Esacerbazioni di BPCO e deficit vitamina D, al via trial su efficacia supplementazione

La rivista BMC Pulmonary Medicine riferisce di un trial clinico randomizzato di fase III in partenza, lo studio PRECOVID, che sarà il primo studio di intervento ad esaminare gli effetti della supplementazione di vitamina D in pazienti affetti da broncopneumopatia cronico ostruttiva e deficit vitaminico D.

La rivista BMC Pulmonary Medicine riferisce di un trial clinico randomizzato di fase III in partenza, lo studio PRECOVID, che sarà il primo studio di intervento ad esaminare gli effetti della supplementazione di vitamina D in pazienti affetti da broncopneumopatia cronico ostruttiva e deficit vitaminico D.

Il razionale dello studio è spiegato dai ricercatori nel paper di presentazione del protocollo del trial: “La vitamina D è ben conosciuta per i suoi effetti pluri-documentati sull'omostasi del calcio e la mineralizzazione ossea, ma è attualmente sempre più oggetto di studi per le sue potenziali proprietà immunomodulatorie.”

Nei pazienti affetti da BPCO, la prevalenza della condizione di deficit di vitamina D è molto elevata.

Studi precedentemente condotti in questi pazienti non hanno dimostrato l'esistenza di un effetto benefico della vitamina D sul tasso di esacerbazione di malattia. Tuttavia, analisi per sottogruppi hanno suggerito l'esistenza di effetti protettivi della vitamina D su pazienti con deficit vitaminico.

Obiettivo del nuovo trial, pertanto, sarà quello di valutare l'effetto della supplementazione di vitamina D sul tasso di esacerbazione in modo specifico su pazienti con BPCO e deficit di vitamina D.

A tal scopo, verrà reclutata una popolazione di 240 pazienti ultra40enni affetti da BPCO e deficit vitaminico (concentrazioni di 25(OH)D
Ai partecipanti allo studio verrà consegnato un diario sul quale registrare l'incidenza degli episodi di esacerbazione e le variazioni di trattamento nel corso del follow-up.

I partecipanti al trial saranno sottoposti a spirometria, misurazione della capacità totale polmonare e valutazione delle massime pressioni inspiratoria ed espiratoria.

Inoltre, è prevista l'esecuzione di alcuni test relativi alla performance fisica e alla forza di presa della mano, l'esecuzione, da parte di pazienti, di test relativi alla qualità di vita e all'attività fisica, e la raccolta di campioni ematici e delle secrezioni nasali.

Outcome primario dello studio sarà costituito dal tasso di esacerbazione, intesa come un peggioramento sostenuto della sintomatologia respiratoria in un lasso di tempo di 48 ore, che richiede il ricorso a corticosteroidi orali, antibiotici o a terapie di combinazione, iniziate da un medico. I sintomi respiratori includono almeno uno dei criteri di Anthonisen, ovvero aumento della dispnea, del volume o della purulenza dell'escreato, in presenza o assenza di sintomi minori quali tosse, febbre, raffreddore o mal di gola.

Tra gli outcome secondari previsti dallo studio vi sono il tempo necessario al manifestarsi del primo o del secondo episodio di esacerbazione, l'impiego di corticosteroidi e antibiotici, le misure spirometriche, i volumi polmonari, le massime pressioni inspiratoria ed espiratoria, la performance fisica, la forza muscolare, la qualità della vita, la tipologia di virus e batteri, di mediatori di infiammazione e la risposta immunitaria contro le infezioni.

“Il nuovo studio – aggiungono i ricercatori – si differenzierà per alcuni aspetti dai trial precedenti. Per esempio, oltre sugli effetti della vitamina D sul tasso di esacerbazione, lo studio si focalizzerà anche sui possibili meccanismi coinvolti. Si procederà, pertanto, a misurare la presenza nelle secrezioni nasali di peptidi antimicrobici e di mediatori pro-infiammatori, nonché ad analizzare la composizione microbica a livello della mucosa nasale.”

“Inoltre – continuano i ricercatori – a differenza degli studi precedenti – verrà utilizzato un regime di supplementazione  settimanale di vitamina D, che si associa a livelli più stabili di 25(OH)D ma potrebbe influenzare la compliance. Ciò è di rilevante importanza dal momento che si sa ancora poco sulla dose totale e sull'intervallo tra le dosi necessari alla manifestazione degli effetti extra-scheletrici della vitamina D”.

In conclusione, le esacerbazioni di malattia rappresentano la voce di costi diretti più importante associata alla BPCO. Pertanto, i trattamenti diretti alla riduzione dell'incidenza e della severità delle esacerbazioni migliorano lo stato di salute nel lungo termine e riducono i costi sanitari.
E' da augurarsi, quindi, che il trial dimostri l'efficacia della supplementazione vitaminica affinchè la vitamina D possa rappresentare nel prossimo futuro un'alternativa di trattamento allettante, in ragione della sua facile maneggevolezza, dei bassi costi e della sicurezza d'impiego.

Nicola Casella

Bibliografia
Rafiq R et al. Prevention of Exacerbations in Patients With COPD and Vitamin D Deficiency Through Vitamin D Supplementation (PRECOVID). BMC Pulm Med. 2015;15(106) 
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