Pneumologia

Infezione polmonare da NTM: interrogazione parlamentare per chiedere maggiori diritti ai pazienti

Più diritti ai pazienti, riconoscimento nei Lea, benefici lavorativi e pensionistici. Sono queste alcune delle richieste presentate dalla senatrice Maria Rizzotti, della 12 Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, il 7 aprile con un'interrogazione parlamentare incentrata sui pazienti affetti da malattia polmonare da micobatteri non tubercolari (NTM-PD), una rara e grave infezione che colpisce prevalentemente gli individui al di sopra dei 50 anni, in particolare quelli con infezione da HIV, affetti da fibrosi cistica o da patologie polmonari quali la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e quelli sottoposti a terapie immunosoppressive.

Più diritti ai pazienti, riconoscimento nei Lea, benefici lavorativi e pensionistici. Sono queste alcune delle richieste presentate dalla senatrice Maria Rizzotti, membro della 12 Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato, il 7 aprile con un’interrogazione parlamentare incentrata sui pazienti affetti da malattia polmonare da micobatteri non tubercolari (NTM-PD), una rara e grave infezione che colpisce prevalentemente gli individui al di sopra dei 50 anni, in particolare quelli con infezione da HIV, affetti da fibrosi cistica o da patologie polmonari quali la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e quelli sottoposti a terapie immunosoppressive.

“La prima richiesta è riconoscerla come malattia rara e nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questo non soltanto aiuterebbe i pazienti a sostenere i costi per la terapia, costi che possono essere non indifferenti, ma permetterebbe anche di monitorare la malattia sia a livello numerico sia consentendo di creare una rete di supporto, in quanto la malattia richiede diversi esperti (medico di base, specialista, microbiologo, fisioterapista per la riabilitazione polmonare)” ha dichiarato Rizzotti ai microfoni di PharmaStar.

Una seconda richiesta è il riconoscimento dell’invalidità per questa patologia; dobbiamo considerare che il sintomo più eclatante è una tosse stizzosa e incontrollabile per tutta la giornata, che rende difficile il lavoro, oltre alla necessità di continue richieste di permessi per visite e terapie.

La terza necessità, più immediata, è riconoscere queste persone e i loro caregiver come pazienti fragili, che hanno il diritto di essere vaccinati subito contro il Covid, in quanto in queste persone l’infezione presenta una prognosi infausta.



La malattia polmonare da micobatteri non tubercolari (NTM-PD)
La malattia polmonare da micobatteri non tubercolari è una infezione batterica a trasmissione ambientale rara e grave; difficilmente la malattia si trasmette per contatto interumano, la cui insorgenza è riconducibile alla presenza di specie micobatteriche diverse rispetto a quelle che causano la tubercolosi. I micobatteri non tubercolari (Non Tuberculous Mycobacteria, NTM), si trovano nell’ambiente naturale a livello del suolo e dell’acqua, alcuni dei quali sono considerati come specie opportunistiche sia di vari animali che dell’uomo stesso e sono responsabili dell’insorgenza di patologie polmonari con sintomatologia e prognosi variabili, spesso refrattarie al trattamento.

Il tasso di incidenza e, di conseguenza, di mortalità della NTM-PD è in aumento e le difficoltà in fase diagnostica, sommate alla peculiare resistenza al trattamento da parte dei micobatteri non tubercolari, rendono particolarmente arduo stabilire un percorso di gestione della malattia.

La sintomatologia è infatti piuttosto vaga e comprende febbre, calo di peso, tosse, astenia, disturbi gastrointestinali, sudorazione notturna e presenza di sangue nell'espettorato; la gestione può richiedere frequenti e prolungati ricoveri ospedalieri.

La corretta identificazione dell’agente infettivo è il punto di partenza di una buona diagnosi e passa necessariamente attraverso un esame colturale. In seconda battuta va considerata una buona osservazione clinica dei sintomi. Le radiografie toraciche sono importanti ma possono produrre quadri per certi versi sovrapponibili a quelli dei pazienti affetti da tubercolosi, quali lesioni polmonari cavitarie e nodulari o bronchiectasie (malformazioni croniche dei bronchi).

La terapia delle infezioni da NMT
La terapia rappresenta un nodo critico: buona parte dei micobatteri non tubercolari è resistente a un gran numero di antibiotici. Tutto ciò allunga e complica il percorso terapeutico, aumentandone i costi e incidendo notevolmente sulla qualità di vita del paziente. I più comuni antibiotici per il trattamento dell’infezione comprendono etambutolo, claritromicina, azitromicina, rifabutina, rifampicina e anche antibiotici non specificamente approvati per la NTM-LD, quali ciprofloxacina, clofazimina e amikacina.

Considerate le peculiarità dei micobatteri NTM, i regimi terapeutici spesso prevedono da 2 a 4 farmaci somministrati per periodi fino a 18-24 mesi (anche se i soggetti affetti da HIV possono essere costretti a terapie che durano per tutta la vita). Anche dopo il raggiungimento della conversione dell’esame colturale, ossia l'avvenuta eradicazione dell'infezione, i cicli di antibiotici possono continuare per un periodo di circa 12 mesi.

“Uno studio pubblicato sull’European Respiratory Journal ha dimostrato che sono state testate fino a 39 diverse combinazioni di antibiotici prima di arrivare all’antibiotico o all’associazione corretta per il singolo caso” ha concluso la senatrice. “Procedere per tentativi nella scelta dell’antibiotico comporta il rischio che si possono creare ulteriori resistenze agli antibiotici. Quindi la corretta identificazione dell’agente infettivo è proprio il punto di partenza”.


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