I National Institutes of Health rinnovano il proprio sostegno nella lotta contro l'asma

Pneumologia
Nella Giornata Mondiale dell’Asma 2015, celebratasi il 5 maggio scorso, i National Institutes of Health (NIH) statunitensi hanno rilasciato una dichiarazione con cui rinnovano l’impegno nel sostenere e promuovere gli sforzi per una migliore comprensione della malattia e per l’identificazione di nuove strategie di prevenzione e di cura dell’asma attraverso il continuo supporto a progetti di ricerca e scienziati d’eccellenza.

L’asma è una malattia cronica che colpisce circa 300 milioni di persone in tutto il mondo e che si manifesta con infiammazione delle vie respiratorie, affanno, dispnea, senso di costrizione toracica e tosse. L’asma è causa di disabilità, di ospedalizzazione e di mortalità precoce, condizioni la cui gestione è costosa sia per la famiglia sia per il sistema sanitario.

Sono tre gli istituti, all’interno dei National Institutes of Health, che sostengono e conducono programmi di ricerca sull’asma: il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), il National Heart, Lung, and Blood Institute (NHLBI) e il National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS). I numerosi ricercatori che afferiscono a questi istituti lavorano attivamente per meglio comprendere quali sono i fattori di rischio che portano all’insorgenza dell’asma e che ne determinano il grado di severità, con l’obiettivo di ridurre il peso sanitario e migliorare la qualità della vita delle persone con asma.

Il NIAID conduce e sostiene la ricerca di base, preclinica e clinica che riguarda la comprensione, la prevenzione e il trattamento di patologie immunologiche e infettive. Nell’area della patologia asmatica, l’istituto si dedica allo studio delle conseguenze dell’esposizione a microrganismi e delle loro interazioni con altri allergeni sulle manifestazioni sintomatiche dell’asma. Per esempio, all'inizio di quest'anno, alcuni ricercatori hanno identificato un recettore cellulare per rhinovirus C, un virus che provoca un tipo di raffreddore associato a gravi attacchi di asma. Questo recettore potrebbe rivelarsi un ottimo bersaglio per lo sviluppo di strategie terapeutiche per prevenire e curare raffreddori e attacchi di asma causati da rhinovirus.

L’istituto NHLBI ospita numerosi studi sull’impatto del microbioma e dell’ambiente sui pazienti con asma. AsthmaNet ne è un esempio: si tratta di uno studio clinico multicentrico per l’analisi comparativa del microbioma presente nei polmoni e nell’intestino di tre gruppi di individui adulti: sani senza asma o allergie, senza asma con allergie e asmatici con allergie. Lo scopo è delineare pattern specifici di microorganismi per ciascun gruppo di individui che permetteranno di individuare strategie dirette a bersagli presenti solo in individui asmatici. L’istituto NHLBI sostiene anche il programma COAST, che intende identificare i fattori genetici e ambientali che sono associati all’insorgenza di asma in bambini a rischio, come l’esposizione ad animali domestici, virus alimentari e delle vie respiratorie. Lo studio ha già raggiunto un successo dimostrando che l’infezione da rhinovirus è un forte predittore dell’insorgenza di difficoltà respiratorie prima dei tre anni e di asma a sei anni.

Le ricerche condotte all’istituto NIEHS si concentrano su come i fattori ambientali influiscano sull’insorgenza e sulla severità dell’asma, soprattutto nei pazienti pediatrici. Alcuni studi hanno dimostrato che il fumo durante la gravidanza può avere effetti sulle manifestazioni dell’asma che si trasmettono tra generazioni. Nel 2015, l’istituto NIEHS ha avviato uno studio longitudinale della durata di cinque anni che permetterà di comprendere come i batteri che vivono nel nostro organismo o nelle nostre case, il microbioma, siano associati all’asma e alle sue manifestazioni sintomatiche al fine di fornire informazioni gratuite per la gestione personalizzata della patologia.

Maddalena Donzelli