Ipertensione arteriosa polmonare e funzione renale, quale relazione?

In pazienti con ipertensione arteriosa polmonare (PAH) una riduzione del tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR)>10% potrebbe rappresentare un predittore indipendente di ospedalizzazione per tutte le cause e di sopravvivenza. Lo dimostrano i risultati di uno studio prospettico, pubblicato su the Journal of Heart and Lung Transplantation.

In pazienti con ipertensione arteriosa polmonare (PAH) una riduzione del tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR)>10% potrebbe rappresentare un predittore indipendente di ospedalizzazione per tutte le cause e di sopravvivenza.

Lo dimostrano i risultati di uno studio prospettico, pubblicato su the Journal of Heart and Lung Transplantation.

“La disfunzione renale è associata con anomalie dell'emodinamica cardio-polmonare, con la morte intra-ospedaliera e una scarsa sopravvivenza nei pazienti con PAH – si legge nell'introduzione al lavoro. - Per queste ragioni, pertanto, la disfunzione renale potrebbe rappresentare un marker biologico prognostico”.

L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare la relazione esistente tra le variazioni di eGFR e gli outocome sopra citati (ospedalizzazione e sopravvivenza) in pazienti con PAH reclutati nel registro REVEAL (the Registry to Evaluate Early and Long-term PAH Disease Management).

A tal scopo, sono stati reclutati 2.368 individui adulti, di età uguale o superiore a 18 anni, con diagnosi confermata di PAH. Questi sono stati suddivisi, in base allo stadio di nefropatia cronica sulla base dei valori di eGFR, nelle seguenti categorie:
normale o stadi 1-2 (n=1.699)
stadio 3a (n=399)
stadio 3b (n=196)
stadi 4-5 (n=74).

Successivamente si è proceduto a valutare l'associazione esistente tra lo stadio di nefropatia e la sopravvivenza.

Passando ai risultati, i ricercatori hanno osservato un incremento significativo della mortalità (HR=1,66; p<0,0001) nei pazienti che presentavano una riduzione di eGFR uguale o superiore al 10%, rispetto al valore iniziale, nel corso di uno o più anni.

Inoltre, è stato documentato anche un incremento del rischio di ospedalizzazione e di mortalità per tutte le cause nei pazienti con riduzione di eGFR uguale o superiore al 10% rispetto al valore iniziale (HR= 1,33; P =0,002).

Il declino di eGFR ha predetto la sopravvivenza indipendentemente dalle variazioni osservate nel test della deambulazione a 6 minuti e della classe funzionale. Peraltro, un incremento uguale o superiore al 10% di questo parametro non è risultato associato in modo significativo con ciascuno dei due endpoint sopra citati (HR= 1,17; P =0,178).

In conclusione, sia i livelli basali di eGFR che un declino percentuale di questo parametro uguale o superiore al 10%, potrebbero rappresentare dei predittori indipendenti della sopravvivenza dei pazienti e dell'ospedalizzazione per tutte le cause. Ciò suffraga il ricorso al test per la  determinazione di eGFR, pratico e per niente costoso, come guida al trattamento e marker prognostico nei pazienti affetti sia da nefropatia cronica che da PAH.

NC

Bibliografia
Chakinala MM et al. Impact of declining renal function on outcomes in pulmonary arterial hypertension: A REVEAL registry analysis.
Leggi
http://www.jhltonline.org/article/S1053-2498(17)32097-1/fulltext