Pneumologia

Infezioni respiratorie delle vie superiori, ritardare la prescrizione di antibiotici potrebbe ridurne un impiego non appropriato?

L'adozione di una strategia di prescrizione antibiotica "attendista" potrebbe rappresentare un approccio utile alla gestione dei pazienti con infezioni respiratorie acute non complicate, riducendone l'impiego (crescente) non appropriato. Queste le conclusioni di uno studio di recente pubblicazione sulla rivista Annals of Intenral Medicine che ha dimostrato il beneficio clinico derivante dall'adozione di un approccio "attendista" alla prescrizione antibiotica.

L'adozione di una strategia di prescrizione antibiotica “attendista” potrebbe rappresentare un approccio utile alla gestione dei pazienti con infezioni respiratorie acute non complicate, riducendone l'impiego (crescente) non appropriato.

Queste le conclusioni di uno studio di recente pubblicazione sulla rivista Annals of Internal Medicine che ha dimostrato il beneficio clinico derivante dall'adozione di un approccio “attendista” alla prescrizione antibiotica.

“Molte infezioni delle vie respiratorie superiori che si sviluppano in pazienti ambulatoriali sono ascrivibili a virus – spiegano gli autori nell'introduzione al lavoro – per i quali il ricorso agli antibiotici non ha ragion d'essere.”

“Pertanto – continuano gli autori – in medicina di base, dove è normale che possa esservi una più elevata incertezza diagnostica, è stato da tempo suggerito il ricorso a strategie “attendiste” di prescrizione di antibiotici proprio allo scopo di ridurre l'impiego inappropriato di questa categoria di farmaci, causa di aumento di resistenze batteriche e, quindi, di inefficacia.”

Obiettivo di questo trial controllato e randomizzato “in aperto” è stato quello di determinare l'efficacia e la safety di due strategie di procrastinazione della prescrizione antibiotica nelle infezioni respiratorie acute non complicate rispetto alla prescrizione antibiotica immediata o alla mancata prescrizione di questi farmaci.

A tal scopo sono stati reclutati in 23 centri di Medicina di Base dislocati sul territorio spagnoli 405 pazienti adulti affetti da infezioni respiratorie acute non complicate (faringiti acute, rinosinusiti, bronchiti acute, esacerbazioni di BPCO). Di questi, 398 (non fumatori e non affetti da comorbidità respiratorie) sono stati ammessi alla randomizzazione a 4 strategie di trattamento: prescrizione antibiotica immediata, assenza di prescrizione, prescrizione sollecitata dal paziente e somministrazione proposta e guidata dal medico. In entrambi gli ultimi due casi di strategia ritardata di prescrizione antibiotica, ai pazienti venivano date le medesime istruzioni su quando usare gli antibiotici o tornare a visita medica per ottenerne la prescrizione.

Outcome primario dello studio era costituito dalla durata e dalla severità della sintomatologia riferita dagli stessi pazienti mediante compilazione di appositi questionari giornalieri. L'entità di ciascun sintomo analizzato era classificata con un punteggio da 0 a 6 sulla scala di Likert (punteggi pari a 3-4 erano indicativi di sintomatologia moderata mentre punteggi pari a 5 o 6 lo erano di sintomatologia severa).

Tra gli outcome secondari considerati, invece, vi sono stati la valutazione dell'impiego di antibiotici, il grado di soddisfazione sul trattamento ricevuto, e l'assenza dal posto di lavoro.

I risultati hanno mostrato che la durata della sintomatologia moderata riferita dai pazienti nel gruppo sottoposto a trattamento antibiotico immediato è risultata statisticamente inferiore (4,7±4 giorni) rispetto ai 5,2±4,3 giorni, ai 6±5,5 e ai 6,5±5,2 giorni documentati, rispettivamente, nel gruppo con somministrazione ritardata guidata dal medico, in quello con prescrizione antibiotica sollecitata dal paziente e in quello non sottoposto a trattamento antibiotico (p<0,001).
Un pattern simile è stato osservato nei pazienti con sintomatologia elevata (p= 0,002).

Il solo sintomo individuale che ha mostrato una durata significativamente maggiore sia nei gruppi con prescrizione antibiotica ritardata, sia nel gruppo non trattato con antibiotici è stato quello di un malessere generale (p=0,002).

Inoltre, in entrambi i gruppi sottoposti a prescrizione antibiotica ritardata, solo il 23% di quelli afferenti al gruppo con somministrazione guidata dal medico e il 32% di quelli con prescrizione antibiotica sollecitata dal paziente hanno effettivamente fatto ricorso ad antibiotici rispetto al 92% di quelli sottoposti a trattamento antibiotico immediato.

Quanto ai dati relativi alla mancanza dal posto di lavoro, l'assenteismo è risultato essere inferiore in entrambi i gruppo sottoposti a prescrizione antibiotica ritardata (21,4% e 25,8% rispettivamente) rispetto ai pazienti sottoposti a trattamento antibiotico immediato (33,3%) e a quelli non trattati con antibiotici (39,8%) (p=0,05).

In conclusione, i risultati di questo studio sulle strategie antibiotiche di trattamento delle infezioni respiratorie non complicate hanno mostrato come l'adozione di strategie di prescrizione antibiotica ritardata si associ ad un'entità e ad una durata della sintomatologia leggermente superiori ma clinicamente simili, nonché ad una riduzione sostanziale dell'impiego di questi farmaci rispetto ai pazienti sottoposti a trattamento antibiotico immediato.

In caso di incertezza diagnostica, pertanto, l'adozione di queste strategie di prescrizione ritardata dovrebbe diventare prassi clinica comune, dal momento che il loro impiego è in grado di ridurre il ricorso inappropriato a questa classe di farmaci.

Nicola Casella

Bibliografia

de la Poza Abad M et al. Prescription Strategies in Acute Uncomplicated Respiratory Infections. JAMA Intern Med. 2016;176(1):21-29. doi:10.1001/jamainternmed.2015.7088
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