Fibrosi polmonare idiopatica, dati promettenti in fase 2 da proteina ricombinante umana pentraxina 2 #ATS2019

Sono stati presentati nel corso dell'ultimo congresso dell'American Thoracic Society e, al contempo, sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Respiratory Medicine, i risultati relativi alla fase di estensione, a 76 settimane, di uno studio sull'impiego di una versione ricombinante umana della proteina pentraxina 2 (nota anche con la sigla PRM-151 attribuita dall'azienda responsabile del suo sviluppo - Promedior, una compagnia biofarmaceutica Usa). L'analisi presentata al Congresso ha documentato la capacitÓ di questa proteina di preservare la funzione polmonare riducendo il declino di FVC e della distanza percorsa in 6 minuti al test della deambulazione, confermano i risultati positivi giÓ ottenuti nella prima fase del trial, in doppio cieco, a 28 settimane dall'inizio del trattamento.

Sono stati presentati nel corso dell'ultimo congresso dell'American Thoracic Society e, al contempo, sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet Respiratory Medicine (1), i risultati relativi alla fase di estensione, a 76 settimane, di uno studio sull'impiego di una versione ricombinante umana della proteina pentraxina 2 (nota anche con la sigla PRM-151 attribuita dall'azienda responsabile del suo sviluppo – Promedior, una compagnia biofarmaceutica Usa).

L'analisi presentata al Congresso ha documentato la capacità di questa proteina di preservare la funzione polmonare riducendo il declino di FVC e della distanza percorsa in 6 minuti al test della deambulazione, confermano i risultati positivi già ottenuti nella prima fase del trial, in doppio cieco, a 28 settimane dall'inizio del trattamento.

Informazioni su  PRM-151
PRM-151 è una proteina in grado di indirizzare alcune componenti del sistema immunitario “a spegnersi”, ripristinando la condizione pre-fibrotica. E' stata anche documentata la capacità di questa proteina di rimuovere e sostituire il tessuto di cicatrizzazione.

La molecola ha ottenuto, lo scorso mese di marzo, la designazione di breakthrough therapy da parte dell'Fda per la cura della fibrosi polmonare idiopatica, accelerando così l'iter registrativo del farmaco.

Lo studio
I risultati del trial di fase 2, in doppio cieco, randomizzato e controllato, sull'impiego di questa proteina avevano dimostrato, a 28 settimane, come il trattamento fosse associato ad una riduzione del declino in percentuale della FVC predetta e a stabilizzare la distanza percorsa al test della deambulazione a 6 minuti rispetto quanto osservato nel gruppo placebo.

I pazienti che hanno completato la prima parte del trial sono stati eleggibili per l'inclusione nella successiva fase di estensione in aperto, che ha valutato la sicurezza e l'efficacia di PRM-151 a 76 settimane.

Lo studio di estensione ha incluso 111 pazienti, dei quali 37 erano stati inizialmente allocati a trattamento con placebo. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad un ciclo di trattamento con PRM-151 della durata di 28 settimane, partendo da una dose di carico pari a 10 mg/kg di PRM-151 in infusioni della durata di un'ora in corrispondenza dei giorni 1, 3 e 5 nel corso della prima settimana del ciclo, per arrivare ad una dose singola di PRM-151 a cadenza settimanale per le settimane successive.

Ottantaquattro pazienti (pari al 76% sul totale) erano in trattamento concomitante per l'IPF con pirfenidone (n=55) o nintedanib (n=29).

Alla 76esima settimana, la variazione media osservata di FVC è stata pari a 191,7 ml nei pazienti che avevano continuato il trattamento con PRM-151 rispetto a 213,1 ml in quelli inizialmente allocati al gruppo placebo nella prima parte dello studio.

Considerando il test della deambulazione 6MWT, invece, la variazione media della distanza percorsa è stata pari a 5,9 m nei pazienti che non avevano mai interrotto il trattamento con PRM-151 rispetto a 35,2 m in quelli inizialmente allocati al gruppo placebo, il che corrisponde ad un beneficio complessivo di 29,3 m con PRM-151.

Quanto alla safety, infine, il tasso di eventi avversi legato al trattamento è risultato consistente con le sequele di IPF a lungo termine.

Il commento degli esperti
In un editoriale di accompagnamento al lavoro (2), gli estensori del commento hanno sottolineato la necessità di approfondire, con nuovi dati, le conoscenze su questo promettente agente farmacologico.

“I segnali di sicurezza e di efficacia emersi dal trial clinico randomizzato e controllato e dalla fase di estensione – scrivono – giustificano la necessità di condurre un più ampio studio di fase 3, con la speranza di rendere disponibile al più presto un'opzione terapeutica add on alle terapie esistenti nei pazienti con IPF che abbia efficacia sostenuta nel tempo e un profilo minimo di effetti collaterali, anche in co-somministrazione con agenti antifibrotici”.

NC

Bibliografia
1) Raghu G et al. Long-term treatment with recombinant human pentraxin 2 protein in patients with idiopathic pulmonary fibrosis: an open-label extension study. Lancet Respiratory Medicine 2019; e-pub ahead-of-print
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2) Tzouvelekis A et al. Human pentraxin 2 protein treatment for IPF. Lancet Respiratory Medicine 2019; e-pub ahead-of-print
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