Pneumologia

Fibrosi cistica e bronchiectasie, nuovi farmaci dal progetto europeo coordinato dal prof. Francesco Blasi

Quando si parla di finanziamenti alla ricerca è sempre un argomento che affrontiamo con grande piacere. In questo caso, a maggior ragione perché innanzitutto il finanziamento riguarda la ricerca su nuovi farmaci innovativi per la cura delle bronchiectasie (antibiotici) e per la fibrosi cistica, e in secondo luogo perché a coordinare  i trials clinici. sarà un gruppo italiano guidato dal prof. Francesco Blasi, del Dipartimento di Fisiopatologia medico-chirurgica e dei Trapianti, dell’Università statale di Milano

Il progetto europeo prevede un finanziamento di 50 milioni di euro per lo sviluppo di nuovi trattamenti farmacologici che possano migliorare la vita dei pazienti affetti da fibrosi cistica e bronchiectasie.

Il prof. Blasi sarà il Coordinatore Scientifico del workpackage WP4C, gestirà gli studi clinici e coordinerà lo sviluppo clinico di due antibiotici per via inalatoria per i pazienti con bronchiectasie.

Abbiamo approfondito l’argomento proprio con il prof. Blasi.

Quali sono gli obiettivi di questo progetto e da chi è finanziato?
Il progetto iABC è focalizzato alla definizione e allo sviluppo di soluzioni innovative in risposta all’urgente bisogno di nuovi trattamenti con antibiotici inalatori nei pazienti affetti da Fibrosi Cistica e da Bronchiectasie.

Il progetto denominato iABC (inhaled Antibiotics in Bronchiectasis and Cystic Fibrosis) sostanzialmente si occuperà di nuovi farmaci per cura delle bronchiectasie e della fibrosi cistica. E’ un progetto finanziato dall’IMI (Innovative Medicines Initiative) che fa parte della Commissione Europea (è un ente indipendente ma partner della Commissione Europea) e cofinanziato da due case farmaceutiche, la Novartis e la Basilea, che contribuiranno per il 50% dei fondi. In totale avremo 50 milioni di euro in 5 anni.

Andando più nel dettaglio, su quali farmaci vi concentrerete?
La finalità di questo progetto è quella di mettere a punto due antibiotici. Uno lo conosciamo già, è la tobramicina inalatoria della Novartis, che però verrà utilizzata con nuovi dosaggi e posologia nella fibrosi cistica e nelle bronchiectasie (in cui non c’è nessun antibiotico inalatorio approvato per l’uso). Nelle bronchiectasie sono malattie sostanzialmente orfane dal punto di vista terapeutico.
Il secondo è un monobattamico, quindi, un beta lattamico di nuova concezione, completamente nuovo e che Basilea sta sviluppando per via endovenosa. Nello studio, invece, verrà sviluppato dalla fase I alla III per via inalatoria. Sarà, quindi, un nuovo antibiotico con attività spiccatissima verso Pseudomonas aeruginosa e, quindi, con una copertura anche dei ceppi multiresistenti.

Quali centri sono coinvolti negli studi?
Il progetto coinvolge sostanzialmente 10 Nazioni a livello Europeo (Irlanda del Nord, Scozia, Inghilterra, Spagna, Germania, Francia, Italia, Belgio, Olanda e Svizzera) e verranno coinvolti un centinaio di centri tra fibrosi cistica e bronchiectasie.

L’idea è quella di avere un primo sviluppo del farmaco di Basilea in Germania (fase I), invece la fase II sarà coordinata da me e dall’Università di Milano per gli studi delle bronchiectasie. Io sono anche parte dello steering committee per quanto riguarda gli studi per la fibrosi cistica.

Il progetto è stato firmato la settimana scorsa e abbiamo 5 anni; i primi risultati, per quanto riguarda il nuovo farmaco della Basilea, e quindi tutti i dati di tollerabilità e di potenzialità d’uso per via inalatoria, li avremo entro il primo anno e mezzo e poi partiranno gli studi.

In mezzo tra fase I e fase II, ci sarà un incontro con le autorità regolatorie dell’Ema per valutare al meglio i possibili outcome dei protocolli. In particolare, saranno proposti nuovi outcome utilizzando nuovi macchinari per la valutazione della situazione polmonare in soggetti con bronchiectasie e fibrosi cistica e nuovi biomarcatori.

Quindi, c’è tutto uno studio corollario al puro studio clinico sui nuovi antibiotici, per individuare nuove metodiche di valutazione della salute del paziente e nuovi biomarcatori .
Per la nuova formulazione della tobramicina, effettueremo uno studio di fase II con un dose finding per la nuova posologia, che coinvolgerà una sessantina di pazienti con fibrosi cistica, che verranno reclutati dai centri fibrosi cistica europei compreso quello di Milano e questo consentirà di ottimizzare l’uso di un antibiotico che è già in commercio e poi verrà utilizzato per le bronchiectasie.

Quindi, avremo lo studio di validazione dello stesso antibiotico nelle bronchiectasie. Questo è un passo avanti per una patologia che è poco conosciuta ma che è molto frequente nella popolazione e che finora non ha nessun trattamento approvato né in America e né in Europa. Tutti infatti vengono trattati con off-label con antibiotici inalatoria dalla gentamicina alla colistina, senza che questi siano approvati e soprattutto senza studi clinici che dimostrino adeguatamente l’efficacia di questi provvedimenti terapeutici.

Cosa puo’ dirci, invece, per registro europeo delle bronchiectasie?
All’interno di questo progetto, si inserisce anche l’iniziativa EMBARC che è il registro europeo delle bronchiectasie. Questa è un’iniziativa che è partita già prima di questo progetto. Lo steering committee è composto dal prof. James D Chalmers dell’Università di Dundee, dal prof. Stefano Aliberti dell’Università Bicocca, dal sottoscritto, da prof. Tobias Welte di Hanover e dal prof. Antoni Torres di Barcellona.

Si tratta del primo registro europeo che raccoglierà i pazienti con bronchiectasie da tutta Europa, quindi, i dati dei pazienti seguiti prospetticamente. In Italia ci sarà un registro italiano che è già partito sotto l’egida della Società Italiana di Malattie Respiratorie (S.I.Me.R.), di cui io sono presidente, e consentirà di raccogliere per la prima volta una grande messe di dati per definire al meglio la gestione dei pazienti con bronchiectasie.

Inoltre, EMBARC servirà da serbatoio per i trial clinici. EMBARC è già collegato con altri grossi registri, quello australiano e quello americano, e questo consentirà alla fine di avere un registro mondiale delle bronchiectasie e sarà un grosso vantaggio per tutti.

EMBARC e iABC fanno parte dello stesso progetto?
EMARC è un workpackage del progetto iABC e, quindi, fa parte integrante del progetto anche se il registro è partito l’anno scorso. Finora nel registro ci sono più di 1500 pazienti registrati e pensiamo che entro un anno dalla partenza di questo nuovo progetto dovremmo arrivare ad avere tra i 5000 e 10.000 pazienti, dipenderà dal lavoro dei vari centri.
In conclusione, questo nuovo progetto che coinvolgerà i maggiori esperti e centri europei, svilupperà nuovi antibiotici per uso inalatorio per alleviare i sintomi delle infezioni respiratorie croniche che rappresentano la causa principale di malattia e di mortalità dei pazienti con fibrosi cistica e con bronchiectasie.

Emilia Vaccaro

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