Impiego farmaci anti-asma più frequentemente associato a precedente bronchiolite da rhinovirus anziché da virus sinciziale

Pneumologia

I pazienti pediatrici affetti da bronchiolite da rhinovirus hanno una probabilità maggiore di ricorrere all'impiego di farmaci anti-asma ad un anno dall'ospedalizzazione rispetto a quelli affetti da bronchiolite da virus respiratorio sinciziale. La conferma proviene da uno studio prospettico finlandese di recente pubblicazione online ahead-of-print sulla rivista The Pediatric Infectious Disease Journal.

I pazienti pediatrici affetti da bronchiolite da rhinovirus hanno una probabilità maggiore di ricorrere all'impiego di farmaci anti-asma ad un anno dall'ospedalizzazione rispetto a quelli affetti da bronchiolite da virus respiratorio sinciziale.

La conferma proviene da uno studio prospettico finlandese di recente pubblicazione online ahead-of-print sulla rivista The Pediatric Infectious Disease Journal.
La bronchiolite è un'infezione virale caratterizzata da ostruzione delle piccole vie aeree, con comparsa di sibilo e iperinflazione polmonare. Episodi clinicamente significativi di questa condizione si verificano nel 18-32% dei neonati nel primo anno di vita, e nel 9-17% nel secondo, mentre il 3% di tutti i bambini affetti necesita di ospedalizzazione.

Sia il virus respiratorio sinciziale che i rhinovirus sono i principali agenti eziologici di bronchiolite, rendendo conto di una percentuale di casi che oscilla dal 69% all'85%.
Mentre la bronchiolite sostenuta dal virus respiratorio sinciziale viene documentata, in prevalenza, nel corso del primo anno di vita, quella sostenuta dai rhinovirus colpisce prevalentemente i neonati nel secondo anno di vita.

“Da tempo è noto che la bronchiolite è associata ad un aumento del rischio di sviluppo successivo della condizione di respiro sibilante e di asma nel bambino, soprattutto se questa è sostenuta da virus diversi dal virus respiratorio sinciziale, come nel caso dei rhinovirus – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro”.

L'assenza di dati provenienti dalla vita reale sulla presenza di sintomi presuntivi di asma e l'impiego di farmaci anti-asmatici post-bronchiolite nella prima infanzia, ha sollecitato la messa a punto di questo studio, avente lo scopo di valutare l'associazione tra la bronchiolite sostenuta da virus (in particolare il virus respiratorio sinciziale e i rhinovirus) e l'impiego di farmaci anti-asma (outcome primario) e di corticosteroidi sistemici (outcome secondario) nel corso del primo anno post-bronchiolite.

A tal scopo, i ricercatori hanno preso in considerazione 408 pazienti pediatrici provenienti dallo studio finlandese MARC-30, uno studio multicentrico di coorte condotto dalla rete nazionale di Medicina di Emergenza. I piccoli pazienti avevano un'età inferiore a 24 mesi al momento della loro ospedalizzazione per bronchiolite in unità pediatriche o di cure intensive.

I virus sono stati individuati mediante test PCR degli aspirati nasofaringei, mentre sono state condotte interviste strutturate ai genitori dei piccoli pazienti volte ad ottenere informazioni demografiche e mediche di base accompagnate da una raccolta dati relativa ai segni, ai sintomi e alla gestione dell'infezione responsabile della bronchiolite nel singolo neonato.

A distanza di un anno, i genitori hanno ricevuto, inoltre, un questionario strutturato allo scopo di acquisire informazioni relative all'impiego di farmaci anti-asmatici (e corticosteroidi).

Su un totale di 408 pazienti, 365 (pari all'89% del campione) hanno completato l'anno di follow-up previsto dal protocollo dello studio.
I ricercatori hanno osservato che l'impiego di farmaci anti-asma nei pazienti affetti precedentemente da bronchiolite sostenuta da rhinovirus era superiore a quello osservato nei pazienti con bronchiolite sostenuta da virus respiratorio sinciziale (61% vs 15%; aOR= 7,5; IC95%= 3,7-15,3)
Non solo: è stato mostrato anche che il 36% dei piccoli con bronchiolite non sostenuta da entrambi i virus sopramenzionati faceva uso di farmaci anti-asmatici (aOR= 2,6; IC95%= 1,3-5,3).

Inoltre, lo studio ha documentato come la bronchiolite sostenuta da rhinovirus risultasse essere associata a più cicli di corticosteroidi sistemici nel corso del follow-up e come i risultati relativi all'outcome primario fossero sostanzialmente simili anche in un sottogruppo di neonati di età inferiore ai 12 mesi con primo episodio di respiro sibilante (definizione più stringente di bronchiolite).

Nicola Casella

Bibliografia
Bergroth E, et al. Pediatr Infect Dis J. 2015;doi:10.1097/INF.0000000000001017.
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