Esomeprazolo non efficace nel ridurre le riacutizzazioni polmonari nella fibrosi cistica

Pneumologia
La terapia con esomeprazolo non ridurrebbe né ritarderebbe le riacutizzazioni polmonari nei pazienti con fibrosi cistica.

L’osservazione dei ricercatori della Columbia University Medical Center,  Department of Medicine, New York, mette in discussione l’effetto degli inibitori della pompa protonica (PPI) sulle manifestazioni polmonari della fibrosi cistica.

«Il reflusso gastroesofageo (GER) sintomatico o silente è frequente nei pazienti con fibrosi cistica  ed è spesso considerato come uno deti fattori patogenetici della malattia a livello polmonare», premettono i clinici statunitensi.

La prevalenza complessiva del GER è stata riportata essere dell’ordine fino all’80% nei soggetti adulti con fibrosi cistica  dopo valutazione con pH-metria esofagea.

I sintomi polmonari nella fibrosi cistica possono sovrapporsi a quelli del GER rendendo così difficile distinguere le due condizioni, situazione che comporta il ricorso frequente ai PPI.  Nel 2010 il 48% degli adulti e il 51% dei bambini con fibrosi cistica sono stati trattati con gli antisecretivi.

Diversi studi hanno suggerito che i pazienti con fibrosi cistica e GER soffrono di una malattia polmonare più severa con ridotta funzionalità respiratoria e aumentato numero di riacutizzazioni. Ma nonostante queste osservazioni l’effetto della terapia di soppressione acida sulla funzione respiratoria e sulla  frequenza di esacerbazione polmonare non è stato indagato prospettivamente.

«Abbiamo quindi verificato se esomeprazolo rispetto placebo prolungasse il tempo alla prima riacutizzazione polmonare in pazienti con fibrsi cistica e se il farmaco  migliorasse lo status di salute di questi soggetti», spiegano gli esperti  americani.

Nello studio, 17 pazienti con fibrosi cistica e frequenti riacutizzazioni polmonari senza sintomi di GER  sono stati randomizzati a esomeprazolo 40 mg bid (n=9) o placebo (n=8) e trattati per per un periodo di 36 settimane. La pH-metria esofagea ha evidenziato la presenza di reflusso acido nel 62% dei soggetti.

Il 41% dei pazienti ha avuto una riacutizzazione durante lo studio, ma  non è stata osservata una differenza significativa tra i due gruppi riguardo al tempo alla prima esacerbazione (log rank test p=0,3169).

Gli autori riportano che 5 dei 9 pazienti nel gruppo esomeprazolo e 2 degli 8 nel braccio palecbo hanno sviluppato riacutizzazioni (odds ratio esomeprazolo vs placebo: 3,455; p=0,334). Non sono  state osservate modificazioni nel volume espiratorio massimo in un secondo, nel Gastroesophageal Symptom Assessment Score e nella qualità di vita complessiva tra i due gruppi.

«In questo studio prospettico di piccole dimensioni la soppressione dell’acidità gastrica con esomeprazolo non ha prodotto miglioramenti della funzionalità polmonare nè ridotto numero e frequenza di riacutizzazioni nei pazienti con fibrosi cistica rispetto al placebo», dicono gli autori. Che concludono. «E’ necessario valutare più attentamente i rischi e i benefici della terapia antisecretiva nei pazienti con fibrosi cistica».

Danilo Ruggeri
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