Pneumologia

Interstiziopatia polmonare associata a sclerosi sistemica: gli anticorpi anti-chemochine ne predicono deterioramento

La presenza di anticorpi contri i recettori delle chemochine CXR3 e CXR4 correla con la severitÓ di malattia polmonare interstiziale associata a sclerosi sistemica. Queste le conclusioni di uno studio di recente pubblicazione su Arthritis Research and Therapy che ipotizza un possibile impiego futuro dei livelli di questi anticorpi per la stratificazione del rischio in questi pazienti

La presenza di anticorpi contri i recettori delle chemochine CXR3 e CXR4 correla con la severità di malattia polmonare interstiziale associata a sclerosi sistemica.

Queste le conclusioni di uno studio di recente pubblicazione su Arthritis Research and Therapy che ipotizza un possibile impiego futuro dei livelli di questi anticorpi per la stratificazione del rischio in questi pazienti

Razionale o obiettivi dello studio
La sclerosi sistemica (Ssc) è una severa malattia ad eziologia autoimmunitaria, caratterizzata da vasculopatia e fibrosi. La malattia polmonare interstiziale ad essa associata (Ssc-ILD), rappresenta una delle cause più frequenti di mortalità, e si manifesta per attivazione e accumulo di cellule T, neutrofili e monociti nei siti di infiammazione.

“I recettori delle chemochine CXCR3 CXCR4 sono recettori accoppiati alla proteina G che mediano la migrazione di cellule differenti, come linfociti, cellule progenitrici endoteliali e cellule staminale – scrivono i ricercatori nell'introduzione al lavoro”.

Questi recettori sono coinvolti nella patogenesi della fibrosi, un elemento distintivo chiave della sclerosi sistemica (Ssc) e alcuni studi hanno ipotizzato la presenza di anticorpi IgG contro di essi nei pazienti affetti dalla malattia.

Sulla base di questa assunzione, i ricercatori hanno messo a punto un test ELISA per misurare la concentrazione di questi anticorpi a livello sierico.

Per determinare se gli anticorpi anti-CXCR3/4, insieme ai recettori corrispondenti, potessero comportarsi come biomarker di Ssc o di danno d'organo ad essa correlato, hanno studiato 449 sieri prelevati da 327 pazienti con Ssc e 425 sieri provenienti da 312 donatori sani, mettendo a confronto i livelli anticorpali di entrambi i gruppi.

Inoltre, nei pazienti con Ssc, hanno messo a confronto i livelli anticorpali con le caratteristiche cliniche dei pazienti (danno d'organo, severità malattia).

Risultati principali
Dall'analisi dei dati è emerso che i livelli anticorpali degli anticorpi diretti contro le due chemochine sopra indicate erano più elevati nei pazienti con Ssc e che i loro livelli erano correlati l'un l'altro (r=0,85).

Nello specifico, i pazienti con malattia polmonare interstiziale legata a Ssc hanno dimostrato i livelli anticorpali più elevati, negativamente associati con la funzione polmonare.

Non solo: i ricercatori hanno anche notato che i pazienti con ridotta funzione polmonare dimostravano livelli anticorpali anti-CXCR3/4 più bassi rispetto a quelli malattia stabilizzata.

Mediante analisi con citometria a flusso, è stata valutata anche l'espressione dei due recettori in questione su cellule ematiche mononucleari periferiche in 17 pazienti con Ssc e in 8 volontari sani. Da questa indagine è emerso che le frequenze e le intensità mediane di fluorescenza di queste cellule erano più basse nei pazienti con Ssc rispetto ai volontari sani e correlavano con la severità della fibrosi cutanea e polmonare.

Riassumendo
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato come dallo studio sia emerso che gli autoanticorpi contro i recettori delle chemochine CXCR3/4 sono prevalentemente legati alla presenza di interstiziopatia polmonare associata a Ssc. I pazienti con Ssc cutanea e quelli con Ssc polmonare mostrano livelli più elevati di anticorpi anti-CXCR3 e anti-CXCR4 rispetto a quelli con Ssc limitata e senza interstiziopatia polmonare.

I livelli anticorpali correlano negativamente e debolmente con i parametri di funzione polmonare.

Lo studio ha dimostrato che l'espressione dei due recettori in questione a livello della cellule ematiche mononucleari periferiche correla con il tasso di fibrosi polmonare e cutanea anche se il deterioramento dei parametri della funzione polmonare è associato, soprattutto, con la riduzione dei livelli anticorpali di anticorpi anti-CXCR3 e anti-CXCR4.

Da ultimo, livelli ridotti di anticorpi anti-CXCR3/4 sono predittivi di alterazione progressiva dei parametri della funzione polmonare.

In conclusione, “i livelli anticorpali di anticorpi anti-CXCR3/4 rappresentano dei validi marker di predizione di fibrosi polmonare e, quindi, sono da considerare potenzialmente utili per stratificare i pazienti in termini di progressione di malattia (come nel caso dei trial clinici)”.

Nicola Casella

Bibliografia
Weigold F et al. Antibodies against chemokine receptors CXCR3 and CXCR4 predict progressive deterioration of lung function in patients with systemic sclerosis. Arthritis Research & Therapy201820:52
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