Enfisema polmonare, uso regolare acido acetilsalicilico ne rallenta la progressione

L'utilizzo regolare di acido acetilsalicilico (ASA) si associa ad una riduzione superiore del 50% della progressione di enfisema/BPCO. Questo il responso del MESA Lung Study, di recente pubblicazione sulla rivista Chest. L'associazione tra ridotta progressione di enfisema/BPCO e impiego di ASA è stata documentata per tutte le dosi sperimentate, risultando di entità maggiore nei partecipanti più anziani dello studio con ostruzione significativa delle vie aeree respiratorie.

L'utilizzo regolare di acido acetilsalicilico (ASA) si associa ad una riduzione superiore del 50% della progressione di enfisema/BPCO.

Questo il responso di uno studio osservazionale che ha seguito per 10 anni una coorte di soggetti anziani reclutati nel MESA Lung Study, di recente pubblicazione sulla rivista Chest.

L'associazione tra ridotta progressione di enfisema/BPCO e impiego di ASA è stata documentata per tutte le dosi sperimentate, risultando di entità maggiore nei partecipanti più anziani dello studio con ostruzione significativa delle vie aeree respiratorie.

Razionale e disegno dello studio
L'enfisema è una malattia polmonare progressiva che provoca dispnea dovuta alla perdita di efficienza degli scambi gassosi alveolari, legata a sua volta a una sovraditensione degli alveoli. Attualmente, l’enfisema è considerato parte dello spettro di disturbi che ricadono sotto l’ombrello della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

“L'attivazione piastrinica riduce il flusso sanguigno microvascolare polmonare, contribuendo allo sviluppo di infiammazione che, come è noto, ha un ruolo importante nella patogenesi di BPCO/enfisema – ricordano gli autori nell'introduzione allo studio”.

“Sulla base di queste premesse – continuano i ricercatori – abbiamo ipotizzato, pertanto, che l'impiego regolare di ASA, inibitore piastrinico, potesse essere associato ad una progressione più lenta di enfisema, documentata mediante TAC, come pure ad un declino maggiormente procrastinato nel tempo della funzione polmonare”.

Per verificare la veridicità di questa ipotesi, i ricercatori hanno esaminato i dati provenienti dal MESA Lung Study (un sottostudio del più ampio MESA Study – the Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis), che ha valutato la percentuale di polmone enfisema-like (percentuale di aree a bassa attenuazione a valori inferiori a -950 unità Hounsfield - una scala di unità di misura usata per descrivere quantitativamente la radiodensità) all'esame TAC .

La riduzione della progressione di enfisema è stata valutata in un arco temporale di 10 anni, mentre quella della funzione polmonare in un arco di 5 anni.

I partecipanti allo studio erano stati sottoposti a spirometria nel quadriennio 2004-2007, ripetuta nel triennio 2010-2012 in accordo alle Linee Guida congiunte ATS-ERS successive all'implementazione del protocollo del MESA Lung Study.

All'epoca della prima misurazione spirometrica effettuata sui partecipanti allo studio, l'ostruzione delle vie aeree respiratorie era definita dal rapporto pre-broncodilazione FEV1/FVC<0,70 mentre il difetto ventilatorio restrittivo come FVC< limite inferiore di normalità e rapporto FEV1/FVC>0,7).

L'uso regolare di ASA, invece, era definito dal suo impiego per 3 o più giorni/settimana e da modelli corretti in base a dati demografici e antropometrici, allo status di fumatore, alla presenza di ipertensione, all'utilizzo di ACE-inibitori, ai livelli di CRP.

L'analisi ha incluso 4,257 partecipanti al MESA Lung Study, aventi un'età media di 61 (±10) anni. Di questi, il 54% non era fumatore, mentre il 22% faceva uso regolare di ASA in base alla definizione sopra indicata.

Risultati principali
Dall'analisi dei dati è emerso innanzi tutto che, in media, la percentuale di polmone enfisematoso (documentata mediante TAC) è aumentata di 0,6 punti percentuale in 10 anni (IC95%= 0,35-0,94).

Ciò premesso, la progressione della percentuale di polmone enfisematoso è risultata più rallentata negli utilizzatori regolari di ASA rispetto ai non utilizzatori (dati del modello corretto: -0,34% in 10 anni; IC95%= -0,60- -0,08; p=0,01).

Non solo: risultati sovrapponibili sono stati documentati sia nei non fumatori che per dosaggi di ASA compresi tra 81 mg e 300-325 mg, risultando migliori nei partecipanti affetti da limitazioni delle vie aeree respiratorie.

Da ultimo, invece, i ricercatori non sono stati in grado di documentare l'esistenza di un'associazione tra l'impiego di ASA e le variazioni a carico della funzione polmonare.

Anche dopo aggiustamento dei dati in base al propensity score (ugual numero di soggetti messi a confronto sulla base della correzione di ogni singolo fattore confondente) che quando l'esposizione ad ASA era definita in base all'utilizzo del farmaco al basale, non sono state mostrate evidenze di modifiche d'efficacia associate con l'età e con l'etnia, come pure non sono state documentate differene dopo aggiustamento dei dati in base all'utilizzo di farmaci per inalazione, FANS, inibitori di COX-2, inibitori del recettore ADR, statine e diuretici.

Riassumendo
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato come il loro “sia stato il primo studio ad avere evidenziato l'esistenza di un'associazione tra l'impiego di ASA e la progressione di enfisema documentato mediante TAC”.

Tra i limiti riconosciuti dello studio vi sono la sua natura osservazionale, che non permette di escludere l'esistenza di fattori di confondimento residuali e il ricorso al self reporting nella determinazione della frequenza d'impiego di ASA.

Da ultimo, va sottolineato che la valutazione mediante TAC della presenza di enfisema è risultata limitata a meno di due terzi dei polmoni e che esistevano differenze significative, al basale, sulla presenza di enfisema in soggetti utilizzatori o meno di ASA (gli utilizzatori mostravano livelli più elevati di enfisema, documentato mediante TAC).

Ciò detto, tali limiti metodologici non indeboliscono l'ipotesi di un ruolo di ASA nel prevenire l'enfisema attraverso la sua azione anti-inflammatoria a livello dei piccoli vasi.
Pertanto, tali scoperte preliminari suffragano la ricerca di ulteriori conferme da ottenere con la messa a punto di nuovi studi.

NC

Bibliografia
Aaron C, et al "A longitudinal cohort study of aspirin use and progression of emphysema-like lung on CT: The MESA lung study" CHEST 2017; DOI: 10.1016/j.chest.2017.11.031
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