di Fondazione NIBIT e direttore del CIO (Centro di Immuno-Oncologia dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese)- e dei principali esperti a livello internazionale nel trattamento di questo genere di neoplasia.

 Sintomi sovrapponibili
“Già dalle prime fasi di infezione da coronavirus -spiega Michele Maio- le immagini radiologiche ottenute tramite TAC possono mostrare caratteristiche molto simili a quelle che si riscontrano nei pazienti con tumore al polmone in fase di progressione. Non solo, queste caratteristiche sono sovrapponibili anche alle polmoniti che si sviluppano tipicamente in questi pazienti a causa di infezioni opportunistiche”. Evidenze importanti che rappresentano una sfida ulteriore nella corretta gestione delle persone con tumore al polmone poiché a seconda della causa di queste manifestazioni cliniche corrisponderà un differente trattamento.

Effetti collaterali dell'immunoterapia
A complicare ulteriormente questo scenario ci sono i possibili effetti collaterali dei farmaci utilizzati per il trattamento del tumore al polmone. Fatta eccezione per le terapie a bersaglio molecolare, utilizzate solo nei casi in cui sono presenti particolari “firme molecolari” nelle cellule cancerose, oggi il trattamento di questi tumori si fonda prevalentemente sull'utilizzo dell'immunoterapia.

“L'utilizzo di questi farmaci -spiega la Dr.ssa Luana Calabrò, primo autore dell’Editoriale e oncologo presso il CIO- è associato allo sviluppo di polmoniti nel 2% dei pazienti. Percentuale che nel caso del tumore al polmone è maggiore. Queste polmoniti hanno sintomi, quali tosse, difficoltà nel respiro, dolore toracico e febbre, molto simili a quelli di Covid-19. Caratteristiche che complicano ulteriormente la gestione del paziente in quanto risulta difficile discriminare l'infezione causata dall'impiego dei farmaci rispetto a quella da coronavirus”.

Proposte per la gestione
Partendo dal presupposto che non è possibile ritardare o evitare il trattamento, le modalità di intervento in questi pazienti dovrebbero tenere conto di diversi fattori. “Anche la chemioterapia può essere associata ad una maggior probabilità di sviluppo della polmonite, oltre ad avere effetti in generale negativi sulla funzionalità del sistema immunitario. Caratteristica che potrebbe esporre il paziente a maggiori danni in caso di infezione Covid-19” spiega Maio.

 Sul fronte esami da effettuare, il consiglio è quello di sottoporre i pazienti che dovranno incominciare le terapie al test tampone per la ricerca di Sars-Cov-2. Test che deve essere ripetuto a discrezione del team multidisciplinare anche in corso d'opera per dirimere eventuali dubbi. Tali esami nelle prossime settimane potrebbero diventare più veloci -circa un'ora per il risultato- rispetto all'attuale tempo standard. Non solo, quando la curva epidemica di Covid-19 sarà nella sua parte terminale, questi test potranno essere sostituiti da quelli sierologici per valutare la presenza di IgM specifiche per Covid-19 -utili per capire se c'è infezione in atto- e IgG -per stabilire l'avvenuto contatto in passato con il coronavirus-. “Alla luce di questa situazione sarà più che mai fondamentale allocare risorse per questi strumenti diagnostici utili a gestire nella maniera più appropriata i pazienti con tumore del polmone” conclude Maio.




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