Nel valutare la quantità di esercizio fisico più appropriata per il fitness cardiorespiratorio occorre effettuare delle misurazioni proporzionali alla massa magra del paziente poiché risultano le più appropriate. Il fitness cardiorespiratorio è l’attività fisica svolta al fine di salvaguardare il sistema cardiovascolare e polmonare. È quanto emerge da uno studio pubblicato di recente su Clinical Physiology and Functional Imaging.

Questo studio, dell'Università della Finlandia Orientale, mostra che, riportando in scala il consumo d'ossigeno massimo (VO2 max) e il carico di lavoro massimo (Wmax) dal peso corporeo, si ottengono delle misure confondenti del fitness cardiorespiratorio.

I test da sforzo, come il test da sforzo massimale al cicloergometro, vengono utilizzati per valutare l’idoneità cardiovascolare. La prestazione massima di un individuo si riferisce alla sua capacità metabolica, mentre la dimensione di un individuo è un fattore importante del VO2 max e del Wmax, i cui valori assoluti devono essere aggiustati in base alle dimensioni del corpo o alla sua composizione per poter consentire il confronto tra gli individui.
Le misure di peso, tradizionalmente utilizzate sono potenzialmente confuse dall’adiposità del corpo che ostacola la loro interpretazione e l’applicabilità nella valutazione clinica di fitness cardiorespiratoria.
In questo studio i ricercatori hanno puntato a individuare la misura più appropriata delle dimensione del corpo o della composizione di esso per valutare la forma fisica  cardiorespiratoria tra i bambini.
Il team di ricercatori, con a capo il dottor Tuomo Tompuri, è stato il primo a pubblicare una analisi metodologica della relazione tra le variabili di capacità e composizione corporea in 38 bambini sani di 7-8 anni, con caratteristiche simili. Le misurazioni sono state effettuate nell'ambito di studi sull’attività fisica e sulla nutrizione dei bambini.

I ricercatori hanno valutato il peso corporeo e l'altezza, il carico di lavoro massimo (Wmax) e il consumo d'ossigeno massimo (VO2 max) con il test da sforzo massimale al cicloergometro e con l'analisi dei gas respiratori, e la massa magra (Lm) e la massa grassa (Fm) attraverso  il Dual energy X-ray Absorptiometry (DXA) e analisi bioimpedenziometrica di alta qualità.

Dai dati ottenuti è emerso che la massa magra (r> 0,54) e l'altezza (r> 0,51) avevano forti correlazioni positive con i valori assoluti di  Wmax e VO2 max rispetto al peso (r> 0,30) nelle ragazze e nei ragazzi. Nessuna delle misure delle dimensioni del corpo o della composizione erano correlati con la Lm proporzionale a Wmax o VO2 max nelle ragazze o nei ragazzi. Solo la Lm era correlata positivamente con l’altezza proporzionale a Wmax (r = 0,65) e a VO2 MAX (r = 0,71) nei ragazzi. La Fm era correlata negativamente con il peso proporzionale a Wmax (r <-0,58) e a VO2 max (r <-0, 64) nelle ragazze e nei ragazzi. La Fm era un fattore determinante più forte del peso proporzionale a Wmax (β = -0 • 68) e VO2 max (β = -0 • 61) rispetto alle prestazioni dell’esercizio nei modelli di regressione lineare multivariata.

Il presente studio dimostra che i risultati dei test ridimensionati alla massa magra sono stati i migliori per misurare la forma fisica cardiorespiratoria. A tale scopo, sia attraverso il DXA sia attraverso i metodi più facilmente accessibile di impedenza è possibile valutare la massa magra.
Il ridimensionamento del peso corporeo invece introduce confusione a causa dell’adiposità del corpo, così come la massa grassa. 

Tuttavia, il ridimensionamento del peso corporeo è ragionevole nel valutare la capacità funzionale di un individuo, che si riferisce a una misura composita dell’adiposità e dell’adeguatezza cardiorespiratoria. Le misure proporzionali al peso sono inoltre preziosi indicatori del rischio per la salute di adiposità e idoneità cardiorespiratoria. Utilizzando le misure proporzionali all’altezza del corpo, è stato anche possibile evitare confusione a causa dell’adiposità. Tuttavia, l'altezza non è un così preciso indicatore di tessuto muscolare dell'individuo come lo è la massa magra.
Secondo i ricercatori, il ridimensionamento in base alla massa magra dovrebbe piuttosto essere fatto per evitare interpretazioni confuse dell’idoneità cardiorespiratoria. "In pratica, nei soggetti con molto tessuto adiposo potrebbe essere diagnosticata troppo facilmente una scarsa adeguatezza cardiorespiratoria" ha detto il dottor Tompuri.

"E 'fondamentale notare che una metodologia confondente si può riflettere nelle conclusioni scientifiche. I fisiologi sono consapevoli del problema, ma nella pratica clinica e nella ricerca scientifica biomedica, il problema è stato preso in considerazione troppo di rado".

"È di vitale importanza capire ciò che viene misurato. Durante la misurazione dell’adeguatezza cardiorespiratoria, è importante considerare le differenze delle dimensioni corporee in maniera corretta in modo da consentire corrette conclusioni scientifiche sul significato dell’adeguatezza cardiorespiratoria sulla salute umana".

Se il fitness cardiovascolare è un’attività fisica consigliabile a tutte le persone sane come prevenzione primaria per evitare l’insorgenza di spiacevoli malattie, per coloro che hanno subito patologie di diversa natura a livello cardiaco e polmonare viene consigliata una prevenzione di tipo secondario, cioè un tipo di esercizio fisico che, associato alla terapia medica, riduca il rischio di ricadute; tale attività fisica deve però essere fatta su consiglio medico.

Corsa, ciclismo, nuoto, camminata di buon passo. Ma anche canottaggio e sci nordico. Le specialità allenanti il cuore e i polmoni sono diverse, purché l’esercizio fisico sia di tipo sottomassimale, cioè che non vengano superate 50-60% delle proprie capacità allenanti.

Monica Guarini

T. Tompuri et al. Measures of cardiorespiratory fitness in relation to measures of body size and composition among children. Clin Physiol Funct Imaging. 2014 Aug 27. doi: 10.1111/cpf.12185. [Epub ahead of print]

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