Ivacaftor, a breve l'ok dall'Fda nella fibrosi cistica con mutazione R117H

Pneumologia
Un team di esperti dell’Fda (Pulmonary-Allergy Drugs Advisory Committee, Padac), quasi all’unanimità, ha approvato l’impiego di ivacaftor nei pazienti affetti da fibrosi cistica, da 6 anni in su, che presentano la mutazione R117H del gene Cftr (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator).

L’ampliamento delle indicazioni di ivacaftor ha avuto un consenso quasi assoluto da parte della commissione consultiva, con un risultato della votazione di 13 a 2.

Nonostante i comitati consultivi forniscano all’Fda solo una consulenza scientifica e medica su sicurezza, efficacia e uso appropriato di potenziali nuovi farmaci, l’Fda non è vincolata dalla raccomandazione del comitato, anche se quasi sempre segue i suoi consigli.

Nei pazienti con mutazione R117H, la proteina Cftr raggiunge la superficie della cellula, ma non funziona correttamente. Circa 500 persone di età 6 e anziani hanno questa mutazione negli Stati Uniti.

La fibrosi cistica è causata da una mutazione del gene Cftr. Ivacafor è attualmente approvato per il trattamento di circa 2.600 persone dai 6 anni in su che vivono in Nord America, Europa e Australia e che hanno altre mutazioni nel gene Cftr.

"La raccomandazione di oggi è un passo positivo e importante verso la realizzazione di ivacaftor a disposizione per le persone dai 6 anni in su con la mutazione dell’R117H", ha detto Jeffrey Chodakewitz, MD, Vice Presidente Senior e Direttore della Medical Officer della Vertex.

Geoffrey Porges, analista di Sanford Bernstein, prevede che la nuova indicazione possa aumentare le vendite annue del farmaco si  circa $160 milioni.

Agli inizi del 2014, l’azienda produttrice, l’americana Vertex, aveva fatto sapere che intendeva incontrare l’Fda per discutere i nuovi dati relativi al farmaco, con l’obiettivo di espandere le indicazioni del medicinale anche ai pazienti con mutazione R117H, ritenendo significativi i risultati ottenuti nei pazienti a partire dai 18 anni.

Per ora, in attesa della decisione definitiva dell’Fda, ivacaftor (150 mg) è indicato per il trattamento della fibrosi cistica nei pazienti dai 6 anni di età che hanno una mutazione G551D nel gene Cftr.

Negli Stati Uniti, ivacaftor è anche indicato per il trattamento della fibrosi cistica nei pazienti da 6 anni in su che hanno una delle seguenti mutazioni nel gene Cftr: G1244E, G1349D, G178R, G551S, S1251N, S1255P, S549N, o S549R. In Canada, oltre che per le mutazioni appena elencate, ivacaftor è indicato anche per la mutazione G970R.

Al momento ivacaftor non è efficace nei pazienti con fibrosi cistica che presentano due  copie della mutazione F508del (F508del / F508del) nel gene CFTR. Non è stata inoltre stabilita la sicurezza e l'efficacia di ivacaftor nei bambini con fibrosi cistica di età inferiore ai 6 anni.

Nei pazienti trattati con ivacaftor è stato riportato un aumento degli enzimi epatici (transaminasi, Alt e Ast), quindi è raccomandato di controllare i livelli di Alt e Ast prima di iniziare il trattamento con ivacaftor, e di effettuare ulteriori controlli ogni 3 mesi durante il primo anno di trattamento, e successivamente ogni anno. I pazienti che sviluppano un aumento dei livelli delle transaminasi devono essere monitorati attentamente fino a quando le anomalie si risolvono. L’uso di ivacaftor deve essere interrotto in quei pazienti che presentano Alt o Ast 5 volte il valore del limite superiore rispetto alla norma. Dopo la risoluzione dell’aumento delle transaminasi, bisogna considerare i benefici e i rischi di riprendere ivacaftor.

La somministrazione concomitante di ivacaftor e alcuni potenti induttori del CYP3A (come la rifampicina e rifabutina) o farmaci antiepilettici (fenobarbital, carbamazepina, fenitoina) diminuisce notevolmente l'esposizione di ivacaftor e può diminuire l'efficacia; Pertanto, la co-somministrazione non è raccomandata.

La dose di ivacaftor deve essere regolata quando viene usato in concomitanza con forti e moderati inibitori del CYP3A o quando viene utilizzato in pazienti con malattia epatica moderata o grave.

Ivacaftor può causare gravi reazioni avverse, tra cui dolori addominali ed enzimi epatici elevati nel sangue. Gli effetti collaterali più comuni associati a ivacaftor includono mal di testa, infezioni delle alte vie respiratorie, dolore addominale, diarrea, eruzioni cutanee e vertigini. Tutti i possibili effetti collaterali di ivacaftor sono elencati nelle caratteristiche del prodotto.

Ivacaftor è il primo farmaco che agisce sulla causa che è alla base della fibrosi cistica nei  soggetti con mutazioni specifiche nel gene regolatore della conduttanza transmembrana della fibrosi cistica (Cftr). Conosciuto come un potenziatore del Cftr, Kalydeco è un farmaco orale progettato per aumentare il tempo di apertura dei canali Cftr e migliorare il trasporto del sale e acqua attraverso la membrana cellulare, aiuta così a idratare il muco e a liberarlo dalle vie respiratorie.

Sulla base del Prescription Drug User Fee Act (Pdufa), si prevede che l’Fda prenda una decisione in merito all'approvazione dell’ivacaftor nelle nuove indicazioni d’uso entro il 30 dicembre 2014,

Monica Guarini
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