Si chiama Galectina 3 uno dei principali attori nei meccanismi a monte dell’infiammazione delle vie aeree nell’asma e potenziale target di  nuovi farmaci mirati. La review su questa nuova classe di molecole eseguita da Peng Gao e colleghi del Priority Research Centre for Asthma and Respiratory

Diseases and Hunter Medical Research Institute, The University of Newcastle, in Australia, getta nuova luce sulla patologia respiratorie e lascia intravedere nuove opportunità di trattamento. «Le galectine costituiscono una famiglia di lectine che si legano ai b-galattosidi», spiega Gao. Recentemente è stato dimostrato che le galectine esplicano importanti attività immunoregolatorie, come la differenziazione cellulare, l’organizzazione tisutale e la regolazione dell’omeostasi immunitaria. «La galectina 3 (Gal-3) è stata dapprima indicata come un proteina legante le IgE e si localizza negli spazie extra cellulari come nelle regioni citoplasmatiche e nucleari», dice Gao. «L’interesse verso questa proteina sta nelle sue molteplici funzioni e nel suo coinvolgimento nella fisiopatologic edi molte malattie. In particolare, interviene in molti aspetti dell’asma, come il reclutamento degli eosinofili, il rimodellamento delle vie aeree, lo sviluppo di un fenotipo Th2 e l’e’aumentata espressione di mediatori di flogosi». Le terapie mirate sull’infiammazione eosinofila nell’asma sono in grado di ridurre le riacutizzazioni della malattia, ma i meccanismi infiammatori che conducono allo sviluppo della sintomatologia asmatica e l’iperresponsività delle vie aeree in assenza di eosinofilia nell’espettorato è tutt’ora poco compresa. «GAl-3 è potenzialmente rilevante nella patogenesi dell’infiammazione nell’asma e i suoi fenotipi», suggerisce il ricercatore australiano.

Gal-3 gioca un importante ruolo anche nel traffico di monociti e macrofagi in quanto fattore chemiotattico e di adesione. Gal-3 promuove l’adesione dei neutrofili umani e concomitantemente è stata vista essere in grado di attivare i neutrofili e potenziarne le capacità fagocitiche.

« Gal-3 umana ricombinante aumenta anche direttamente il rolling e l’adesione degli eosinofili da donatori allergici con un effetto paragonabile a quello evocato da VCAM-1», riferisce Gao. «Tutte queste attività possono essere inibite da specifici anticorpi monoclonali anti Gal-3. Studi in vivo in topi Gal-3 knockout hanno mostrato un’infiltrazione eosinofila, livelli plasmatici di IgE e IL-4 (citochine Th2) significativamente inferiori rispetto ai controlli wild-type. Questo indica un effetto diretto di Gal-3 sul trafficking eosinofilo e suggerisce che questa molecola sia critica per lo sviluppo di una risposta infiammatoria Th2».

Nell’asma la risposta infiammatoria mostra una eterogeneità che coinvolge molti elementi cellulari. Riconoscere i diversi fenotipi infiammatori risulta allora importante per comprendere il processo patologico sottostante e per mettere in campo interventi terapeutici idonei. «Una classificazione dell’asma proposta da Simpson et al suddivide i soggetti asmatici in quattro gruppi in base alla presenza di neutrofili ed eosinofili, che identificano altrettanti sottotipi infiammatori: asma neutrofila; asma eosinofila; asma a componente mista granulocitica e asma paucigranulocitica», ricorda Gao. Ogni sottotipo ha un meccanismo diverso e una risposta diversa alle terapie. «Il meccanismo eosinofilo  vede l’attivazione della via Th2, tipicamente da un allergene e il rilascio di citochine Th2, come IL-4, -5, -9 e -13», chiarisce l’autore. «La forma neutrofila di asma sembra essere indotta da infezioni e inquinanti ambientali, che portano a secrezione di IL-1b e attivazione dell’inflammasoma.

E’ probabile che Gal-3 giochi un ruolo pro-infiammatorio prevalente nelle forme non eosinofile di asma. Gal-3 rappresenta quindi un promettente bersaglio terapeutico per trattamenti mirati in base al fenotipo prevalente dell’asma».

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Danilo Ruggeri