Alti livelli di fitness cardiorespiratorio in uomini di mezza età sono associati a un minor rischio di sviluppo di cancro polmonare e colorettale, ma non di cancro alla prostata. Lo affermano gli autori di un nuovo studio pubblicato su JAMA che mettono in relazione anche gli alti livelli di fitness con un minor rischio di morte per cancro e per malattie cardiovascolari.

Il fitness cardiovascolare (Crf) è un predittore indipendente di numerose malattie croniche, ma la sua associazione con il cancro o con la sopravvivenza dopo una diagnosi di cancro è ancora poco ricercata.

Gli autori riferiscono che questo studio è il primo a mostrare che la Crf predice l'incidenza di alcuni tipi di cancro e il rischio di morte per malattie cardiovascolari o per cancro dopo la diagnosi.

"Tra gli uomini che avevano sviluppato il cancro, quelli di mezza età, che erano più in forma, avevano un rischio inferiore di morte per tutti e tre i tipi di tumori studiati, così come per le malattie cardiovascolari", ha voluto evidenziare la dottoressa Susan G. Lakoski, dall’University of Vermont a Burlington, che ha collaborato con i suoi colleghi dell'Istituto Cooper a Dallas, specificando inoltre che “Anche un piccolo miglioramento nella forma fisica (1-MET) ha determinato una differenza significativa nella sopravvivenza, riducendo il rischio di morte per cancro del 10% e per malattie cardiovascolari del 25%".

Lo studio in questione ha utilizzato i dati ottenuti dal Cooper Center Longitudinal Study, che è stato gestito in una clinica di medicina preventiva a Dallas; lo studio ha coinvolto 13.949 uomini sottoposti a un esame medico completo, alla valutazione del rischio cardiovascolare e prova fisica (test del tapis roulant) per valutare la Crf. L'età media dei partecipanti era di 49 anni.

L’aggiustamento del modello multivariate includeva l’età, l’anno di esaminazione, l’indice di massa corporea, il fumo, I livelli totali di colesterolo, la pressione sanguigna, il diabete mellito e i livelli di glucosio a digiuno. I livelli di fitness cardiorespiratorio sono stati valutati tra il 1971 e il 2009 mentre l’incidenza del cancro polmonare, colorettare e prostatico sono stati valutati usando i dati del Medicare Parts A e B dal 1999 al 2009: l’analisi è però stata condotta nel 2014.

In un periodo di follow-up di 6,5 anni, 1.310 uomini hanno sviluppato il cancro alla prostata, 200 ai polmoni e 181 al colon-retto.
Lo studio ha rivelato che un alto Crf durante la mezza età, rispetto a un basso Crf, ha determinato una riduzione del 55% nel cancro del polmone (hazard ratio [Hr]: 0,45; 95% intervallo di confidenza [Ic],: 0,29-0,68) e una riduzione del 44 % nel cancro del colon-retto (Hr: 0,56; 95% Ic: 0,36-0,87). Questa associazione non è stata osservata nel cancro della prostata (Hr, 1.22; 95% Ic, 1,02-1,46).

"La relazione tra il fitness e il rischio di cancro alla prostata è controverso", ha spiegato la dottoressa Lakoski "poichè gli uomini con maggiori livelli di Crf sembrerebbero più propensi a subire più frequenti screening di prevenzione sanitaria e/o visite di controllo ottenendo maggiori opportunità di una diagnosi di cancro alla prostata rispetto agli uomini con livelli più bassa Crf".

“Tuttavia, gli uomini che avevano sviluppato il cancro alla prostata presentavano un rischio minore di morire di cancro o di malattie cardiovascolari se avevano livelli più elevati di fitness prima della diagnosi” ha sottolineato la dottoressa Lakoski, ciò suggerisce l'importanza del fitness durante la mezza età per poter migliorare la sopravvivenza in caso di diagnosi di cancro in età più avanzata.

Inoltre, alti livelli di Crf durante la mezza età, rispetto a bassi livelli di Crf, sono stati associati a una riduzione del rischio di morire per cancro del 32% negli uomini dai 65 anni in su che sviluppavano il cancro polmonare, colorettale o prostatico (Hr:, 0,68; 95 % Ic: 0,47-0,98). Inoltre un alto livello di Crf è stato associato a una riduzione del 68% della mortalità per malattie cardiovascolari dopo aver ricevuto una diagnosi di cancro (Hr: 0,32; 95% Ic: 0,16-0,64).

I limiti dello studio sono diversi e includono l'incapacità di valutare la durata e l’intensità del fumo, le fasi del cancro, i cambiamenti del Crf dallo stato iniziale di benessere fino alla diagnosi della malattia.

La dottoressa Lakoski afferma che “aumentare sia l'intensità sia la durata dell’esercizio migliora i livelli di fitness; i pazienti dovrebbero confrontarsi con i loro medici sulla giusta quantità di esercizio con il quale iniziare. Questo è il primo passo fondamentale da compiere".
"Noi suggeriamo che i medici testino l’idoneità fisica del paziente come obiettivo guida per aiutarli  su questo argomento", ha sottolineato la dottoressa. "Questi risultati forniscono il supporto per l'utilità della valutazione del Crf negli ambienti sanitari di prevenzione e di diagnosi di cancro”.

Monica Guarini
Lakosk S. G. et al. Midlife Cardiorespiratory Fitness, Incident Cancer, and Survival After Cancer in Men. AMA Oncol. Published online March 26, 2015. doi:10.1001/jamaoncol.2015.0226
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