Pneumologia

Espettorato purulento e dosaggio della proteina C reattiva per individuare quali riacutizzazioni di BPCO trattare con antibiotici

Come fare a identificare le riacutizzazione di BPCO lieve-moderata che non richiedono il trattamento antibiotico? La risposta, secondo lo spagnolo Marc Miravittles e i suoi colleghi del Dipartmento di Pneumologia, Hospital Universitari Vall d'Hebron, Barcellona, è utilizzare uno dei criteri di Anthonisen e precisamente la presenza di espettorato purulento, insieme al dosaggio della proteina C reattiva (PCR).

Miravittles ricorda sulle pagine di Chest che i criteri di Antonisen sono ampiamente utilizzati per guidare il ricorso agli antibiotici nelle riacutizzazioni della BPCO. Le linee guida dicono che il trattamento antibiotico è indicato in pazienti con BPCO moderata-grave con riacutizzazioni Anthonisen tipo I (aumento dispnea + aumento volume espettorato + aumento purulenza espettorato), Anthonisen tipo II (con due sintomi, di cui uno dev’essere espettorato purulento) e nei pazienti ricoverati in ospedale. Nella BPCO lieve-moderata però risulta ancora poco chiaro quando e se ricorrere alla terapia antibiotica nel caso di riacutizzazione.

«Abbiamo quindi valutato quali fossero i migliori fattori predittivi di outcome nelle  esacerbazioni della BPCO di gravità  lieve-moderata», spiega Miravittles. Sono stati utilizzati i dati relativi a 152 pazienti del braccio placebo di uno studio condotto sull’efficacia di amoxicillina/clavulanato nelle riacutizzazioni di BPCO. Un’analisi di regressione logica multivariata ha valutato la risposta clinica in relazione ai criteri di Anthonisen e al dosaggio della PCR, con un cut-off fissato a 40mg/l.

«Il fallimento clinico senza antibiotici è stato osservato nel 19,9% dei pazienti rispetto al 9,5% con amoxicillina/acido clavulanico (P=0.022)», riferisce il clinico spagnolo. «L’unico fattore associato significativamente con un aumentato rischio di fallimento clinico senza antibiotici era l’incremento della purulenza nell’espettorato (OR 6,1, 95%CI, 1,4-25,0, P=0,005) e dei valori di PCR ≥ 40 mg/l (OR 13,4; 95% CI, 4,6-38,8, P<0,001). Ma quando entrambi i fattori erano presenti la probabilità di fallimento clinico senza antibiotici era del 63,7%».

I criteri di Anthonise hanno mostrato un’area sotto la curva di 0,708 nel predire l’outcome clinico. Aggiungendo il dosaggio di PCR, l’area sotto la curva è aumentata significativamente a 0,842 (P<0,001). «Tra i criteri di Anthonisen solamente un aumento nella purulenza dell’espettorato è un fattore predittivo significativo di fallimento clinico in assenza di una terapia antibiotica», commenta Miravittles. «Il dosaggio della PCR aumenta significativamente l’accuratezza predittiva. Entrambi questi elementi facili da ottenere possono aiutare i clinici a identificare quei pazienti con riacutizzazioni di BPCO lieve-moderata che possono essere trattati senza antibiotici in modo sicuro in un setting ambulatoriale».

Marc Miravitlles et al. Is It Possible to Identify Exacerbations of Mild to Moderate COPD That Do Not Require Antibiotic Treatment? Chest. 2013;144(5):1571-1577
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